Mc 14, 17-25 Istituzione dell’Eucaristia

(Mc 14, 17-25) Istituzione dell’Eucaristia
[17] Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. [18] Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: "In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà". [19] Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: "Sono forse io?". [20] Ed egli disse loro: "Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. [21] Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Bene per quell'uomo se non fosse mai nato!". [22] Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: "Prendete, questo è il mio corpo". [23] Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. [24] E disse: "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti. [25] In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio". (CCC 1324) L'Eucaristia è “fonte e apice di tutta la vita cristiana” [Lumen gentium, 11]. “Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua” [Presbyterorum ordinis, 5]. (CCC 1333) Al centro della celebrazione dell'Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per l'invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la vigilia della sua Passione: “Prese il pane…”, “Prese il calice del vino…”. Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i segni del pane e del vino continuano a significare anche la bontà della creazione. Così, all'offertorio, rendiamo grazie al Creatore per il pane e per il vino, [Sal 104,13-15] “frutto del lavoro dell'uomo”, ma prima ancora “frutto della terra” e “della vite”, doni del Creatore. Nel gesto di Melchisedek, re e sacerdote, che “offrì pane e vino” (Gen 14,18) la Chiesa vede una prefigurazione della sua propria offerta [Messale Romano, Canone Romano: “Supra quae”]. (CCC 1403) Nell'ultima Cena il Signore stesso ha fatto volgere lo sguardo dei suoi discepoli verso il compimento della Pasqua nel Regno di Dio: “Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel Regno del Padre mio” (Mt 26,29) [Lc 22,18; Mc 14,25]. Ogni volta che la Chiesa celebra l'Eucaristia, ricorda questa promessa e il suo sguardo si volge verso “Colui che viene” [Ap 1,4]. Nella preghiera, essa invoca la sua venuta: “Marana tha” (1Cor 16,22), “Vieni, Signore Gesù” (Ap 22,20), “Venga la tua grazia e passi questo mondo!” [Didaché, 10, 6].

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