Lc 6, 17-19 Insegna alle folle e guarisce

(Lc 6, 17-19) Insegna alle folle e guarisce
[17] Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, [18] che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. [19] Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. (CCC 1116) “Forze che escono” dal Corpo di Cristo, [Lc 5,17; 6,19; 8,46] sempre vivo e vivificante, azioni dello Spirito Santo operante nel suo Corpo che è la Chiesa, i sacramenti sono i “capolavori di Dio” nella Nuova ed Eterna Alleanza. (CCC 1504) Spesso Gesù chiede ai malati di credere [Mc 5,34; 5,36; 9,23]. Si serve di segni per guarire: saliva e imposizione delle mani, [Mc 7,32-36; 8,22-25] fango e abluzione [Gv 9,6s]. I malati cercano di toccarlo [Mc 1,41; 3,10; 6,56] “perché da lui usciva una forza che sanava tutti” (Lc 6,19). Così, nei sacramenti, Cristo continua a “toccarci” per guarirci. (CCC 695) L'unzione. Il simbolismo dell'unzione con l'olio è talmente significativa dello Spirito Santo da divenirne il sinonimo [1Gv 2,20; 2,27; 2Cor 1,21]. Nell'iniziazione cristiana essa è il segno sacramentale della Confermazione, chiamata giustamente nelle Chiese d'Oriente “Crismazione”. Ma per coglierne tutta la forza, bisogna tornare alla prima unzione compiuta dallo Spirito Santo: quella di Gesù. Cristo [“Messia”, in ebraico] significa “Unto” dallo Spirito di Dio. Nell'Antica Alleanza ci sono stati degli “unti” del Signore, [Es 30,22-32] primo fra tutti il re Davide [1Sam 16,13]. Ma Gesù è l'Unto di Dio in una maniera unica: l'umanità che il Figlio assume è totalmente “unta di Spirito Santo”. Gesù è costituito “Cristo” dallo Spirito Santo [Lc 4,18-19; Is 61,1]. La Vergine Maria concepisce Cristo per opera dello Spirito Santo, il quale, attraverso l'angelo, lo annunzia come Cristo fin dalla nascita [Lc 2,11] e spinge Simeone ad andare al Tempio per vedere il Cristo del Signore; [Lc 2,26-27] è lui che ricolma Cristo, [Lc 4,1] è sua la forza che esce da Cristo negli atti di guarigione e di risanamento [Lc 6,19; 8,46]. È lui, infine, che risuscita Cristo dai morti [Rm 1,4; 8,11]. Allora, costituito pienamente “Cristo” nella sua Umanità vittoriosa della morte, [At 2,36] Gesù effonde a profusione lo Spirito Santo, finché “i santicostituiranno, nella loro unione all'Umanità del Figlio di Dio, l'“Uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13): “il Cristo totale”, secondo l'espressione di sant'Agostino.

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