Spirito e Vita

sabato 16 dicembre 2017

3ª Domenica d’Avvento, Anno B: In mezzo a noi sta uno che noi non conosciamo.



3ª Domenica d’Avvento, Anno B: In mezzo a noi sta uno che noi non conosciamo.


Il libro d’Isaia mostra la piena gioia e l’esultanza che il Signore che ci dona con la sua salvezza e la sua giustizia. Questa gioia esprime la realtà e il senso dell’Avvento: gioire ed esultare per ciò che il Signore compie per noi, in noi e nellumanità.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Is 61, 1-2. 10-11: 1Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, 2a promulgare l'anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, 10Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli. 11Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti. 


1Ts 5, 16-24: Fratelli, 16Siate sempre lieti, 17pregate ininterrottamente, 18in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19Non spegnete lo Spirito, 20non disprezzate le profezie. 21Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. 22Astenetevi da ogni specie di male. 23Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!


Gv 1, 6-8. 19-28: 6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. 7Egli venne  come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. 19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: "Tu, chi sei?". 20Egli confessò e non negò. Confessò: "Io non sono il Cristo". 21Allora gli chiesero: "Chi sei, dunque? Sei tu Elia?". "Non lo sono", disse. "Sei tu il profeta?". "No", rispose. 22Gli dissero allora: "Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?". 23Rispose: "Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia". 24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: "Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?". 26Giovanni rispose loro: "Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo". 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il libro d’Isaia c’invita a gioire ed esultare perché il Signore ci porta la salvezza e la  giustizia. Questa gioia deriva, in particolare, dal fatto che il Padre invia suo Figlio, Gesù Cristo, a compierle, concretamente, in ciascuno di noi e nel mondo intero. 
Il Cristo è presentato con l’immagine dello sposo, che incorona con un diadema la sua sposa e l’adorna di gioielli. Questi gioielli non sono materiali ma spirituali e Cristo viene a realizzarli in noi. Essi sono: trasformare in beatitudini le nostre miserie; fasciare le piaghe; guarire i cuori spezzati; ridonare la libertà agli schiavi; scarcerare i prigionieri; promulgare per tutti l'anno di grazia del Signore. 
Questi diventano i motivi per cui la seconda lettura invita a essere sempre lieti e gioiosi nel Signore. In quest’attesa dobbiamo, ininterrottamente, pregare e rendere grazie a Dio per ogni dono. Così inteso, l’Avvento è  l’immagine e il modello della nostra vita quotidiana. Non si limita, quindi, a queste quattro settimane, ma si estende a tutta la nostra vita. 
Nel Vangelo, Giovanni Battista risponde chiaramente ai farisei, sacerdoti e leviti, che vengono da Gerusalemme per interrogarlo. Giovanni è esplicito: egli non è la luce, ma soltanto la voce che deve testimoniare che la vera luce viene nel mondo. 
Il suo compito è invitare tutti a raddrizzare le proprie vie, ossia a convertirsi, per poter riconoscere il Cristo, che sta già in mezzo a noi, ma che ancora non conosciamo. 
La seconda lettura insegna che abbiamo un mezzo sicuro per poterlo riconoscere sempre: vagliare ogni cosa, tenere ciò che è buono, astenerci da ogni specie di male e conservare irreprensibili per la venuta del Signore Gesù Cristo: il nostro spirito, le nostre persone, le nostre anime e i nostri corpi.    

Riflessione:


Gioisco nel Signore ed esulto in Dio, nell’attesa del mio Signore? 

Cerco di vagliare ogni cosa, tenere ciò che è buono e astenermi da ogni specie di male?

M’impegno a dare testimonianza alla luce di Cristo, perché tutti credano in lui?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


O Dio, Padre degli umili e dei poveri, che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gioia del tuo regno, mostraci la tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso, per preparare la via al Salvatore che viene”.


Gualberto Gismondi ofm

venerdì 15 dicembre 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 488 + Venerdì Avvento 2ª sett. 15 dic.



YOUCAT Domanda n. 488 - Perché dobbiamo rendere grazie a Dio?


(Risposta Youcat) Tutto ciò che noi siamo e che abbiamo proviene da Dio. Paolo dice: «Che cosa possiedi tu che non l'abbia ricevuto?» (1 Cor 4, 7). La gratitudine nei confronti di Dio, da cui proviene ogni bene, rende anche felici.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2637) L'azione di grazie caratterizza la preghiera della Chiesa, la quale, celebrando l'Eucaristia, manifesta e diventa sempre più ciò che è. In realtà, nell'opera della salvezza, Cristo libera la creazione dal peccato e dalla morte, per consacrarla nuovamente e farla tornare al Padre, per la sua gloria. Il rendimento di grazie delle membra del Corpo partecipa a quello del Capo. (CCC 2638) Come nella preghiera di domanda, ogni avvenimento e ogni necessità può diventare motivo di ringraziamento. Le lettere di san Paolo spesso cominciano e si concludono con un'azione di grazie e sempre vi è presente il Signore Gesù. “In ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Ts 5,18). “Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie” (Col 4,2).

Per meditare

(Commento Youcat) La più grande preghiera di rendimento di grazie è l'Eucaristia di Gesù (in greco, appunto, ringraziamento), con la quale egli prende pane e vino per offrire a Dio tutta la creazione trasformata. Ogni rendimento di grazie dei cristiani si unisce al rendimento di grazie di Gesù. Per opera sua veniamo veramente trasformati e redenti: perciò possiamo essergli grati dal profondo del cuore e esprimere questa gratitudine a Dio in maniera molteplice.

(Commento CCC) (CCC 2648) Ogni gioia e ogni sofferenza, ogni avvenimento e ogni necessità può essere materia dell'azione di grazie, che, partecipando a quella di Cristo, deve riempire l'intera vita: “In ogni cosa rendete grazie” (1Ts 5,18).

(Prossima domanda: Che cosa significa lodare Dio?)


Ogni giorno pubblichiamo il “Commento quotidiano alle letture bibliche delle S. Messe” e i commenti al “Catechismo dei giovani (Youcat) fino al loro completamento.

Venerdì 2ª sett.: Sono il Signore, tuo Dio, che t’insegno per il tuo bene


Il Signore si rivolge al suo popolo in termini accorati e gli ricorda che se prestasse attenzione ai suoi comandamenti il suo benessere sarebbe come un fiume.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Is 48, 17-19: Così 17dice il Signore, tuo redentore, il Santo d'Israele: "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare. 18Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare. 19La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli d'arena. Non sarebbe mai radiato né cancellato il tuo nome davanti a me".

Mt 11, 16-19: In quel tempo, Gesù disse alle folle: 16“A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: 17"Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!". 18È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: È indemoniato. 19È' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori". Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie”. 

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il Signore spiega al suo popolo le cause dei mali che soffre e la via che lo porta a ottenere il bene. Anzitutto chiarisce il proprio rapporto con il suo popolo. Dio, gli insegna ciò che è bene e lo guida per le vie giuste sulle quali camminare. Tutto ciò lo fa, rivelandogli i suoi comandamenti e la sua volontà. 
Se il suo popolo gli obbedisse, godrebbe di beni sovrabbondanti, espressi nei termini biblici significativi di: benessere come un fiume; giustizia come le onde del mare; discendenza come la sabbia; nati come i granelli d'arena. 
Dio, soprattutto, non lo dimentica mai, ma gli promette: pace, santità, giustizia e tutti gli altri beni, purché segua le sue leggi. 
Sottolinea, quindi, che sono la disobbedienza e la sfiducia verso lui a privarci dei suoi beni. Le immagini della “sabbia del mare “ e delle “stelle del cielo” riecheggiano le promesse che Dio fece e realizzò ad Abramo.  Abramo ottenne tutte le benedizioni perché fece sempre la volontà del Signore, mentre le generazioni successive non seguirono il suo esempio. 
Il Signore non ritira mai le sue promesse, ma le mantiene sempre vive, tuttavia condiziona la loro attuazione all’obbedienza del suo popolo. Da essa derivano la responsabilità e la speranza. 
Gesù nota giustamente che quanti non vogliono credere in lui sono come bambini capricciosi, ai quali non va mai bene niente e bisticciano su tutto. Così fecero quelli che non vollero credere a Giovanni Battista che viveva nella massima austerità, e di cui dissero che era un indemoniato. 
Lo stesso fanno quelli che dicono che Gesù è un mangione e beone perché accoglie con misericordia e dolcezza i peccatori e siede a mensa con loro
Il Figlio di Dio, Sapienza incarnata sa, però, che le sue opere gli rendono giustizia, confondono i suoi avversari e smentiscono i suoi denigratori. Conclude quindi: “Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie”. 

Riflettiamo


Camminiamo veramente sulle giuste vie che Dio c’insegna e nelle quali ci guida con amore?

Ricordiamo che sono la disobbedienza a lui e la sfiducia in lui a privarci dei suoi beni?

Perché Gesù accoglie con dolcezza i peccatori e siede a mensa anche con loro?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Rafforza, o Padre, la nostra vigilanza nell’attesa del tuo Figlio, perché illuminati dalla sua parola di salvezza, andiamo incontro a lui con le lampade accese”.

giovedì 14 dicembre 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 487 III + Giovedì Avvento 2ª sett. 14 dic.



YOUCAT Domanda n. 487 - Parte III. Perché dobbiamo pregare Dio per altre persone?


(Risposta Youcat - ripetizione) Come Abramo intercedette con la sua preghiera in favore degli abitanti di Sodoma, come Gesù pregava per i suoi discepoli, come la comunità cristiana primitiva prestava attenzione non solo al proprio bene, ma anche a quello degli altri (Fil 2, 4), allo stesso modo i cristiani pregano per tutti: per le persone che stanno loro a cuore, per quelle che sono da loro lontane e addirittura per i loro nemici.   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2647) La preghiera di intercessione consiste in una domanda in favore di un altro. Non conosce frontiere e si estende anche ai nemici.  

Per meditare

(Commento Youcat) Quanto meglio impariamo a pregare, tanto più profondamente ci sentiamo parte di una famiglia spirituale per mezzo della quale la forza della preghiera diviene efficace; nel preoccuparmi per le persone che amo, mi situo al centro della famiglia umana, posso ricevere forza dalla preghiera di altri e invocare per essi l'aiuto divino.

(Commento CCC) (CCC 2636) Le prime comunità cristiane hanno intensamente vissuto questa forma di condivisione [At 12,5; 20,36; 21,5; 2Cor 9,14]. L'Apostolo Paolo le rende così partecipi del suo ministero del Vangelo [Ef 6,18-20; Col 4,3-4; 1Ts 5,25], ma intercede anche per esse [Fil 1,3-4; Col 1,3; 2Ts 1,11]. L'intercessione dei cristiani non conosce frontiere: “per tutti gli uomini […] per tutti quelli che stanno al potere” (1Tm 2,1), per coloro che perseguitano [Rm 12,14], per la salvezza di coloro che rifiutano il Vangelo [Rm 10,1].  

(Prossima domanda: Perché dobbiamo rendere grazie a Dio?)


Ogni giorno pubblichiamo il “Commento quotidiano alle letture bibliche delle S. Messe” e i commenti al “Catechismo dei giovani (Youcat) fino al loro completamento.

Giovedì Avvento 2ª sett.: Non temere, io ti vengo in aiuto

Le parole profetiche della prima lettura sconvolgono i nostri modi abituali di pensare. Nel mondo, ben difficilmente chi si trova in estrema difficoltà trova qualcuno disposto a colmarlo di attenzione e di beni. Dio, invece, lo fa sempre.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Is 41, 13-20: 13Io sono il Signore, tuo Dio,che ti tengo per la destra e ti dico: "Non temere, io ti vengo in aiuto".14Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d'Israele; io vengo in tuo aiuto - oracolo del Signore -, tuo redentore è il Santo d'Israele. 15Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. 16Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà. Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d'Israele. 17I miseri e i poveri cercano acqua, ma non c'è; la loro lingua è riarsa per la sete. Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d'Israele, non li abbandonerò. 18Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un lago d'acqua, la terra arida in zona di sorgenti. 19Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò cipressi, olmi e abeti; 20perché vedano e sappiano, considerino e comprendano a un tempo che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo d'Israele.


Mt 11, 11-15: In quel tempo, Gesù disse alle folle:  11In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. 12Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. 13Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. 14E, se volete comprendere, è lui quell'Elia che deve venire. 15Chi ha orecchi, ascolti!  

Meditiamo con lo Spirito Santo


La prima lettura ci mostra la natura paradossale delle promesse divine. Israele è diventato una nullità. Ha perso tutta la sua potenza, è stato ridotto quasi al nulla dai suoi nemici. I termini usati dal profeta: vermiciattolo di Giacobbe, larva d'Israele non consentono dubbi. Si tratta d’insetti che chiunque può calpestare. 
Ebbene, proprio a questa "larva" di popolo il Signore fa promesse che appaiono immediatamente grandiose. Anche per quest’aspetto le immagini appaiono straordinariamente ardite. Un popolo in condizioni così misere come può essere raffigurato a una trebbia dalle punte molto acuminate, capace di stritolare potenti montagne e trasformarle in polvere spazzata via dal vento e dai turbini? 
Questa profezia esaspera tutti i contrasti. Come può un popolo fragile e impotente passare, d’un tratto e immediatamente, a tanta potenza e splendore? 
Questi fatti riecheggiano le frasi che un giorno Gesù Cristo, il Figlio di Dio, farà risuonare nelle orecchie e nei cuori dei suoi discepoli e delle folle che lo ascoltano: “nulla è impossibile a Dio” e “a Dio tutto è possibile”. 
Per rafforzare maggiormente le sue promesse, il Signore suggerisce al profeta di paragonare i beni spirituali che prepara per il suo popolo, alle immagini e alle parole abituali delle sacre Scritture. L’acqua, in primo luogo, e poi gli alberi più belli, maestosi e verdeggianti. Il popolo assetato, riarso dalla sete, perché non trova più l’acqua, potrà contare su sorgenti, ruscelli, fiumi e laghi, sovrabbondanti di freschissime acque.
 Il Signore trasformerà il deserto in un bosco e una foresta ricchi di ogni tipo dei migliori alberi. Qui ne indica solo alcuni: cedri, acacie, mirti e ulivi. Nella steppa farà nascere cipressi, olmi e abeti. 
Nella sua opera creatrice il Signore arricchì la terra di queste splendide piante, ora, nella sua opera redentrice, ornerà il suo popolo dei beni e delle bellezze per i quali lo aveva creato e che gli attireranno lode, ringraziamento e adorazione. 
Nel Vangelo, Gesù insegna ai suoi discepoli che nessuno fu più grande di Giovanni il Battista, tuttavia, il più piccolo del Regno dei cieli è ancora più grande di lui.  

Riflettiamo


Il Signore fa grandi promesse al suo popolo e a ogni credente: crediamo veramente ad esse?
Quali sono i doni del Signore ai quali dobbiamo aspirare maggiormente?

Credo che il Signore non mi abbandona mai, ma mi soccorre sempre con la sua grazia? 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


“Risveglia, o Dio, la fede del tuo popolo perché prepari le vie del tuo unico Figlio, e per il mistero della sua venuta possa servirti con la santità della vita”.

mercoledì 13 dicembre 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 487 + Mercoledì Avvento 2ª sett.



YOUCAT Domanda n. 487 - Parte II. Perché dobbiamo pregare Dio per altre persone?


(Risposta Youcat - ripetizione) Come Abramo intercedette con la sua preghiera in favore degli abitanti di Sodoma, come Gesù pregava per i suoi discepoli, come la comunità cristiana primitiva prestava attenzione non solo al proprio bene, ma anche a quello degli altri (Fil 2, 4), allo stesso modo i cristiani pregano per tutti: per le persone che stanno loro a cuore, per quelle che sono da loro lontane e addirittura per i loro nemici.  

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2634) L'intercessione è una preghiera di domanda che ci conforma da vicino alla preghiera di Gesù. E' lui l'unico intercessore presso il Padre in favore di tutti gli uomini, particolarmente dei peccatori [Rm 8,34; 1Gv 2,1; 1Tm 2,5-8]. Egli “può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore” (Eb 7,25). Lo Spirito Santo stesso “intercede […], poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (Rm 8,26-27). 

Per meditare

(Commento Youcat)Quanto meglio impariamo a pregare, tanto più profondamente ci sentiamo parte di una famiglia spirituale per mezzo della quale la forza della preghiera diviene efficace; nel preoccuparmi per le persone che amo, mi situo al centro della famiglia umana, posso ricevere forza dalla preghiera di altri e invocare per essi l'aiuto divino.

(Commento CCC) (CCC 2635) Intercedere, chiedere in favore di un altro, dopo Abramo, è la prerogativa di un cuore in sintonia con la misericordia di Dio. Nel tempo della Chiesa, l'intercessione cristiana partecipa a quella di Cristo: è espressione della comunione dei santi. Nell'intercessione, colui che prega non cerca solo “il proprio interesse, ma anche quello degli altri” (Fil 2,4), fino a pregare per coloro che gli fanno del male [S. Stefano che prega per i suoi uccisori, come Gesù: cf At 7,60; Lc 23,28.34].   

(Continua la domanda: Perché dobbiamo pregare Dio per altre persone?) 


Ogni giorno pubblichiamo il “Commento quotidiano alle letture bibliche delle S. Messe” e i commenti al “Catechismo dei giovani (Youcat) fino al loro completamento.

Mercoledì 2ª sett.: Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero


La prima lettura è fonte di coraggio, gioia e speranza. Inizia ricordando l’onnipotenza e il vigore di Dio, che ha creato cieli e terra e non smette mai di dare forza a chi è stanco e di rinnovare il vigore di chi è spossato. Chi spera nel Signore riceve sempre la sua forza.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Is 40, 25-31: 25"A chi potreste paragonarmi, quasi che io gli sia pari?" dice il Santo. 26Levate in alto i vostri occhi e guardate: chi ha creato tali cose? Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito e le chiama tutte per nome; per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza non ne manca alcuna. 27Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti: "La mia via è nascosta al Signore e il mio diritto è trascurato dal mio Dio"? 28Non lo sai forse? Non l'hai udito? Dio eterno è il Signore, che ha creato i confini della terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile. 29Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. 30Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; 31ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.

Mt 11, 28-30: In quel tempo, Gesù disse: 28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita . 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il Signore rivolge il suo invito a tutti gli affaticati e gli oppressi. Isaia ricorda che per risollevarsi basta guardare le cose create. La forza, l’onnipotenza e il vigore del Creatore fanno sì che nessuna di esse manchi a o venga meno. Dio è il Creatore e l’eterno Signore dell’universo e della terra, che non patisce fatica né stanchezza. Essendo onnipotente, governa tutto con sapienza e amore. Per questo può dare sempre nuova forza a chi è stanco e moltiplicare il vigore di chi è spossato.

Tutti, in particolare i giovani, immagine di agilità e freschezza, si affaticano e si stancano, mentre gli adulti, espressione di forza e vigore, inciampano, vacillano e cadono. Chiunque, quindi, vuole: riacquistare forza e vigore; correre senz’affanno; camminare senza stanchezza, necessita di una sola cosa: sperare e confidare nel Signore. Facendo così, volerà come su ali d’aquila. Quanti sperano nel Signore non potranno mai dire: “La mia via è nascosta al Signore” oppure “il mio diritto è trascurato dal mio Dio”, perché la profonda intelligenza e l’amore divino sono insondabili. Nulla gli è nascosto e nel suo infinito amore non trascura nessuno.  

Il Vangelo risponde chiaramente a questi dubbi e tentazioni. Gesù invita tutti noi perché, ogni volta che ci sentiamo affaticati e oppressi, ci rivolgiamo a lui che sa, può e vuole dare ristoro alla nostra vita. Aggiunge anche che il suo giogo è dolce e il suo peso è leggero. Il suo amore per noi rende soave ogni nostra fatica e ogni impegno per lui. Inoltre, la sua legge è quella dell’amore, che compendia e racchiude ogni altra. Viverla e osservarla non comporta soltanto fatica e impegno, ma dona anche ristoro, conforto e gioia. 

Riflettiamo


Nella mia vita quotidiana conto solo su di me o mi affido alla potenza amorosa del Signore?

Trovo che il giogo di Dio è dolce e il suo peso è leggero?

Vivere e osservare la legge dell’amore è per me ristoro e conforto?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Dio Onnipotente che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore, fa’ che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del medico celeste”.