giovedì 22 giugno 2017

Sacratissimo Cuore di Gesù: Imparate da me, che sono mite e umile di cuore



Sacratissimo Cuore di Gesù: Imparate da me, che sono mite e umile di cuore 


Gesù ha donato se stesso a tutti e, in particolare, ai piccoli, gli affaticati e li oppressi, ai quali ha aperto i tesori del suo Sacratissimo Cuore. Il linguaggio biblico ricorre al termine “cuore” per indicare la realtà più intima, profonda e autentica delle persone. I tesori dell’amore di Cristo provengono, quindi, dal suo Sacratissimo Cuore che è, insieme, divino e umano.  

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Dt 7,6-11: Mosè parlò al popolo dicendo: 6Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra.7Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, 8ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d'Egitto. 9Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l'alleanza e la bontà per mille generazioni con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti, 10ma ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma lo ripaga direttamente. 11Osserverai, dunque, mettendoli in pratica, i comandi, le leggi e le norme che oggi ti prescrivo.


1Gv 4,7-16: 7Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. 8Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. 10In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.11Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. 13In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. 14E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. 15Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. 16E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.


Mt 11,25-30: 25In quel tempo Gesù disse: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita . 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".   

Meditiamo con lo Spirito Santo


Nel linguaggio biblico, il cuore è la dimora in cui si abita. Indica il nostro centro più intimo, irraggiungibile dalla sola ragione e dagli altri, il centro delle decisioni profonde della nostra persona, della nostra verità e delle scelte di vita o di morte, che solo Dio scruta e conosce. Per la fede biblica è punto d'incontro dell'alleanza con Dio, perché viviamo sempre in relazione con lui. (CCC 2563). La tradizione spirituale della Chiesa considera il cuore come “profondità dell'essere” (Ger 31,33), dove la persona si decide per Dio (Dt 6,5; 29,3; Is 29,13; Ez 36,22; Mt 6,21; Lc 8,15; Rm 5,5) (CCC 368)
La Scrittura mostra l'unità del disegno divino del quale, dopo la Pasqua, Gesù è il cuore aperto (Lc 24,25-27.44-46). Il mistero del Cuore di Cristo, prima della sua passione era poco conosciuto e le oscurità della Scrittura dovevano esserne illuminate (CCC 112). Anche la vita di Gesù è illuminata dalla sua passione, agonia e morte, che mostrano il suo amore, fino all’immolarsi per noi. La Lettera ai Galati mostra il Figlio di Dio che “mi ha amato e ha dato se stesso per me(Gal 2,20) con la pienezza e potenza d’amore propria del suo cuore divino-umano. 
Il Sacro Cuore di Gesù, trafitto per redimerci, salvarci (Gv 19,34) e santificarci, è divenuto il segno dell'infinito amore, col quale il divin Redentore ama, senza limiti, il Padre e tutta l’umanità (CCC 478). Con l’Eucaristia, Cristo fa nascere dal suo Cuore la Chiesa, frutto della sua immolazione e dono totale compiuto con la sua morte in croce. Inizio e crescita della Chiesa sono il sangue e acqua che il Crocifisso versò dal suo costato aperto (Lumen gentium, 3) dalla lancia del soldato. Anche il mirabile sacramento dell’Eucaristia scaturì dal cuore di Cristo, trafitto sulla croce (Sacrosanctum concilium, 5). Per Sant'Ambrogio, come Eva fu formata dal costato di Adamo così la Chiesa nacque dal cuore di Cristo, trafitto in croce per noi (CCC 766)
Sapendo che con la Pasqua e l’Ascensione, doveva passare da questo mondo al Padre, Cristo ci lasciò l'Eucaristia, ossia se stesso, in forma sacramentale, come pegno del suo essere sempre con noi, al presente e nella gloria futura. Quando partecipiamo al suo Santo Sacrificio e riceviamo il suo Corpo, essi: ci sostengono nel pellegrinaggio di questa vita; ci conducono alla vita eterna; ci uniscono con la Chiesa del Cielo, la beatissima Vergine Maria e tutti i Santi (CCC 1419)
Il Figlio di Dio, diventato Figlio della Beata Vergine Maria, imparò le preghiere che ella serbava nel suo cuore, meditando le “grandi cose” realizzate dal Padre Onnipotente (Lc 1,49; 2,19; 2,51). Il suo Cuore ci rivelò la nuova preghiera filiale in spirito e verità, il Padre Nostro, che il Padre aspetta sempre dai suoi figli. Sulla croce e nell’agonia, il cuore di Gesù aderì amorosamente al “mistero della volontà” del Padre (Ef 1,9). Il suo Sacro Cuore è la fonte segreta, il sostegno e il modello anche della nostra adesione al suo cuore.     

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


O Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dài la gioia di celebrare le grandi opere del tuo amore per noi, fa’ che da questa fonte inesauribile attingiamo l’abbondanza dei tuoi doni”.

O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuore del tuo Figlio ci hai aperto i tesori infiniti del tuo amore, fa’ che rendendogli l’omaggio della nostra fede adempiamo anche al dovere di una giusta riparazione”.

 “Dio grande e fedele, che hai fatto conoscere ai piccoli il mistero insondabile del Cuore di Cristo, formaci alla scuola del tuo Spirito, perché nella fede del tuo Figlio che ha condiviso la nostra debolezza per farci eredi della tua gloria, sappiamo accoglierci gli uni gli altri con animo mite e generoso, rimanere in te che sei l’amore”. 

 “Guarda, o Padre,  all’immensa carità del Cuore del tuo Figlio, perché la nostra offerta sia a te gradita e ci ottenga il perdono di tutti i peccati”.