Lc 6, 20-23 Le beatitudini
(Lc 6, 20-23) Le beatitudini
[20] Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: "Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. [21] Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. [22] Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. [23] Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti”. (CCC 2546) “Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3). Le beatitudini rivelano un ordine di felicità e di grazia, di bellezza e di pace. Gesù esalta la gioia dei poveri, ai quali già appartiene il Regno: [Lc 6,20] “Il Verbo chiama “povertà di spirito” l'umiltà volontaria di uno spirito umano e il suo rinnegamento; e l'Apostolo ci addita come esempio la povertà di Dio quando dice: “Si è fatto povero per noi” (2Cor 8,9) [San Gregorio di Nissa, Orationes de beatitudinibus, 1: PG 44, 1200D]. (CCC 544) Il Regno appartiene ai poveri e ai piccoli, cioè a coloro che l'hanno accolto con un cuore umile. Gesù è mandato per “annunziare ai poveri un lieto messaggio” (Lc 4,18) [Lc 7,22]. Li proclama beati, perché “di essi è il Regno dei cieli” (Mt 5,3); ai “piccoli” il Padre si è degnato di rivelare ciò che rimane nascosto ai sapienti e agli intelligenti [Mt 11,25]. Gesù condivide la vita dei poveri, dalla mangiatoia alla croce; conosce la fame, Mc 2,23-26; Mt 21,18 ] la sete [Cf Gv 4,6-7; 19,28] e l'indigenza [Lc 9,58]. Anzi, arriva a identificarsi con ogni tipo di poveri e fa dell'amore operante verso di loro la condizione per entrare nel suo Regno [Mt 25,31-46]. (CCC 16) Fine ultimo dell'uomo, creato ad immagine di Dio: la beatitudine e le vie per giungervi: un agire retto e libero, con l'aiuto della legge e della grazia di Dio; un agire che realizza il duplice comandamento della carità, esplicitato nei dieci comandamenti di Dio. (CCC 2833) La povertà delle Beatitudini è la virtù della condivisione: sollecita a mettere in comune e a condividere i beni materiali e spirituali, non per costrizione, ma per amore, perché l'abbondanza degli uni supplisca alla indigenza degli altri [2Cor 8,1-15].