Lc 6, 6-11 Gesù guarisce di sabato
(Lc 6, 6-11) Gesù guarisce di sabato
[6] Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c'era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita. [7] Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui. [8] Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano inaridita: "Alzati e mettiti nel mezzo!". L'uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. [9] Poi Gesù disse loro: "Domando a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?". [10] E volgendo tutt'intorno lo sguardo su di loro, disse all'uomo: "Stendi la mano!". Egli lo fece e la mano guarì. [11] Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. (CCC 345) Il Sabato - fine dell'opera dei “sei giorni”. Il testo sacro dice che “Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto” e così “furono portati a compimento il cielo e la terra”; Dio “cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro”, “benedisse il settimo giorno e lo consacrò” (Gen 2,1-3). Queste parole ispirate sono ricche di insegnamenti salutari. (CCC 346) Nella creazione Dio ha posto un fondamento e delle leggi che restano stabili, [Eb 4,3-4] sulle quali il credente potrà appoggiarsi con fiducia, e che saranno per lui il segno e il pegno della incrollabile fedeltà dell'Alleanza di Dio [Ger 31,35-37; 33,19-26]. Da parte sua, l'uomo dovrà rimaner fedele a questo fondamento e rispettare le leggi che il Creatore vi ha inscritte. (CCC 2168) Il terzo comandamento del Decalogo ricorda la santità del sabato: “Il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore” (Es 31,15). (CCC 2169) La Scrittura a questo proposito fa memoria della creazione: “Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro”(Es 20,11). (CCC 2170) La Scrittura rivela nel giorno del Signore anche un memoriale della liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto: “Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato” (Dt 5,15). (CCC 2171) Dio ha affidato a Israele il sabato perché lo rispetti in segno dell'alleanza perenne [Es 31,16]. Il sabato è per il Signore, santamente riservato alla lode di Dio, della sua opera creatrice e delle sue azioni salvifiche in favore di Israele. (CCC 2172) L'agire di Dio è modello dell'agire umano. Se Dio nel settimo giorno “si è riposato” (Es 31,17), anche l'uomo deve “far riposo” e lasciare che gli altri, soprattutto i poveri, “possano goder quiete” (Es 23,12). Il sabato sospende le attività quotidiane e concede una tregua. E' un giorno di protesta contro le schiavitù del lavoro e il culto del denaro [Ne 13,15-22; 2Cr 36,21]. (CCC 2173) Il Vangelo riferisce numerose occasioni nelle quali Gesù viene accusato di violare la legge del sabato. Ma Gesù non viola mai la santità di tale giorno [Mc 1,21; Gv 9,16]. Egli con autorità ne dà l'interpretazione autentica: “Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato”(Mc 2,27) Nella sua bontà, Cristo ritiene lecito “in giorno di sabato fare il bene” anziché il male, "salvare una vita” anziché “toglierla” (Mc 3,4). Il sabato è il giorno del Signore delle misericordie e dell'onore di Dio [Mt 12,5; Gv 7,23]. “Il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato” (Mc 2,28).