Lc 10, 1-12 Missione dei settantadue discepoli
(Lc 10, 1-12) Missione dei settantadue discepoli
[1] Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. [2] Diceva loro: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. [3] Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; [4] non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. [5] In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. [6] Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. [7] Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. [8] Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, [9] curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. [10] Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: [11] Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. [12] Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città”. (CCC 551) Fin dagli inizi della vita pubblica, Gesù sceglie dodici uomini perché stiano con lui e prendano parte alla sua missione; [Mc 3,13-19] li fa partecipi della sua autorità e li manda “ad annunziare il Regno di Dio e a guarire gli infermi” (Lc 9,2). Restano per sempre associati al Regno di Cristo, che, per mezzo di essi, guida la Chiesa: Io preparo per voi un Regno, come il Padre l'ha preparato per me; perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio Regno, e siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele (Lc 22,29-30). (CCC 765) Il Signore Gesù ha dotato la sua comunità di una struttura che rimarrà fino al pieno compimento del Regno. Innanzitutto vi è la scelta dei Dodici con Pietro come loro capo [Mc 3,14-15]. Rappresentando le dodici tribù d'Israele, [Mt 19,28; Lc 22,30] essi sono i basamenti della nuova Gerusalemme [Ap 21,12-14]. I Dodici [Mc 6,7] e gli altri discepoli [Lc 10,1-2] partecipano alla missione di Cristo, al suo potere, ma anche alla sua sorte [Mt 10,25; Gv 15,20]. Attraverso tutte queste azioni Cristo prepara ed edifica la sua Chiesa. (CCC 860) Nella missione degli Apostoli c'è un aspetto che non può essere trasmesso: essere i testimoni scelti della Risurrezione del Signore e le fondamenta della Chiesa. Ma vi è anche un aspetto permanente della loro missione. Cristo ha promesso di rimanere con loro sino alla fine del mondo [Mt 28,20]. La “missione divina, affidata da Cristo agli Apostoli, dovrà durare sino alla fine dei secoli, poiché il Vangelo che essi devono trasmettere è per la Chiesa principio di tutta la sua vita in ogni tempo. Per questo gli Apostoli... ebbero cura di costituirsi dei successori” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 20]. (CCC 2612) In Gesù “il Regno di Dio è molto vicino”; esso chiama alla conversione e alla fede, ma anche alla vigilanza. Nella preghiera, il discepolo veglia attento a colui che È e che Viene, nella memoria della sua prima Venuta nell'umiltà della carne e nella speranza del suo secondo Avvento nella Gloria [Mc 13; Lc 21,34-36]. La preghiera dei discepoli, in comunione con il loro Maestro, è un combattimento, ed è vegliando nella preghiera che non si entra in tentazione [Lc 22,40; Lc 22,46].