martedì 5 aprile 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 265



YOUCAT Domanda n. 265 - Parte II. Tutti gli uomini sono chiamati al matrimonio?


(Risposta Youcat – ripetizione) Non tutti sono chiamati al matrimonio; anche coloro che vivono da soli possono vivere una vita in pienezza; ad alcuni di loro Gesù mostra una strada particolare: li invita a vivere il celibato «per desiderio del regno dei cieli» (Mt 19, 12).    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1620) Entrambi, il sacramento del Matrimonio e la verginità per il regno di Dio, provengono dal Signore stesso. E' lui che dà loro senso e concede la grazia indispensabile per viverli conformemente alla sua volontà [Mt 19,3-12]. La stima della verginità per il Regno [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 42; Perfectae caritatis, 12; Optatam totius, 10] e il senso cristiano del Matrimonio sono inseparabili e si favoriscono reciprocamente: “Chi denigra il matrimonio, sminuisce anche la gloria della verginità; chi lo loda, aumenta l'ammirazione che è dovuta alla verginità […]. Infatti, ciò che sembra bello solo in rapporto a ciò che è brutto non può essere molto bello; quello che invece è la migliore delle cose considerate buone, è la cosa più bella in senso assoluto” (San Giovanni Crisostomo, De virginitate, 10, 1: PG 48, 540; Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 16).

Per meditare

(Commento Youcat) Molte persone che vivono da sole soffrono della loro solitudine e la considerano una carenza e un difetto; eppure una persona che non debba occuparsi del proprio coniuge e della propria famiglia gode anche di una maggiore libertà e indipendenza, e ha tempo per fare cose importanti che una persona coniugata non potrebbe mai fare. Forse, e nessuno ci pensa mai, è per volere di Dio che chi non è sposato debba occuparsi di altre persone; non di rado Dio chiama persone come queste particolarmente vicino a sé; questo è il caso di quando si avverte in sé il desiderio di rinunciare ad un partner «per desiderio del regno dei cieli»; la vocazione non può mai significare, nell'ottica cristiana, disprezzo per il matrimonio o per la sessualità. La rinuncia spontanea al matrimonio può essere vissuta solo nell'amore e per amore, come segno potente del fatto che Dio è più importante di  qualsiasi altra cosa; il celibe rinuncia al rapporto sessuale ma non all'amore, e pieno  di desiderio va incontro a Cristo, lo sposo venturo (Mt 25, 6).

(Commento CCC) (CCC 1619) La verginità per il Regno dei cieli è uno sviluppo della grazia battesimale, un segno possente della preminenza del legame con Cristo, dell'attesa ardente del suo ritorno, un segno che ricorda pure come il matrimonio sia una realtà del mondo presente che passa [Mc 12,25; 1Cor 7,31].

(Prossima domanda: Come viene celebrato il matrimonio cristiano?)

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