Lc 6, 1-5 La questione del sabato
Capitolo 6°
(Lc 6, 1-5) La questione del sabato[1] Un giorno di sabato passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. [2] Alcuni farisei dissero: "Perché fate ciò che non è permesso di sabato?". [3] Gesù rispose: "Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni? [4] Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?". [5] E diceva loro: "Il Figlio dell'uomo è signore del sabato". (CCC 347 La creazione è fatta in vista del Sabato e quindi del culto e dell'adorazione di Dio. Il culto è inscritto nell'ordine della creazione [Gen 1,14]. “Operi Dei nihil praeponatur” - Nulla si anteponga all'“Opera di Dio”, dice la Regola di san Benedetto, indicando in tal modo il giusto ordine delle preoccupazioni umane. (CCC 348) Il Sabato è al cuore della Legge di Israele. Osservare i comandamenti equivale a corrispondere alla sapienza e alla volontà di Dio espresse nell'opera della creazione. (CCC 582) Dando con autorità divina l'interpretazione definitiva della Legge, Gesù si è trovato a scontrarsi con certi dottori della Legge, i quali non ne accettavano la sua interpretazione, sebbene fosse garantita dai segni divini che la accompagnavano [Gv 5,36; 10,25; 5,37-38; 12,37]. Ciò vale soprattutto per la questione del sabato: Gesù ricorda, ricorrendo spesso ad argomentazioni rabbiniche, [Mc 2,25-27; Gv 7,22-24] che il riposo del sabato non viene violato dal servizio di Dio [Mt 12,5; Nm 28,9] o del prossimo, [Lc 13,15-16; 14,3-4 ] servizio che le guarigioni da lui operate compiono. (CCC 349) L'ottavo giorno. Per noi, però, è sorto un giorno nuovo: quello della Risurrezione di Cristo. Il settimo giorno porta a termine la prima creazione. L'ottavo giorno dà inizio alla nuova creazione. Così, l'opera della creazione culmina nell'opera più grande della Redenzione. La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima [Messale Romano, Veglia Pasquale: orazione dopo la prima lettura].