venerdì 18 marzo 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 259



YOUCAT Domanda n. 259 - Parte IV. Qual è la differenza fra il sacerdozio universale di tutti i fedeli e quello ministeriale?


(Risposta Youcat – ripetizione) Con il battesimo, Cristo ha fatto di noi un regno di Dio e «sacerdoti di Dio Padre» (Ap 1, 6). Per effetto del sacerdozio universale ogni cristiano è chiamato ad operare nel mondo in nome di Dio e a trasmettergli Benedizione e grazia. Nel cenacolo e in occasione della missione degli Apostoli, Cristo ha donato ad alcuni un santo mandato per il servizio ai fedeli; questi Sacerdoti consacrati rappresentano Cristo come pastori del suo popolo e come capo del suo corpo, la Chiesa.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1552) Il sacerdozio ministeriale non ha solamente il compito di rappresentare Cristo - Capo della Chiesa - di fronte all'assemblea dei fedeli; esso agisce anche a nome di tutta la Chiesa allorché presenta a Dio la preghiera della Chiesa [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 33] e soprattutto quando offre il sacrificio eucaristico [Id., Lumen gentium, 10]. (CCC 1592) Il sacerdozio ministeriale differisce essenzialmente dal sacerdozio comune dei fedeli poiché conferisce un potere sacro per il servizio dei fedeli. I ministri ordinati esercitano il loro servizio presso il popolo di Dio attraverso l'insegnamento (munus docendi), il culto divino (munus liturgicum) e il governo pastorale (munus regendi).

Per meditare

(Commento Youcat) La stessa parola Sacerdote, utilizzata contemporaneamente per due cose che sono differenti «per essenza e non solo per grado» (Concilio Vaticano II, LG), dà spesso luogo a fraintendimenti. Da una parte dovremmo sentire che tutti noi battezzati siamo «sacerdoti», poiché viviamo in Cristo e partecipiamo a tutto quello che egli è e compie. Perché allora non invochiamo in continuazione la Benedizione su questo mondo? Dall'altro lato dobbiamo riscoprire il dono di Dio alla sua Chiesa, cioè i sacerdoti ministeriali, che rappresentano il Signore stesso fra noi.   

(Commento CCC) (CCC 1553) “A nome di tutta la Chiesa”. Ciò non significa che i sacerdoti siano i delegati della comunità. La preghiera e l'offerta della Chiesa sono inseparabili dalla preghiera e dall'offerta di Cristo, suo Capo. E' sempre il culto di Cristo nella sua Chiesa e per mezzo di essa. E' tutta la Chiesa, corpo di Cristo, che prega e si offre, “per ipsum et cum ipso et in ipso” - per lui, con lui e in lui - nell'unità dello Spirito Santo, a Dio Padre. Tutto il corpo, “Caput et membra” - Capo e membra - prega e si offre; per questo coloro che, nel corpo, sono i ministri in senso proprio, vengono chiamati ministri non solo di Cristo, ma anche della Chiesa. Proprio perché rappresenta Cristo, il sacerdozio ministeriale può rappresentare la Chiesa.      

(Prossima domanda: Perché Dio ha fatto l'uomo e la donna l'uno per l'altra?)

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