venerdì 8 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 222 – Parte I.



YOUCAT Domanda n. 222 - Parte I. Si può amministrare l’Eucaristia anche ai non cattolici?


(Risposta Youcat) La Comunione è espressione dell’unità del corpo di Cristo; alla Chiesa cattolica appartiene chi è battezzato, ne condivide la fede e vive in comunione con essa. Sarebbe una contraddizione nei termini se la Chiesa invitasse alla comunione persone che (ancora) non condividono la fede e la vita della Chiesa, e ne sarebbe danneggiata la credibilità del segno dell’Eucaristia.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1398) L'Eucaristia e l'unità dei cristiani. Davanti alla sublimità di questo sacramento, sant'Agostino esclama: “O sacramentum pietatis! O signum unitatis! O vinculum caritatis! - O sacramento di pietà! O segno di unità! O vincolo di carità!” [Sant'Agostino, In Johannis evangelium tractatus, 26, 13: PL 35, 1613; cf. Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 47]. Quanto più dolorosamente si fanno sentire le divisioni della Chiesa che impediscono la comune partecipazione alla mensa del Signore, tanto più pressanti sono le preghiere al Signore perché ritornino i giorni della piena unità di tutti coloro che credono in lui.  

Per meditare

(Commento Youcat a) I fedeli ortodossi possono chiedere di ricevere la Comunione in una celebrazione cattolica perché condividono la fede eucaristica della Chiesa cattolica, anche se la loro comunità non è ancora in perfetta comunione con la Chiesa cattolica. Nel caso di membri di altre confessioni cristiane la comunione può essere concessa in casi singoli, quando cioè ci sia una grave emergenza e sia presente la piena fede nella presenza eucaristica.

(Commento CCC) (CCC 1399) Le Chiese Orientali che non sono nella piena comunione con la Chiesa cattolica celebrano l'Eucaristia con grande amore. “Quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti e soprattutto, in forza della successione apostolica, il Sacerdozio e l'Eucaristia, per mezzo dei quali restano ancora unite a noi da strettissimi vincoli” [Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 15]. Quindi “una certa comunicazione nelle cose sacre”, presentandosi opportune circostanze e con l'approvazione dell'autorità ecclesiastica, non solo è possibile, ma anche consigliabile” [Unitatis redintegratio, 15]. (Continua)

(Continua la domanda: Si può amministrare l’Eucaristia anche ai non cattolici?)