mercoledì 29 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 379 - Parte I.





YOUCAT Domanda n. 379 – Parte I. Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?


(Risposta Youcat) È proibito l'omicidio e la complicità all'omicidio; è proibito uccidere in guerra al di fuori delle strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare; è proibito l'aborto, fin dal concepimento della persona umana; sono proibiti il suicidio, l'automutilazione e l'autodistruzione; è proibita anche l'eutanasia, ossia l'uccisione di persone handicappate, malate o prossime alla morte.     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2268) Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso l'omicidio diretto e volontario. L'omicida e coloro che volontariamente cooperano all'uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo [Gen 4,10]. L'infanticidio [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 51], il fratricidio, il parricidio e l'uccisione del coniuge sono crimini particolarmente gravi a motivo dei vincoli naturali che infrangono. Preoccupazioni eugenetiche o di igiene pubblica non possono giustificare nessuna uccisione, fosse anche comandata dai pubblici poteri.  

Per meditare

(Commento Youcat) Al giorno d'oggi capita spesso di eludere il divieto di uccidere con argomenti ispirati ad un apparente umanitarismo; ma in realtà né l'eutanasia né l'aborto sono soluzioni umane e per questo in tali questioni la Chiesa è di chiarezza definitiva. Chiunque prenda parte ad un aborto, costringa o anche solo consigli un'altra persona a commetterlo è automaticamente scomunicato, analogamente a quanto succede per altri delitti commessi contro la vita. Quando invece una persona psichicamente malata si toglie la vita, la sua responsabilità in materia è spesso ridotta e talvolta addirittura inesistente. 

(Commento CCC) (CCC 2269) Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l'intenzione di provocare indirettamente la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l'assistenza ad una persona in pericolo. Tollerare, da parte della società umana, condizioni di miseria che portano alla morte senza che ci si sforzi di porvi rimedio, è una scandalosa ingiustizia e una colpa grave. Quanti nei commerci usano pratiche usuraie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanità, commettono indirettamente un omicidio, che è loro imputabile [Am 8,4-10]. L'omicidio involontario non è moralmente imputabile. Ma non si è scagionati da una colpa grave qualora, senza motivi proporzionati, si è agito in modo tale da causare la morte, anche senza l'intenzione di provocarla.

(Continua la domanda: Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?)

martedì 28 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 378 - Parte II





YOUCAT Domanda n. 378 – Parte II. Perché non si può privare della vita né se stessi né gli altri?


(Risposta Youcat – ripetizione) Solo Dio è il Signore della vita e della morte; eccetto i casi di legittima difesa e di emergenza, nessun uomo può uccidere un altro uomo.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2260) L'alleanza tra Dio e l'umanità è intessuta di richiami al dono divino della vita umana e alla violenza omicida dell'uomo: “Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto […]. Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio egli ha fatto l'uomo” (Gen 9,5-6). L'Antico Testamento ha sempre ritenuto il sangue come un segno sacro della vita [Lv 17,14]. Questo insegnamento è necessario in ogni tempo.  (CCC 2261) La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento: “Non far morire l'innocente e il giusto” (Es 23,7). L'uccisione volontaria di un innocente è gravemente contraria alla dignità dell'essere umano, alla “regola d'oro” e alla santità del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validità universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.     

Per meditare

(Commento Youcat) La violazione della vita è un sacrilegio di fronte a Dio. La vita umana è sacra, il che significa che appartiene a Dio e che è sua proprietà; egli ci ha donato la vita, e solo lui può togliercela. Nel libro dell'Esodo sta scritto letteralmente: «Non ucciderai!» (Es 20, 13).

(Commento CCC) (CCC 2318) Dio “ha in mano l'anima di ogni vivente e il soffio di ogni carne umana” (Gb 12,10).  (CCC 2319) Ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, perché la persona umana è stata voluta per se stessa ad immagine e somiglianza del Dio vivente e santo. (CCC 2320) L'uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore. 

(Prossima domanda: Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?)

lunedì 27 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 378 – Parte I



YOUCAT Domanda n. 378 – Parte I. Perché non si può privare della vita né se stessi né gli altri?


(Risposta Youcat) Solo Dio è il Signore della vita e della morte; eccetto i casi di legittima difesa e di emergenza, nessun uomo può uccidere un altro uomo.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2258) “La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, Introductio, 5].  (CCC 2262) Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: “Non uccidere” (Mt 5,21); vi aggiunge la proibizione dell'ira, dell'odio, della vendetta. Ancora di più: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l'altra guancia [Mt 5,22-39], di amare i propri nemici [Mt 5,44]. Egli stesso non si è difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero [Mt 26,52].

Per meditare

(Commento Youcat) La violazione della vita è un sacrilegio di fronte a Dio. La vita umana è sacra, il che significa che appartiene a Dio e che è sua proprietà; egli ci ha donato la vita, e solo lui può togliercela. Nel libro dell'Esodo sta scritto letteralmente: «Non ucciderai!» (Es 20, 13).

(Commento CCC) (CCC 2262) La Scrittura, nel racconto dell'uccisione di Abele da parte del fratello Caino [Gen 4,8-12], rivela, fin dagli inizi della storia umana, la presenza nell'uomo della collera e della cupidigia, conseguenze del peccato originale. L'uomo è diventato il nemico del suo simile. Dio dichiara la scelleratezza di questo fratricidio: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello” Gen 4,10-11).     

(Continua la domanda: Perché non si può privare della vita né se stessi né gli altri?)

sabato 25 marzo 2017

4ª Dom Quaresima A: Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma perché in lui siano manifestate le opere di Dio



4ª Dom Quaresima A: Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma perché in lui siano manifestate le opere di Dio

Gesù con un grande miracolo donò la vista a un uomo cieco dalla nascita. Alcuni farisei gelosi e invidiosi, che non credevano in lui, gli chiesero: "siamo ciechi anche noi?". Gesù rispose loro chiaramente: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane".    

Ascoltiamo la Parola di Dio  

1Sam 16, 1.4. 6-7. 10-13: “1In quei giorni il Signore disse a Samuele: Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re". 4Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. 6Quando fu entrato, egli osservò Eliab e disse: "Certo davanti al Signore sta il suo consacrato!". 7Il Signore replicò a Samuele: "Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore". 10Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: "Il Signore non ha scelto nessuno di questi". 11Samuele chiese a Iesse: "Sono qui tutti i giovani?". Rispose Iesse: "Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge". Samuele disse a Iesse: "Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui". 12Lo mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: "Alzati e ungilo: è lui!". 13Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi”.   

Ef 5, 8-14: “Fratelli, 8un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; 9ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 10 Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. 11Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. 12Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, 13mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. 14Per questo è detto: Svègliati, o tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà".

Gv 9, 1-41: “1In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita 2e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?". 3Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. 4Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo". 6Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: "Và a lavarti nella piscina di Sìloe”, che significa Inviato". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: "Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?". 9Alcuni dicevano: "È lui"; altri dicevano: "No, ma è uno che gli assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!". 10Allora gli chiesero: "In che modo ti sono stati aperti gli occhi?". 11Egli rispose: "L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Và a Sìloe e lavati!. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista". 12Gli dissero: "Dov'è costui?". Rispose: "Non lo so". 13Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: "Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo". 16Allora alcuni dei farisei dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato". Altri dicevano: "Come può un peccatore compiere segni di questo genere?". E c'era dissenso tra di loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: "Tu che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?". Egli rispose: "È un profeta!". 18Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19E li interrogarono: "È questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?". 20I genitori risposero: "Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; 21ma come ora ci veda, non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di sé". 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23Per questo i suoi genitori dissero: "Ha l'età, chiedetelo a lui!". 24Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: "Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore". 25Quegli rispose: "Se sia un peccatore, non lo so; una cosa io so: prima ero cieco e ora ci vedo". 26Allora gli dissero: "Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?". 27Rispose loro: "Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?". 28Lo insultarono e dissero: "Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia". 30Rispose loro quell'uomo: "Proprio questo stupisce: che voi non sappiate di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32Da che mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla". 34Gli replicarono: "Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?". E lo cacciarono fuori. 35Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò gli disse: "Tu credi nel Figlio dell'uomo?". 36Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in lui?". 37Gli disse Gesù: "Lo hai visto: sono io che parlo con te". 38Ed egli disse: "Credo, Signore!". E si prostrò dinanzi a lui. 39 Gesù allora disse: "È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono vedano, e quelli che vedono, diventino ciechi". 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?". 41Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane".  

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

La quarta Domenica di Quaresima è detta “in Laetare”, ossia rallegrati, gioisci e, in segno di gioia, usa paramenti liturgici color rosa, e adorna di fiori l’altare. Tutta la Chiesa gioisce perché il mistero della Pasqua, in cui vi saranno i nuovi battezzati, è sempre più vicino. La seconda lettura: “Svègliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà” (Ef 5, 8-14), unisce il mistero pasquale al battesimo e alla luce. Tale pensiero è approfondito nel Prefazio: Nel mistero della sua Incarnazione Cristo si è fatto guida dell’uomo che camminava nelle tenebre, per condurlo alla grande luce della fede. Nel nostro pellegrinare terreno questa luce, iniziata nel Battesimo, deve lottare con le tenebre e le ombre, crescendo e rafforzandosi ogni volta che riceviamo l’Eucaristia. 
Anche nei misteri e nei miracoli la fede deve affrontare dubbi e difficoltà. Nella prima lettura, 1Sam 16, infatti, Dio avverte chiaramente il profeta Samuele che “non conta quello che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore”. Questa verità vale sempre e per tutti: singoli e comunità. Dio, infatti, illumina con la sua luce tutti quelli che vengono al mondo. Alcuni si volgono verso la sua luce, la cercano e la seguono. Altri, invece, non la vogliono, la rifiutano e se ne allontanano. 
Dando la vista al cieco nato, Gesù, lo pone nel cammino della “crescita” positiva verso la luce. Una volta guarito, il cieco cerca ancora Gesù, accrescendo la propria fede. All’inizio, nel suo guaritore vede soltanto l’uomo Gesù. Dopo, però, davanti ai farisei, riconosce che è un Profeta. Infine, quando Gesù lo incontra e lo interroga, lo riconosce Dio e lo adora rispondendogli: “Credo, Signore!". Quei farisei, invece, fanno il cammino opposto, verso un’incredulità maggiore, sempre più irragionevole e caparbia. Erano partiti dal pregiudizio ingiustificato che Gesù fosse un peccatore. Poi, contro ogni evidenza e ogni logica, si chiudono in esso senza darne alcuna ragione. Infine, in atteggiamento di sfida, chiedono a Gesù: Siamo ciechi anche noi? La domanda non è sincera, poiché pretendono di vedere senza accorgersi della propria cecità. Di qui la risposta di Gesù: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane". 
L’errore di molti increduli o non credenti è complesso. In primo luogo, pretendono di giudicare tutti e tutto e di ritenere sempre infallibili i propri giudizi. In secondo luogo, muovono da una rigidezza e durezza che impedisce loro di distinguere, comprendere e valutare correttamente le diverse situazioni. Vedono solo il bianco e il nero e negano che esistano altri colori. In terzo luogo, disprezzano chi non si allinea a loro, condannandolo senza appello e insultandolo. 
Tutto ciò è presente nel disprezzo del cieco nato, di quei farisei: “Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?” e nel fatto che subito dopo lo cacciano via. Tale  comportamento, tipico di quanti sono sempre severi, indignati, accigliati e irritati, manifesta tutta l’oscurità e il buio delle loro menti e le tenebre dei loro cuori. Chi vive così è scostante, incapace di uscire dalle proprie opinioni tenebrose, dai giudizi sterili e tristi. Divenendo sempre più vanitosi, orgogliosi e superbi, si diventa incapaci di aprirsi ai sentimenti di bontà, comprensione, misericordia, giustizia, compassione, verità, amore e gioia. 
Questa involuzione rende ancora più significativa l’affermazione della seconda lettura: “Il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e veritàe l’esortazione: “Svègliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà. Solo la luce sfolgorante di Cristo sveglia veramente chi dorme nelle tenebre, e risuscita realmente chi giace nelle ombre della morte. Solo Cristo è la luce autentica del mondo, la verità luminosa per tutti. Solo lui può aumentare la nostra fede e far maturare la nostra carità e comprensione del prossimo, fino alla loro forma piena e perfetta.  

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

La seconda orazione iniziale è tutta centrata sulla luce. È un invito al Padre che non ci lasci dominare dal potere delle tenebre ma ci aiuti a guardare sempre colui che ha inviato a illuminare il mondo: Gesù Cristo Nostro Signore. “Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina”. “O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo”.

Sui doni chiediamo la gioia di poterli offrire sinceramente e degnamente per salvare il mondo: “Ti offriamo con gioia, Signore, questi doni per il sacrificio: aiutaci a celebrarlo sinceramente e a offrirlo degnamente per la salvezza del mondo”.

Domandiamo al Signore di far risplendere su noi la luce del suo volto perché possiamo amarlo sempre con sapienza e cuore sincero: “O Dio, che illumini ogni uomo che viene in questo mondo, fa risplendere su di noi la luce del tuo volto, perché i nostri pensieri siano sempre conformi alla tua sapienza e possiamo amarti con cuore sincero”.     

GUALBERTO GISMONDI ofm