1Gv 5, 12-13 Sappiate che possedete la vita eterna

(1Gv 5, 12-13) Sappiate che possedete la vita eterna
[12] Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. [13] Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.
(CCC 994) Gesù lega la fede nella risurrezione alla sua stessa Persona: «Io sono la Risurrezione e la Vita» (Gv 11, 25). Sarà lo stesso Gesù a risuscitare nell’ultimo giorno coloro che avranno creduto in lui e che avranno mangiato il suo Corpo e bevuto il suo Sangue [Gv 6,54]. Egli fin d’ora ne dà un segno e una caparra facendo tornare in vita alcuni morti [Mc 5,21-43; Lc 7,11; Gv 11], annunziando con ciò la sua stessa risurrezione, la quale però sarà di un altro ordine. Di tale avvenimento senza eguale parla come del «segno di Giona» [Mt 12, 39], del segno del tempio [Gv 2,19-22]: annunzia la sua Risurrezione al terzo giorno dopo essere stato messo a morte [Mc 10,34].

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