Lc 3, 19-20 Erode imprigiona Giovanni Battista
(Lc 3, 19-20) Erode imprigiona Giovanni Battista
[19] Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso, [20] aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione. (CCC 524) La Chiesa, celebrando ogni anno la Liturgia dell'Avvento, attualizza questa attesa del Messia: mettendosi in comunione con la lunga preparazione della prima venuta del Salvatore, i fedeli ravvivano l'ardente desiderio della sua seconda venuta [Ap 22,17]. Con la celebrazione della nascita e del martirio del Precursore, la Chiesa si unisce al suo desiderio: “egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3,30). (CCC 2473) Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede; il martire è un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale è unito dalla carità. Rende testimonianza alla verità della fede e della dottrina cristiana. Affronta la morte con un atto di fortezza. “Lasciate che diventi pasto delle belve. Solo così mi sarà concesso di raggiungere Dio” [Sant'Ignazio di Antiochia, Epistula ad Romanos, 4,1]. (CCC 2506) Il cristiano non deve vergognarsi “della testimonianza da rendere al Signore” (2Tm 1,8) in atti e parole. Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede.