mercoledì 4 maggio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 280



YOUCAT Domanda n. 280 - Parte IV. Qual è per i cristiani il fondamento della dignità dell'uomo?


(Risposta Youcat – ripetizione) Ogni uomo, fin dal primo momento del suo concepimento nel seno materno, ha una dignità inviolabile, poiché Dio, fin dall'eternità, lo ha voluto, amato, creato, predestinato alla redenzione e alla beatitudine eterna.   

 Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1709) Chi crede in Cristo diventa figlio di Dio. Questa adozione filiale lo trasforma dandogli la capacità di seguire l'esempio di Cristo. Lo rende capace di agire rettamente e di compiere il bene. Nell'unione con il suo Salvatore, il discepolo raggiunge la perfezione della carità, la santità. La vita morale, maturata nella grazia, sboccia in vita eterna, nella gloria del cielo.  (CCC 1711) Dotata di un'anima spirituale, d'intelligenza e di volontà, la persona umana fin dal suo concepimento è ordinata a Dio e destinata alla beatitudine eterna. Essa raggiunge la propria perfezione nel cercare ed amare il vero e il bene [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 15]. (CCC 1712) La vera libertà […] è nell'uomo “segno altissimo dell'immagine divina” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 17].   

Per meditare

(Commento Youcat) Se la dignità umana derivasse dai successi e dalle prestazioni dei singoli uomini, i deboli, i malati e coloro che sono privi di forze non avrebbero alcuna dignità. I cristiani credono al contrario che la dignità umana derivi in primo luogo dalla dignità di Dio; egli guarda ogni singolo uomo e lo ama come se si trattasse dell'unica creatura del mondo. Poiché Dio ha gettato il suo sguardo anche sulla più piccola delle creature, essa possiede una dignità infinita che non può in alcun modo essere distrutta da parte degli uomini.      

(Commento CCC) (CCC 1713) L'uomo è tenuto a seguire la legge morale che lo spinge “a fare il bene e a fuggire il male” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16]. Questa legge risuona nella sua coscienza.  (CCC 1714) L'uomo, ferito nella propria natura dal peccato originale, è soggetto all'errore ed incline al male nell'esercizio della sua libertà.  (CCC 1715) Chi crede in Cristo ha la vita nuova nello Spirito Santo. La vita morale, cresciuta e maturata nella grazia, arriva a compimento nella gloria del cielo.    

(Prossima domanda: Perché desideriamo la felicità?)

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