Spirito e Vita

venerdì 30 ottobre 2020

Tempo Ordinario - Sabato 30 ª settimana

 

 

Tempo Ordinario - Sabato 30 ª settimana

 

Paolo considera un desiderio presente in molti santi e sovente anche in noi: lasciare questa vita per essere subito con Cristo, o rimanere ancora qui per aiutare e servire i nostri fratelli? Ciò che importa, però, è che il Signore Gesù sia sempre in cima ai nostri pensieri. Nel Vangelo, Gesù invita i farisei ad avere un po’ di umiltà.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Fil 1, 18-26: Fratelli 18purché in ogni maniera, per convenienza o per sincerità, Cristo venga annunciato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. 19So infatti che questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all'aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, 20secondo la mia ardente attesa e la speranza che in nulla rimarrò deluso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. 21Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. 22Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. 23Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; 24ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. 25Persuaso di questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi per il progresso e la gioia della vostra fede, 26affinché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo Gesù, con il mio ritorno fra voi.

Lc14, 1. 7-11: 1Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. 7Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8"Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: "Cedigli il posto!". Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. 10Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: "Amico, vieni più avanti!". Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato".

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

 

Paolo, sempre afflitto da quei cristiani che predicano Cristo, mossi da invidia o da interessi di parte, si rallegra che Gesù venga comunque annunciato, per convenienza o per sincerità. 

Pensa che la preghiera e l'aiuto dello Spirito Santo se ne serviranno per la salvezza. Affronta poi un problema presente in molti e anche in noi. 

Che cosa scegliere? Vivere ancora nel corpo per lavorare con frutto, ossia per aiutare e servire i nostri fratelli, oppure lasciare questa vita terrena per essere pienamente con Cristo? 

La vera soluzione, tuttavia, appare una sola: in cima a tutti i nostri pensieri e aspettative vi sia sempre e soltanto il desiderio di servire e glorificare nostro Signore Gesù Cristo. 

Nel Vangelo, vediamo ancora Gesù alle prese con i farisei. Questa volta non cerca di guarirli dalla loro ipocrisia, ma dalla loro boria, arroganza, orgoglio, superbia e a convincerli a coltivare un po’ di umiltà. 

L’occasione è ancora un pranzo nella casa di un capo dei farisei, nel quale i farisei gli stanno attenti e l’osservano. Gesù prende l’iniziativa, avendo notato che i farisei, pieni d’egoismo e superbia, si scelgono sempre i primi posti. 

Dà perciò agli invitati quest’insegnamento. Quando siete invitati a nozze non mettetevi al primo posto perché, se c’è un altro invitato più degno di voi, colui che vi ha invitato verrà a dirvi: "Cedigli il posto!"

Allora voi dovrete, con vergogna, occupare l'ultimo posto. Se invece vi mettete all'ultimo posto, colui che vi ha invitato vi dirà: "Amico, vieni più avanti!" per cui ne avrete onore davanti a tutti i commensali. 

Detto questo, Gesù rivolge a tutti un’ammonizione ripetuta già altre volte: “chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”. Essa ha valore universale e riguarda anche noi, perché Dio ama ed innalza gli umili. 

 

Riflessione 

 

Che cosa preferiamo: vivere per servire ancora i fratelli o morire per essere già con Cristo?

Perché quando siamo invitati non dobbiamo metterci ai primi posti?

Che cosa significa: “chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

 

O Dio, tu non fai preferenze di persone e ci dai la certezza che la preghiera dell’umile penetra le nubi: guarda anche a noi come al pubblicano pentito, e fa’ che ci apriamo alla confidenza nella tua misericordia per essere giustificati nel tuo nome”.

giovedì 29 ottobre 2020

Tempo Ordinario - Venerdì 30 ª settimana

 

 

Tempo Ordinario - Venerdì 30 ª settimana 

 

Iniziando la Lettera ai Filippesi Paolo mostra la pienezza dei suoi sentimenti. Ricorda con gioia la loro cooperazione al Vangelo, la partecipazione alla grazia, la crescita della loro carità e prega perché siano integri e irreprensibili per il giorno di Cristo. Il Vangelo presenta Gesù che, di sabato, guarisce un uomo malato di idropisìa.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Fil 1, 1-11: 1Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: 2grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. 3Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. 4Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia 5a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. 6Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. 7È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. 8Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. 9E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, 10perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, 11ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Lc 14, 1-6: 1Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. 2Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. 3Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: "È lecito o no guarire di sabato?". 4Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. 5Poi disse loro: "Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?". 6E non potevano rispondere nulla a queste parole.  

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

 

Paolo inizia la Lettera ai Filippesi mostrando i suoi migliori sentimenti. Porta tutti nel cuore e ne ricorda con gioia la cooperazione al Vangelo, la partecipazione alla grazia, la crescita nella carità. 

Perciò prega perché siano tutti integri e irreprensibili per il giorno di Cristo. L’amore che nutre per loro gli fa chiedere al Signore di accrescere la loro carità, conoscenza e discernimento, perché possano distinguere sempre il meglio di tutto. 

Prega pure perché siano ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio. 

Il Vangelo presenta Gesù che, di sabato, è invitato a pranzare nella casa di uno dei capi dei farisei. Quest’invito, come avvenne più volte, non è generoso né disinteressato. Il capo, infatti, ha invitato farisei e dottori della Legge, per osservarlo attentamente, con lo scopo di accusarlo di violare il sabato. 

A tal fine, perciò, viene posto proprio davanti a Gesù un povero uomo malato di idropisìa . Il Signore, che legge nei loro cuori e conosce i loro pensieri, domanda loro: “È lecito o no guarire di sabato?”. 

Come tutte le altre volte, nessuno vuole rispondere. Gesù allora prende per mano il povero ammalato, lo guarisce e lo congeda. 

Poi chiede ai suoi avversari ammutoliti: "Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?". 

Il Vangelo osserva correttamente che i farisei e i dottori della Legge, alle parole di Gesù, prima non hanno voluto rispondere, ora invece non possono rispondere nulla. 

Di fronte a tali ipcriti comportamenti chiediamo al Signore d’illuminare sempre le nostre menti, purificare i nostri cuori e liberarci da tutti i pregiudizi che c’impediscono di aprirci alla sua grazia e al suo amore.      

 

Riflessione 

 

Che cosa chiede al Signore l’amore di Paolo per i cristiani di Efeso?

Perché dottori della Legge e farisei non rispondono a Gesù che domanda se è lecito guarire?

Perché prima non vogliono e poi non possono rispondere alle domande di Gesù?  

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

 

O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati, che nel tuo Figlio unigenito ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole verso coloro che gemono nell’oppressione e nel pianto, ascolta il grido della nostra preghiera: fa’ che tutti gli uomini riconoscano in lui la tenerezza del tuo amore di Padre e si mettano in cammino verso di te”. 

mercoledì 28 ottobre 2020

Tempo Ordinario - Giovedì 30 ª settimana

 

 

Tempo Ordinario - Giovedì 30 ª settimana

 

Paolo invita i cristiani a “indossare l'armatura di Dio” e pregare, per resistere al male e vincere ogni prova. Alcuni farisei invitano Gesù a non andare a Gerusalemme perché Erode vuole ucciderlo. Gesù, però, conclude la sua missione proprio nella città che uccide i profeti.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Ef 6, 10-20: Fratelli 10rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. 11Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. 12La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.13Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. 14State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; 15i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. 16Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; 17prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. 18In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. 19E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, 20per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare.

Lc 13, 31-35: 31In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: "Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere". 32Egli rispose loro: "Andate a dire a quella volpe: "Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. 33Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme". 34Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 35Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! ". 

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

 

Paolo invita i cristiani a “indossare l'armatura di Dio” e pregare per resistere al male e vincere ogni prova. 

L’Apostolo li avverte che si tratta di resistere non solo alle proprie passioni (la carne e il sangue) ma soprattutto alle insidie del diavolo, dei Principati, delle Potenze del mondo tenebroso, degli spiriti e delle forze del male che abitano le regioni celesti. 

Le armi vittoriose contro di essi sono: la verità, la giustizia, il vangelo della pace, la fede, la salvezza e la parola di Dio. Soprattutto le preghiere e le suppliche allo Spirito, la vigilanza e la perseveranza, fermano e spengono tutte le frecce infuocate del Maligno. 

Nel Vangelo, vediamo Gesù che si trova in Perea. Alcuni farisei lo invitano ad andarsene perché Erode Antipa vuole ucciderlo. Forse è solo un’astuzia per impedire a Gesù la sua missione. 

Gesù, però, sa bene che cosa lo aspetta, per cui dice a quei messaggeri di rispondere a Erode che continuerà la sua missione, che nessuno gli può impedire. Aggiunge, poi, che è impossibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme, la città che uccide i profeti e lapida quelli che le sono inviati. 

Conclude con un accorato lamento sulla città, ricordando che molte volte ha voluto raccogliere i suoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le sue ali, ma Gerusalemme non ha voluto. 

Perciò le profetizza che sarà abbandonata e non lo vedrà più, fino al giorno finale, in cui tutti gli diranno: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!. 

 

Riflessione 

 

Che cosa significa “indossare l'armatura di Dio”?

Perché i farisei dicono a Gesù: "Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere"?

Che cosa risponde Gesù all’invito dei farisei e che cosa dice di Gerusalemme? 

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

 
“O Dio, che attraverso le acque del battesimo ci guidi alla libertà dei tuoi figli, e ci raduni nel popolo della nuova alleanza, stendi la tua mano a salvarci dall’impero del male che sconvolge il mondo, perché dal cuore della Chiesa prorompa il cantico dei liberati nella Pasqua del tuo Figlio”.

martedì 27 ottobre 2020

28 ottobre: Santi Simone e Giuda Apostoli

 

 

28 ottobre: Santi Simone e Giuda Apostoli 

 

La liturgia di oggi ricorda due apostoli: Simone e Giuda. Il primo è indicato anche come il Cananeo e lo "Zelota" forse perché proveniva dal gruppo dei ribelli che più tardi, fra il 60-70 d.C., provocarono una disperata guerra con i romani, che perciò distrussero il Tempio e Gerusalemme. Dell’attività e morte dell'apostolo Giuda, detto anche Taddeo, non si sa nulla.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

 

(Ef 2,19-22): Fratelli, 19voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 20edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù. 21In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

(Lc 6,12-19): 12In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. 13Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: 14Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 15Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; 16Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. 17Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 18che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. 19Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

 

La prima lettura presenta uno dei passi più importanti per la comprensione della Chiesa. 

I cristiani provenienti dal paganesimo colmano i posti lasciati vuoti dagli Ebrei che, per quanto chiamati dal Signore, rimasero increduli e non entrarono nel Regno. 

Il Regno dei cieli qui non è presentato come la sala del banchetto regale delle parabole di Gesù, ma come un grande edificio ordinato per essere il nuovo tempio santo del Signore. 

Esso è costruito e cresce sul fondamento degli apostoli e dei profeti ma, soprattutto, sulla pietra d'angolo: Cristo Gesù. Insieme con esso, il Figlio di Dio edifica anche i credenti in lui rendendoli abitazione di Dio, per mezzo dello Spirito Santo. 

Nella splendida costruzione, che è la Chiesa del Figlio di Dio, i nuovi credenti non sono più stranieri, né pellegrini, né ospiti, ma veri cittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sull’unico fondamento che è Cristo. 

Il termine santi qui non si riferisce ai Patriarchi o ai giusti dell’Antico Testamento, ma ai membri della Chiesa, i quali hanno piena cittadinanza e diritto nel Regno dei cieli. 

Cristo vi esercita il ruolo principale, poiché fa crescere tutto l’edificio della Chiesa come tempio che riceve da Dio la propria santità, mentre lo Spirito Santo completa l’opera della salvezza. 

Il Vangelo presenta con particolare solennità e grandiosità la scena della scelta dei discepoli ai quali Gesù conferì il compito di suoi apostoli. 

Gesù sale sul monte, che sempre esprime e simboleggia la massima dimensione delle manifestazioni divine. Prega per tutta la notte, come faceva sempre per gli gli impegni più decisivi. 

Scende poi in mezzo a una gran folla e moltitudine di ebrei e pagani, accorsi per ascoltarlo ed essere guariti da lui. 

Di fronte a tutti sceglie i Dodici che dovranno continuare la sua missione in tutto il mondo. Da lui, infatti, esce anche la forza che guarisce tutti i mali dell’umanità.   

 

Riflessione

 

Che cosa significa per i cristiani essere veri cittadini dei santi e familiari di Dio?  

Nella Nuova Alleanza chi sono coloro chiamati “santi”? 

 Qual è il compito affidato da Gesù agli Apostoli?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

 

O Dio, che per mezzo degli Apostoli ci hai fatto conoscere il tuo mistero di salvezza, per l’intercessione dei Santi Simone e Giuda concedi alla tua Chiesa di crescere continuamente con l’adesione di nuovi popoli al Vangelo”.