Lc 2, 15-20 I pastori vanno a Betlemme
(Lc 2, 15-20) I pastori vanno a Betlemme
[15] Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". [16] Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. [17] E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. [18] Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. [19] Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. [20] I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. (CCC 495) Maria, chiamata nei Vangeli “la Madre di Gesù” (Gv 2,1; 19,25), [Mt 13,55] prima della nascita del Figlio suo è acclamata, sotto la mozione dello Spirito, “la Madre del mio Signore” (Lc 1,43). Infatti, colui che Maria ha concepito come uomo per opera dello Spirito Santo e che è diventato veramente suo Figlio secondo la carne, è il Figlio eterno del Padre, la seconda Persona della Santissima Trinità. La Chiesa confessa che Maria è veramente Madre di Dio [“Theotokos”] [Concilio di Efeso: DS, 251]. (CCC 496) Fin dalle prime formulazioni della fede, [DS, 10-64] la Chiesa ha confessato che Gesù è stato concepito nel seno della Vergine Maria per la sola potenza dello Spirito Santo, ed ha affermato anche l'aspetto corporeo di tale avvenimento: Gesù è stato concepito “senza seme, per opera dello Spirito Santo” [Concilio Lateranense (649): DS, 503]. Nel concepimento verginale i Padri ravvisano il segno che si tratta veramente del Figlio di Dio, il quale è venuto in una umanità come la nostra: Così, sant'Ignazio di Antiochia (inizio II secolo): “Voi siete fermamente persuasi riguardo a nostro Signore che è veramente della stirpe di Davide secondo la carne, [Rm 1,3] Figlio di Dio secondo la volontà e la potenza di Dio, [Gv 1,13] veramente nato da una Vergine,… veramente è stato inchiodato [alla croce] per noi, nella sua carne, sotto Ponzio Pilato… Veramente ha sofferto, così come veramente è risorto” [Sant'Ignazio di Antiochia, Epistula ad Smyrnaeos, 1-2]. (CCC 497) I racconti evangelici [Mt 1,18-25; Lc 1,26-38] considerano la concezione verginale un'opera divina che supera ogni comprensione e ogni possibilità umana: [Lc 1,34] “Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”, dice l'angelo a Giuseppe riguardo a Maria, sua sposa (1,20). La Chiesa vede in ciò il compimento della promessa divina fatta per bocca del profeta Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” [Is 7,14, secondo la traduzione greca di Mt 1,23].