Mc 13, 14-23 La tribolazione di Gerusalemme
(Mc 13, 14-23) La tribolazione di Gerusalemme
[14] Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; [15] chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa; [16] chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. [17] Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! [18] Pregate che ciò non accada d'inverno; [19] perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà. [20] Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni. [21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete; [22] perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. [23] Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto. (CCC 673) Dopo l'Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente, [Ap 22,20] anche se non spetta a noi “conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta” (At 1,7) [Mc 13,32]. Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento [Mt 24,44; 1Ts 5,2] anche se essa e la prova finale che la precederà sono “impedite” [2Ts 2,3-12]. (CCC 671) Già presente nella sua Chiesa, il Regno di Cristo non è tuttavia ancora compiuto “con potenza e gloria grande” (Lc 21,27) [Mt 25,31] mediante la venuta del Re sulla terra. Questo Regno è ancora insidiato dalle potenze inique, [2Ts 2,7] anche se esse sono già state vinte radicalmente dalla Pasqua di Cristo. Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso, [1Cor 15,28] “fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua dimora, la Chiesa pellegrinante, nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono all'età presente, porta la figura fugace di questo mondo, e vive tra le creature, le quali sono in gemito e nel travaglio del parto sino ad ora e attendono la manifestazione dei figli di Dio” [Lumen gentium, 48]. Per questa ragione i cristiani pregano, soprattutto nell'Eucaristia [1Cor 11,26] per affrettare il ritorno di Cristo [2Pt 3,11-12] dicendogli: “Vieni, Signore” (1Cor 16,22; Ap 22,17; 22,20).