Eb 9, 25-26 Annullò il peccato col sacrificio di sé

(Eb 9, 25-26) Annullò il peccato col sacrificio di sé
[25] E non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. [26] In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso.
(CCC 1166) “Secondo la tradizione apostolica, che trae origine dal giorno stesso della risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o domenica” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 106]. Il giorno della risurrezione di Cristo è ad un tempo il “primo giorno della settimana”, memoriale del primo giorno della creazione, e l'“ottavo giorno” in cui Cristo, dopo il suo “riposo” del grande Sabato, inaugura il Giorno “che il Signore ha fatto” (Sal 118,24), il “giorno che non conosce tramonto” [Mattutino del giorno di Pasqua del rito bizantino, Oda 9, tropario: Pentekostàrion]. La “Cena del Signore” ne costituisce il centro, poiché in essa l'intera comunità dei fedeli incontra il Signore risorto che la invita al suo banchetto [Gv 21,12; Lc 24,30]: “Il giorno del Signore, il giorno della risurrezione, il giorno dei cristiani, è il nostro giorno. E' chiamato giorno del Signore proprio per questo: perché in esso il Signore è salito vittorioso presso il Padre. I pagani lo chiamano giorno del sole: ebbene, anche noi lo chiamiamo volentieri in questo modo: oggi infatti è sorta la luce del mondo, oggi è apparso il sole di giustizia i cui raggi ci portano la salvezza [San Girolamo, In die Dominica Paschae homilia: CCL 78, 550: PL 30, 218-219]. (CCC 1167) La domenica è per eccellenza il giorno dell'assemblea liturgica, giorno in cui i fedeli si riuniscono “perché, ascoltando la Parola di Dio e partecipando all'Eucaristia, facciano memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù, e rendano grazie a Dio che li ha rigenerati per una speranza viva per mezzo della Risurrezione di Gesù Cristo dai morti” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 106]: “O Cristo, quando contempliamo le meraviglie compiute in questo giorno della domenica della tua santa risurrezione, noi diciamo: Benedetto il giorno di domenica, perché in esso ha avuto inizio la creazione […] la salvezza del mondo, […] il rinnovamento del genere umano […]. In esso il cielo e la terra si sono rallegrati e l'universo intero si è riempito di luce. Benedetto il giorno di domenica, perché in esso furono aperte le porte del paradiso in modo che Adamo e tutti coloro che ne furono allontanati vi possano entrare senza timore” [Fanqith, Breviario secondo il rito della Chiesa Antiochena dei Siri, v. 6, p. 193 b].