Lc 24, 9-12 Pietro corre al sepolcro

(Lc 24, 9-12) Pietro corre al sepolcro
[9] E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. [10] Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. [11] Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse. [12] Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l'accaduto. (CCC 640) “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato” (Lc 24,5-6). Nel quadro degli avvenimenti di Pasqua, il primo elemento che si incontra è il sepolcro vuoto. Non è in sé una prova diretta. L’assenza del corpo di Cristo nella tomba potrebbe spiegarsi altrimenti [Gv 20,13; Mt 28,11-15]. Malgrado ciò, il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell’evento della risurrezione. Dapprima è il caso delle pie donne [Lc 24,3.22-23], poi di Pietro (Lc 24,12). Il discepolo “che Gesù amava” (Gv 20,2) afferma che, entrando nella tomba vuota e scorgendo “le bende per terra (Gv 20,6), vide e credette [Gv 20,8]. Ciò suppone che egli abbia constatato, dallo stato in cui si trovava il sepolcro vuoto [Gv 20,5-7], che l’assenza del corpo di Gesù non poteva essere opera umana e che Gesù non era semplicemente tornato a una vita terrena come era avvenuto per Lazzaro [Gv 11,44]. (CCC 652) La Risurrezione di Cristo è compimento delle promesse dell'Antico Testamento [Lc 24,26-27; 24,44-48 ] e di Gesù stesso durante la sua vita terrena [Mt 28,6; Mc 16,7; Lc 24,6-7]. L'espressione “secondo le Scritture (1Cor 15,3-4 e Simbolo di Nicea-Costantinopoli) indica che la Risurrezione di Cristo realizzò queste predizioni.

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