sabato 15 aprile 2017

(Pasqua: Vangelo della Messa Vespertina) Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero

Domenica di Pasqua - Messa Vespertina: Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero   


(Tutto come nella Messa del giorno, escluso il Vangelo: Lc 24,13-35) 

(Pasqua: Vangelo della Messa Vespertina)


Lc 24,13-35:  13Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". 19Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto". 25Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

(Messa Vespertina di Pasqua: riflessione sul Vangelo)


L’episodio di Emmaus illustra bene la liturgia domenicale, in cui si annunciano e  spiegano le Scritture e si benedice, distribuisce e mangia il pane eucaristico. Vi sono due discepoli che non fanno parte dei dodici apostoli e camminano pieni di dubbi e di domande. Il Vangelo descrive il loro itinerario, scandendone alcuni momenti. 
Nel primo essi sono in cammino, sconsolati e tristi in volto. Nel secondo momento emerge la ragione della loro crisi: Gesù Nazareno, potente profeta, fu consegnato ai pagani, dai sommi sacerdoti e le autorità e fatto crocifiggere. Alcune donne, però, sostentono di aver avuto una visione e dicono che sia vivo. La sua tomba è vuota e nessuno lo ha visto. Intenti in queste discussioni non si accorgono che un viandante cammina con loro ed è loro vicino.
Ragionando, non vedono che Gesù cammina con loro. Vedono solo uno straniero. Gesù, però è sulla loro strada e si avvicina per parlare loro. Li interroga ed essi rispondono convinti di sapere tutto su Gesù. Informati degli ultimi avvenimenti e aggiornatissimi, non capiscono, non vedono, non colgono il senso della vita-morte-risurrezione di Gesù. Egli, invece, conosce perfettamente la loro situazione spirituale: hanno occhi chiusi e cuore tardo; sono stolti e lenti a credere. Per questo rimangono tristi. La loro ricerca, tuttavia, è sincera e appassionata. 
Come solo lui sa fare, Gesù mostra loro che tutte le Scritture parlano di lui. Allora lo invitano a rimanere. Rimane e compie il suo atto decisivo alla mensa, nella cena: benedice il pane, lo spezza e lo distribuisce. “Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”. Gesù però ritorna invisibile. Il Vangelo dice chiaramente che la fede piena nel Risorto nasce alla sua mensa, ascoltando la sua Parola e ricevendo il pane che distribuisce: l’Eucaristia
È allora che anche i discepoli di Emmaus si rendono conto che Gesù parlando, faceva ardere i loro cuori. Ormai sono pieni di fede e di gioia e ritornano a Gerusalemme, non più semplici discepoli, ma convinti testimoni. Luca, quindi, in quest’episodio mostra che Gesù è sempre vicino, cammina con tutti, è luce inestinguibile per tutti, anche per quanti non se ne accorgono o non vogliono accorgersene. 
Gesù illumina e spiega tutte le Scritture. Chi crede in lui diventa profeta. Chi lo sperimenta, diviene testimone. Chi riconosce il suo mistero se ne fa messaggero. Per i due discepoli, la morte di Gesù era scandalo e tragedia che impediva di credere. Per Gesù, la sua passione e morte è l’unica via per entrare nella gloria e salvare l’umanità. Da solo, il sepolcro vuoto suscita perplessità, timori, dubbi, pensieri sfavorevoli. La fede nel Risorto non nasce dal sepolcro vuoto. 
Esso mette soltanto sul cammino per incontrare il Risorto che testimonia di sé. Nei quaranta giorni dopo la Pasqua, le apparizioni di Gesù sono sempre più realistiche e teologicamente più dense. I discepoli, elevati ad apostoli, testimonieranno a tutto il mondo, fino alla fine dei tempi e fino agli estremi confini della terra, il gioioso annuncio della Risurrezione di Gesù, alla quale è ormai indissolubilmente legata la salvezza di ogni persona e dell’intera umanità. Per questo il Signore Risorto rende la nostra fede sempre più viva, convinta e coraggiosa.       

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   


La prima domanda della Chiesa al Padre è che la Risurrezione del Figlio ci rinnovi nello Spirito, per poter rinascere nella luce del Signore risorto: “O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto”.

Esultanti di gioia chiediamo che il sacrificio eucaristico, al quale partecipiamo, faccia nascere ed edifichi sempre la Chiesa: “Esultanti per la gioia pasquale ti offriamo, Signore, questo sacrificio, nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa”.

L’inesauribile potenza dell’amore divino protegga sempre la Chiesa, perché rinnovata nello Spirito divino, giunga alla gloria della Risurrezione. “Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio Onnipotente, con l’inesauribile forza del tuo amore, perché, rinnovata dai sacramenti pasquali, giunga alla gloria della risurrezione”.   
Gualberto Gismondi ofm

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