sabato 11 giugno 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 298



YOUCAT Domanda n. 298 - Parte I. Chi agisce male, ma in buona coscienza, è colpevole di fronte a Dio?


(Risposta Youcat) No. Quando ci si è esaminati e si è raggiunto un giudizio sicuro, bisogna in ogni caso seguire la propria voce interiore, anche col rischio di commettere un'azione sbagliata.   

 Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1790) L'essere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della propria coscienza. Se agisse deliberatamente contro tale giudizio, si condannerebbe da sé. Ma accade che la coscienza morale sia nell'ignoranza e dia giudizi erronei su azioni da compiere o già compiute. (CCC 1791) Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale. Ciò avviene “quando l'uomo non si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all'abitudine del peccato” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16]. In tali casi la persona è colpevole del male che commette. 

Per meditare

(Commento Youcat) Il male che viene commesso per un giudizio sbagliato prodotto dalla coscienza in buona fede non ci rende colpevoli di fronte a Dio. Nella stessa misura in cui bisogna seguire la propria coscienza, bisogna però anche tenere presente che, richiamandosi ad una presunta coscienza, nel corso della storia, si sono commessi omicidi, torture e inganni.  

(Commento CCC) (CCC 1792) All'origine delle deviazioni del giudizio nella condotta morale possono esserci la non conoscenza di Cristo e del suo Vangelo, i cattivi esempi dati dagli altri, la schiavitù delle passioni, la pretesa ad una malintesa autonomia della coscienza, il rifiuto dell'autorità della Chiesa e del suo insegnamento, la mancanza di conversione e di carità. 

(Continua la domanda: Chi agisce male, ma in buona coscienza, è colpevole di fronte a Dio?)