sabato 11 marzo 2017

2ª Dom Quaresima A: Questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo



2ª Dom Quaresima A: Questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo  

Il Vangelo della 2ª Domenica di Quaresima descrive la Trasfigurazione di Gesù davanti ai discepoli Pietro, Giovanni e Giacomo, che saranno con lui anche nell’agonia nel Getsemani. Dopo che Pietro confessò la sua fede in Gesù-Messia, Gesù spiegò a lui e agli altri discepoli che doveva soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, i capi dei Sacerdoti e gli scribi, ucciso e poi risorgere dai morti. I discepoli, però, non lo compresero.

Ascoltiamo la Parola di Dio  

Gen 12, 1-4:1Il Signore disse ad Abram: "Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò.2Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. 3Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra". 4Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran”.
2ª Tim 1, 8-10:8Figlio mio, con la forza di Dio soffri con me per il vangelo. 9Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, 10ma è stata rivelata ora con manifestazione del Salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del vangelo”.    
Mt 17, 1-9: “1In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo  la parola Pietro disse a Gesù: "Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia".5Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: "Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo". 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: "Alzatevi e non temete". 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. 9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti".  

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo  

L’episodio narrato dal Vangelo di questa Domenica avvenne dopo che Pietro riconobbe in Gesù il Messia o Cristo e il Figlio del Dio vivente, ma ne rifiutava la passione e l’uccisione. Gesù confermò che per seguirlo è necessario rinnegare se stessi e portare la sua croce. Sei giorni dopo, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni Egli salì sul monte e davanti a loro si trasfigurò, divenendo luminosissimo. La scena fu molto significativa. Ai lati di Gesù, apparvero e “conversavano” con lui Mosè ed Elia, a conferma che tutta la Legge (Mosè) e i Profeti  (Elia) erano confluiti in Gesù. 
La nube luminosa, coprendo i discepoli con la sua ombra, rinnovò gli eventi dell’Esodo (13,21). La nube e la sua ombra, simbolo della divinità, indicano la presenza e la protezione di Dio sul suo popolo. La grande luce e l’alto monte rinnovano le teofanie dell’Antico Testamento. Sul Sinai, la Parola del Padre era come un tuono dalla nube. 
Al battesimo di Gesù, la Parola del Padre ad alcuni sembrò un tuono, mentre confermava l’identità profonda del suo “Figlio amato, diletto, prediletto,  e suo compiacimento”, invitando ad ascoltarlo sempre. Ciò conferma la superiorità di Cristo su l’Antica Legge e i Profeti. Gesù, infatti, è il centro decisivo della salvezza. Ormai tutto fa capo a lui solo. Mosè, Elia, l’Antico Testamento attestano che in Gesù vi è stretta unione fra passione-croce e risurrezione-gloria. 
La liturgia di oggi nel Prefazio presenta in modo splendido il mistero della Trasfigurazione: Gesù “dopo aver dato ai suoi discepoli l’annunzio della sua morte, sul santo monte manifestò la sua gloria e chiamando a testimoni la legge e i profeti indicò agli apostoli che solo attraverso la Passione possiamo giungere al trionfo della Risurrezione”. Il Padre lo conferma: ascoltate il mio Figlio diletto, nel quale è tutta la pienezza del mio amore, che si rivela sulla croce
La “Nuova Legge” è la grazia, ossia il dono gratuito dell’amore divino. Lo Spirito Santo lo concede generosamente quanti hanno fede in Gesù e credono ai meriti della sua croce. Nella Trasfigurazione, il Corpo di Gesù Figlio amato sfolgora di gloria. Siamo nel cuore del mistero trinitario: la gloria del Padre e del Figlio inscindibilmente unite alla Croce e nella Croce. Il Figlio è veramente la “luce da luce”, professata nel “Credo” e qui confermata con la massima autorevolezza. 
La prima Domenica di Quaresima esprime tutta la solidarietà di Gesù nel condividere la nostra condizione, per farci vincere con lui le nostre tentazioni. La seconda Domenica di Quaresima annuncia la volontà di Gesù di condividere la gloria sfolgorante del suo Corpo, con quanti credono nella sua morte e nella sua risurrezione. 
Nella lettera ai Filippesi, Paolo annuncia chiaramente che: “Cristo trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo Corpo Glorioso” (Fil 3, 21). Nella seconda lettura di oggi testimonia che il nostro Salvatore Gesù Cristo: “ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del vangelo” (2ª Tim 1, 10).    

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

Nelle Orazioni iniziali chiediamo al Signore che purifichi gli occhi del nostro spirito per poter gustare la visione della sua gloria, accettando il mistero della croce, per entrare nella gloria del suo Regno. “O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito perché possiamo godere la visione della tua gloria”. 
O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri e hai dato a noi la grazia di camminare alla luce del Vangelo, aprici all’ascolto del tuo Figlio, perché accettando nella nostra vita il mistero della croce, possiamo entrare nella gloria del tuo Regno”.
Nella preghiera sui doni invochiamo: “Quest’offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdono dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito, perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali”.
Nell’orazione dopo la Comunione ringraziamo Dio perché a noi, pellegrini sulla terra, fa già pregustare i beni del cielo. “Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri ti rendiamo fervide grazie, Signore, perché a noi ancora pellegrini sulla terra fai pregustare i beni del cielo”. 

GUALBERTO GISMONDI  ofm

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