martedì 2 maggio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 386 – Parte I.



 

YOUCAT Domanda n. 386 – Parte I. Perché il quinto comandamento tutela anche l'integrità fisica e spirituale di una persona?


(Risposta Youcat) Il diritto alla vita e la dignità di un essere umano sono un tutt'uno, e sono legati l'uno all'altro in maniera inseparabile; si può portare un uomo alla morte anche spiritualmente.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2284) Lo scandalo è l'atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo. Attenta alla virtù e alla rettitudine; può trascinare il proprio fratello nella morte spirituale. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza. (CCC 2326) Lo scandalo costituisce una colpa grave quando chi lo provoca con azione o con omissione deliberatamente spinge altri a peccare gravemente.

 Per meditare

(Commento Youcat) Il comandamento «non uccidere» (Es 20,13) fa riferimento all'incolumità spirituale e fisica al tempo stesso. Ogni seduzione e ogni istigazione al male, ogni ricorso alla violenza costituiscono un peccato grave soprattutto quando avvengono nel contesto di un rapporto di subordinazione; il delitto è di particolare gravità quando si è in presenza di una subordinazione fra adulti e bambini. Non si intende solo l'abuso sessuale, ma anche lo scandalo spirituale che avvenga ad opera di genitori, di Sacerdoti, insegnanti o educatori, così come lo sviamento dai valori morali.

(Commento CCC) (CCC 2285) Lo scandalo assume una gravità particolare a motivo dell'autorità di coloro che lo causano o della debolezza di coloro che lo subiscono. Ha ispirato a nostro Signore questa maledizione: “Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, […] sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”(Mt 18,6; cf. 1Cor 8,10-13). Lo scandalo è grave quando a provocarlo sono coloro che, per natura o per funzione, sono tenuti ad insegnare e ad educare gli altri. Gesù lo rimprovera agli scribi e ai farisei: li paragona a lupi rapaci in veste di pecore [Mt 7,15].     

(Continua la domanda: Perché il quinto comandamento tutela anche l'integrità fisica e spirituale di una persona?)

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