sabato 24 dicembre 2016

Natale Messa del giorno: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato



Natale Messa del giorno: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato   


Come il sole, in pieno giorno, splende alto nel cielo, inondando tutto e tutti con la sua luce potente e meravigliosa, così il grande Mistero della nostra fede, l’Incarnazione di Cristo, illumina l’umanità e il mondo del suo splendore. È questo, a grandi linee, il messaggio della Messa del giorno.

Ascoltiamo la Parola di Dio  


Is 52, 7-10: “7Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: "Regna il tuo Dio".8Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion.9Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme.10Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”.

Eb 1, 1-6: “1 Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, 2ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. 3Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli, 4divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.5Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio ? 6Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio”.

Gv 1, 1-18: “1 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.2Egli era, in principio, presso Dio:3tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui  nulla è stato fatto di ciò che esiste.4In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;5la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 10Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.11Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.12A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.14E il Verbo si fece carnee venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.15Giovanni gli dà testimonianza e proclama: "Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me".16Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè ,la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.18Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato”.     

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


In pieno giorno il sole splende alto nel cielo, inondando tutto e tutti con la sua luce meravigliosa. Nel Natale la Messa del Giorno illumina il mondo con lo splendore dell’Incarnazione di Cristo, il grande Mistero della nostra fede. La Parola del Signore è la luce, della quale la seconda lettura sottolinea le manifestazioni. Nei tempi antichi, infatti, il Signore parlò molte volte e in diversi modi per mezzo dei suoi profeti. 
Dalla nascita di Gesù, ossia il Santo Natale, il Signore parla direttamente per mezzo del suo diletto Figlio Unigenito: Gesù Cristo. È questa la grande differenza fra Antico e Nuovo Testamento o fra Antica e Nuova Alleanza. Nel prologo del suo Vangelo, Giovanni svela l’identità di quel piccolo bambino che giace nella mangiatoia della grotta di Betlemme. Le sue parole non lasciano dubbi: quel bimbo, chiamato Gesù, è il Verbo, il Logos la Parola del Padre, il Figlio del Dio vivente
Questo Figlio non è soltanto presso Dio, ma è lui stesso vero Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di lui. Senza lui  non è stato fatto nulla di ciò che esiste. Egli è la vita e la luce di tutta l’umanità. È l’erede di tutte le cose. È l’irradiazione della gloria divina. Tutti gli angeli lo adorano. Il canto che precede il Vangelo invita tutti ad adorarlo: “Venite tutti ad adorare il Signore”. La ragione è che: “oggi una splendida luce è discesa sulla terra”. 
Nella liturgia del Natale, il tema della luce domina e si espande sovrano. Collega il Mistero dell’Incarnazione col Mistero delle Risurrezione. La luce che a Natale vediamo risplendere nella Messa della mezzanotte è la stessa luce che a Pasqua vedremo sfolgorare nella Veglia della Notte Pasquale. Nelle due liturgie notturne, quella natalizia e quella pasquale, le preghiere iniziali e principali si esprimono in termini simili. 
Nel Natale preghiamo: “O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo”. Nella veglia pasquale diciamo: “O Dio, che illumini questa santissima notte con la gloria della Risurrezione del Signore”. Nel Natale, il Verbo si fa nostra carne per redimerci dal peccato e, quindi, elevarci alla gloria della sua Risurrezione alla Pasqua. La lettera ai Filippesi (2, 5-11) riconosce l’intimo vincolo che collega l’umiltà dell’Incarnazione con la gloria della Pasqua
La preghiera del Natale è fra le più antiche della Chiesa. Essa spiega che il Verbo si fece carne, ossia: assunse la nostra natura umana perché noi potessimo condividere la sua vita divina. A Betlemme, la fede dei pastori riconobbe la presenza del Figlio di Dio nei segni poveri del bambino in fasce, della mangiatoia e della grotta. Nelle celebrazioni eucaristiche, il nostro sguardo di fede riconosce la presenza del Figlio di Dio nei segni poveri del pane e del vino. 
L’ammirevole scambio in cui Cristo condivide la nostra umanità e ci fa partecipi della sua divinità, avviene, proprio nell’Eucaristia, il più profondo e misterioso scambio di doni. Il Figlio di Dio ci dà il potere di diventare figli di Dio, perché ci rigenera. 
Nel Natale, Liturgie e Scritture trasmettono grandi verità. Come ricordarle e viverle? A questa domanda, Liturgie e Scritture del Natale rispondono indicando l’esempio decisivo della Santissima Madre del Signore, che tutti dobbiamo imitare: “Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Custodire, meditare e vivere è il vero atteggiamento verso Dio e i suoi Misteri.

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa  


Le orazioni della Messa del giorno iniziano rilevando il dono mirabile della redenzione e del condividere la vita divina del Figlio, che ha voluto assumere la nostra natura umana: “O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più ammirabile ci hai redenti, fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana”. 
L’orazione sulle offerte chiede che mediante il sacrificio eucaristico, espressione perfetta della nostra fede, possa giungere fino a noi e a tutti gli uomini il dono natalizio della pace: “Ti sia gradito, Signore, questo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, e ottenga a tutti gli uomini il dono natalizio della pace”. 
Infine, l’orazione conclusiva chiede per tutti il dono della vita immortale del Figlio, che ci ha rigenerati e resi figli del Padre celeste: “Padre santo e misericordioso, il Salvatore del mondo, che oggi è nato e ci ha rigenerato come tuoi figli, ci comunichi il dono  della sua vita immortale”.  

Gualberto Gismondi ofm

Nessun commento: