martedì 7 giugno 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 296



YOUCAT Domanda n. 296 - Parte II.  È lecito costringere qualcuno a fare qualcosa contro coscienza?


(Risposta Youcat – ripetizione) Non è lecito costringere nessuno ad agire contro la sua coscienza finché il suo comportamento si mantiene nei limiti del Bene comune.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1781) La coscienza permette di assumere la responsabilità degli atti compiuti. Se l'uomo commette il male, il retto giudizio della coscienza può rimanere in lui il testimone della verità universale del bene e, al tempo stesso, della malizia della sua scelta particolare. La sentenza del giudizio di coscienza resta un pegno di speranza e di misericordia. Attestando la colpa commessa, richiama al perdono da chiedere, al bene da praticare ancora e alla virtù da coltivare incessantemente con la grazia di Dio: “Davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (1Gv 3,19-20). 

Per meditare

(Commento Youcat) Chi interferisce con la coscienza di un uomo, ignorandola ed esercitando una costrizione, ne ferisce la dignità. Nulla rende l'uomo tale più del dono del discernimento del bene e del male e della libera scelta fra i due, e questo vale addirittura quando la decisione è evidentemente sbagliata. Salvo casi di educazione erronea di una coscienza, la voce interiore è in accordo con quanto in senso generale è ragionevole, giusto e buono di fronte a Dio.

(Commento CCC) (CCC 1798) Una coscienza ben formata è retta e veritiera. Formula i suoi giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore. Ciascuno deve valersi dei mezzi atti a formare la propria coscienza.

(Prossima domanda: Si può plasmare la propria coscienza?)

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