Ap 1, 4-6 A lui la gloria e la potenza nei secoli
(Ap 1, 4-6) A lui la gloria e la potenza nei secoli
[4] Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, [5] e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, [6] che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
(CCC 1546) Cristo, sommo sacerdote e unico mediatore, ha fatto della Chiesa “un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre” (Ap 1,6; cf Ap 5,9-10; 1Pt 2,5; 2,9). “Tutta la comunità dei credenti è, come tale, sacerdotale. I fedeli esercitano il loro sacerdozio battesimale attraverso la partecipazione, ciascuno secondo la vocazione sua propria, alla missione di Cristo, Sacerdote, Profeta e Re. E' per mezzo dei sacramenti del Battesimo e della Confermazione che i fedeli “vengono consacrati a formare [...] un sacerdozio santo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 10]. (CCC 2855) La dossologia finale “Perché tuo è il regno, la gloria e il potere” riprende, per inclusione, le prime tre domande al Padre nostro: la glorificazione del suo nome, la venuta del suo regno e il potere della sua volontà salvifica. Ma questa ripresa ha la forma dell'adorazione e dell'azione di grazie, come nella liturgia celeste [Ap 1,6; 4,11; 5,13 ]. Il principe di questo mondo si era attribuito in modo menzognero questi tre titoli di regalità, di potere e di gloria [Lc 4,5-6]; Cristo, il Signore, li restituisce al Padre suo e Padre nostro, finché gli consegnerà il Regno, quando il mistero della salvezza sarà definitivamente compiuto e Dio sarà tutto in tutti [1Cor 15,24-28].