Lc 18, 28-30 Ricompensa a chi rinuncia

(Lc 18, 28-30) Ricompensa a chi rinuncia
[28] Pietro allora disse: "Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito". [29] Ed egli rispose: "In verità vi dico, non c'è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, [30] che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà". (CCC 1828) La pratica della vita morale animata dalla carità dà al cristiano la libertà spirituale dei figli di Dio. Egli non sta davanti a Dio come uno schiavo, nel timore servile, né come il mercenario in cerca del salario, ma come un figlio che corrisponde all'amore di colui che “ci ha amati per primo” (1Gv 4,19): “O ci allontaniamo dal male per timore del castigo e siamo nella disposizione dello schiavo. O ci lasciamo prendere dall'attrattiva della ricompensa e siamo simili ai mercenari. Oppure è per il bene in se stesso e per l'amore di colui che comanda che noi obbediamo… e allora siamo nella disposizione dei figli” [San Basilio di Cesarea, Regulae fusius tractatae, prol. 3: PG 31, 896B].

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