Lc 20, 41-44 Il Cristo figlio e Signore di Davide
(Lc 20, 41-44) Il Cristo figlio e Signore di Davide
[41] Egli poi disse loro: "Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide, [42] se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: Ha detto il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, [43] finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi? [44] Davide dunque lo chiama Signore; perciò come può essere suo figlio?". (CCC 439) Numerosi giudei ed anche alcuni pagani che condividevano la loro speranza hanno riconosciuto in Gesù i tratti fondamentali del “figlio di Davide” messianico promesso da Dio a Israele [Mt 2,2; 9,27; 12,23; 15,22; 20,30; 21,9; 2,15]. Gesù ha accettato il titolo di Messia cui aveva diritto, [Gv 4,25-26; 11,27] ma non senza riserve, perché una parte dei suoi contemporanei lo intendevano secondo una concezione troppo umana, [Mt 22,41-46] essenzialmente politica [Gv 6,15; Lc 24,21]. (CCC 590) Soltanto l'identità divina della Persona di Gesù può giustificare un'esigenza assoluta come questa: “Chi non è con me è contro di me” (Mt 12,30); altrettanto quando egli dice che in lui c'è “più di Giona… più di Salomone” (Mt 12,41-42), “c'è qualcosa più grande del Tempio” (Mt 12,6); quando ricorda, a proprio riguardo, che Davide ha chiamato il Messia suo Signore, [Mt 12,36; 12,37] e quando afferma: “Prima che Abramo fosse, Io Sono” (Gv 8,58); e anche: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).