Ap 5, 11-14 All'Agnello lode, onore, gloria e potenza
(Ap 5, 11-14) All'Agnello lode, onore, gloria e potenza
[11] Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia [12] e dicevano a gran voce: "L'Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione". [13] Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: "A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli". [14] E i quattro esseri viventi dicevano: "Amen". E i vegliardi si prostrarono in adorazione.
(CCC 449) Attribuendo a Gesù il titolo divino di Signore, le prime confessioni di fede della Chiesa affermano, fin dall'inizio [At 2,34-36], che la potenza, l'onore e la gloria dovuti a Dio Padre convengono anche a Gesù [Rm 9,5; Tt 2,13; Ap 5,13], perché egli è di “natura divina” (Fil 2,6) e perché il Padre ha manifestato questa signoria di Gesù risuscitandolo dai morti ed esaltandolo nella sua gloria [Rm 10,9; 1Cor 12,3; Fil 2,9-11]. (CCC 2864) Nell'ultima domanda “ma liberaci dal male”, il cristiano insieme con la Chiesa prega Dio di manifestare la vittoria, già conseguita da Cristo, sul “principe di questo mondo”, su Satana, l'angelo che si oppone personalmente a Dio e al suo disegno di salvezza.