lunedì 6 giugno 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 296



YOUCAT Domanda n. 296 - Parte I.  È lecito costringere qualcuno a fare qualcosa contro coscienza?


(Risposta Youcat) Non è lecito costringere nessuno ad agire contro la sua coscienza finché il suo comportamento si mantiene nei limiti del Bene comune.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1780) La dignità della persona umana implica ed esige la rettitudine della coscienza morale. La coscienza morale comprende la percezione dei principi della moralità (sinderesi), la loro applicazione nelle circostanze di fatto mediante un discernimento pratico delle ragioni e dei beni e, infine, il giudizio riguardante gli atti concreti che si devono compiere o che sono già stati compiuti. La verità sul bene morale, dichiarata nella legge della ragione, è praticamente e concretamente riconosciuta attraverso il giudizio prudente della coscienza. Si chiama prudente l'uomo le cui scelte sono conformi a tale giudizio.

Per meditare

(Commento Youcat) Chi interferisce con la coscienza di un uomo, ignorandola ed esercitando una costrizione, ne ferisce la dignità. Nulla rende l'uomo tale più del dono del discernimento del bene e del male e della libera scelta fra i due, e questo vale addirittura quando la decisione è evidentemente sbagliata. Salvo casi di educazione erronea di una coscienza, la voce interiore è in accordo con quanto in senso generale è ragionevole, giusto e buono di fronte a Dio.

(Commento CCC) (CCC 1782) L'uomo ha il diritto di agire in coscienza e libertà, per prendere personalmente le decisioni morali. L'uomo non deve essere costretto “ad agire contro la sua coscienza. Ma non si deve neppure impedirgli di operare in conformità ad essa, soprattutto in campo religioso” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 3]. 
 
(Continua la domanda: È lecito costringere qualcuno a fare qualcosa contro coscienza?)