sabato 22 settembre 2012

Gaudium et spes n. 39 e commento CCC



39. Terra nuova e cielo nuovo.

Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova

[n. 39a] Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l'umanità (71) e non sappiamo in che modo sarà trasformato l'universo. Passa certamente l'aspetto di questo mondo, deformato dal peccato (72). Sappiamo però dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia (73), e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini (74). Allora, vinta la morte, i figli di Dio saranno risuscitati in Cristo, e ciò che fu seminato in infermità e corruzione rivestirà l'incorruttibilità (75); resterà la carità coi suoi frutti (76), e sarà liberata dalla schiavitù della vanità (77) tutta quella realtà che Dio ha creato appunto per l'uomo.

Note: (71) Cf. At 1,7. (72) Cf. 1 Cor 7,31; S. IRENEO, Adversus Haereses, V, 36, 1: PG 7, 1222. (73) Cf. 2 Cor 5,2; 2 Pt 3,13. (74) Cf. 1 Cor 2,9; Ap 21,4-5. (75) Cf. 1 Cor 15,42 e 53. (76) Cf. 1 Cor 13,8; 3,14. (77) Cf. Rm 8,19-21.

(CCC 1047) Anche l'universo visibile, dunque, è destinato ad essere trasformato, “affinché il mondo stesso, restaurato nel suo stato primitivo, sia, senza più alcun ostacolo, al servizio dei giusti” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 5, 32, 1: PG 7, 1210], partecipando alla loro glorificazione in Gesù Cristo risorto. (CCC 1048) “Ignoriamo il tempo in cui saranno portate a compimento la terra e l'umanità, e non sappiamo il modo in cui sarà trasformato l'universo. Passa certamente l'aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 39]. (CCC 1038) La risurrezione di tutti i morti, “dei giusti e degli ingiusti” (At 24,15), precederà il giudizio finale. Sarà “l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce [del Figlio dell'Uomo] e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna” (Gv 5,28-29). Allora Cristo “verrà nella sua gloria, con tutti i suoi angeli […] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra […] E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna” (Mt 25,31-33.46).