Spirito e Vita

giovedì 11 ottobre 2018

Giovedì 27ª settimana


Giovedì 27ª settimana


S. Paolo corregge quanti credono che la salvezza deriva dal compiere le opere della Legge di Mosè, perché la salvezza è sempre il grande dono e la grazia di Dio in Gesù Cristo, che dobbiamo accogliere con la fede. Nel Vangelo Gesù esorta i discepoli a domandare senza sosta al Padre buono lo Spirito Santo.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Gal 3, 1-5: 1O stolti Galati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! 2Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? 3Siete così privi d'intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? 4Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! 5Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?

Lc 11, 5-13: 5In quel tempo Gesù disse ai discepoli: "Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", 7e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. 9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!".  

Meditiamo con lo Spirito Santo


Nella prima lettura S. Paolo combatte l’errore fondamentale di quanti attribuivano la salvezza alle opere della Legge di Mosè. Ai Galati, perciò, pone una domanda fondamentale e decisiva: “Colui che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede”? 
Tutto quello che abbiamo, infatti, lo riceviamo da Dio. La salvezza, soprattutto, è il suo dono gratuito più generoso, perché in Gesù Cristo il Padre ci dona lo Spirito Santo e opera segni e portenti in noi. 
Tutto questo lo opera in noi, non mediante le opere della legge mosaica, ma mediante la fede nella sua parola. La salvezza, quindi, è sempre dono e grazia di Dio, in Gesù Cristo crocifisso per noi, da accogliere con e nella fede. 
Nel Vangelo Gesù esorta ripetutamente i suoi discepoli a rivolgersi senza sosta al Padre. Infatti, ripete ben due volte gli stessi tre verbi: chiedere, cercare e bussare, ai quali fa corrispondere la stessa triplice certezza che: ci darà, troveremo e ci aprirà
Questi verbi c’insegnano a chiedere con preghiera continua, fiduciosa e insistente. Gesù c’insegna poi che il buon Padre del Cielo dona sempre il meglio a noi suoi figli che ama.
Luca fa due soli esempi, mentre Matteo (7, 9-11) ne fa tre. Dei padri terreni, infatti, Gesù dice: quale padre se un figlio gli chiede un pane dà un sasso, se gli chiede un pesce dà una serpe o se chiede un uovo dà uno scorpione? Conclude, quindi: “Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”. 
Queste parole di Gesù c’infondono una fiducia illimitata nella preghiera fiduciosa e costante fatta con fede. L’allusione ai padri “cattivi”, non è per giudicare la cattiveria umana, ma per far risaltare maggiormente l’infinita bontà del Padre celeste. 
Lo stesso è per l’allusione alle “cose buone”, fatta per fare risaltare maggiormente l’infinita bontà e grandezza del dono dello Spirito Santo, dono supremo, superiore a tutti gli altri.  

Riflessione  


Qual è il grave e fondamentale errore dei Galati, che Paolo corregge con tanto ardore?

Perché Gesù insiste tanto sulla necessità e il valore della preghiera?

A quali condizioni le nostre preghiere possono essere esaudite?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


Rivelaci, o Padre, il mistero della preghiera filiale di Cristo, nostro fratello e salvatore, e donaci il tuo spirito, perché invocandoti con fiducia e perseveranza, come egli ci ha insegnato, cresciamo nell’esperienza del tuo amore”.