lunedì 21 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 449



YOUCAT Domanda n. 449 - Parte I. Qual è il significato dei poveri per i cristiani?


(Risposta Youcat) L'amore per i poveri deve essere sempre la caratteristica distintiva dei cristiani; ai poveri non spettano solo delle elemosine, essi hanno diritto alla giustizia. I cristiani sono tenuti in maniera particolare a condividere i loro beni, e Cristo è modello di amore peri poveri.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2443) Dio benedice coloro che soccorrono i poveri e disapprova coloro che se ne disinteressano: “Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle” (Mt 5,42). “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). Gesù Cristo riconoscerà i suoi eletti proprio da quanto avranno fatto per i poveri [Mt 25,31-36]. Allorché “ai poveri è predicata la buona novella” (Mt 11,5; cf. Lc 4,18), è segno che Cristo è presente.

Per meditare

(Commento Youcat)«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5, 3) - questa è la prima frase del discorso della montagna di Gesù. La povertà può essere materiale, spirituale e intellettuale; i cristiani devono prendersi cura dei bisognosi del mondo con grande attenzione, amore e costanza. Non c'è punto in cui verranno giudicati da Cristo così chiaramente come nel rapporto con i poveri: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 40). 

(Commento CCC) (CCC 2445) L'amore per i poveri è inconciliabile con lo smodato amore per le ricchezze o con il loro uso egoistico: “E ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che vi sovrastano! Le vostre ricchezze sono imputridite, le vostre vesti sono state divorate dalle tarme; il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si leverà a testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario da voi defraudato ai lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida; e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore degli eserciti. Avete gozzovigliato sulla terra e vi siete saziati di piaceri, vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non può opporre resistenza” (Gc 5,1-6).

(Continua la domanda: Qual è il significato dei poveri per i cristiani?)

sabato 19 agosto 2017

20ª DomTOA: “Donna, grande è la tua fede, avvenga come desideri!”



20ª DomTO: “Donna, grande è la tua fede, avvenga come desideri!”  


Discriminare è un peccato vecchio quanto l’umanità. Dopo il primo peccato, gli uomini non smisero mai di discriminare, emarginarsi, penalizzarsi l’un l’altro, perseguitarsi e uccidere. Questa domenica, la Parola di Dio ci mostra, dall’Antico al Nuovo Testamento che Dio accoglie e abbraccia ogni persona ed esige che rimuoviamo da noi ogni discriminazione del prossimo.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Is 56,1.6-7: 1Così dice il Signore: "Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi". 6Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza,7li condurrò sul mio monte santo e li colmerò  di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli".  

Rm 11,13-15.29-32: Fratelli, 13A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, 14nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. 15Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti? 29infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! 30Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, 31così anch'essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch'essi ottengano misericordia. 32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

Mt 15,21-28: In quel tempo, 21partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio". 23Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: "Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!". 24Egli rispose: "Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele". 25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: "Signore, aiutami!". 26Ed egli rispose: "Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". 27"È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". 28Allora Gesù le replicò: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita. 

Meditiamo con lo Spirito Santo  


La prima lettura annuncia profeticamente (Is 56,1.6-7) il progetto del Signore: rivelare la sua santità e giustizia per farne partecipe tutta l’umanità. Dio, infatti, chiama e accoglie tutti: forestieri, stranieri, quanti amano il suo nome, vogliono servirlo e non profanano il sabato. Dio conduce tutti al suo monte santo, alla sua casa di preghiera, aperta a tutti i popoli della terra, ne gradisce i sacrifici e li colma di gioia. In un altro passo (Is 66,21) il Signore promette che, sceglierà sacerdoti e leviti anche fra gli stranieri. 
Pure la Lettera di S. Paolo ai Romani celebra l’universalità della salvezza divina, che estende le sue benedizioni, in Noè, Abramo e i Patriarchi a tutti i popoli della terra. Se tutti i popoli, per il loro peccato, si chiusero nella disobbedienza, Dio misericordioso estende a tutti la sua misericordia e la sua alleanza irrevocabile. Il Padre ha inviato Gesù alle pecore perdute della casa d’Israele, ma il Figlio di Dio, Redentore e Salvatore universale, non si limitò ad esse, ma si rivolse a tutta l’umanità. 
Il Vangelo di oggi sottolinea quest’aspetto, nell’episodio che ha per protagonisti Gesù e la donna pagana, “cananea”. Nell’Antico Testamento, “cananeo” aveva un significato molto negativo. I cananei erano non solo estranei o stranieri, ma anche idolatri e nemici d’Israele. In quest’episodio, Gesù usa i linguaggi e i comportamenti del suo popolo, verso i Cananei: non saluta, non ascolta, non risponde. Ai discepoli che lo implorano di esaudire la donna risponde con durezza. Il diminutivo “cagnolini” attenua la brutalità della parola “cani”, spregiativa, perché nella cultura ebraica il cane era un animale impuro, volgare e spregevole. Anche nell’Apocalisse il termine è il primo degli esclusi dalla città di Dio: “cani, fattucchieri, immorali, omicidi, idolatri” (Ap 22,15). 
Gesù usa il linguaggio dei giudei, verso i pagani e gli stranieri, per evidenziarne l’ingiustizia e l’assurdità: gli esseri umani sono tutti figli di Dio. Un altro aspetto dell’episodio riguarda la preghiera. Gesù insegna a pregare con insistenza: chiedere, cercare e bussare. Questa mamma cananea e pagana, insiste con umiltà e coraggio perché Gesù guarisca la figlia. Al primo rifiuto di Gesù non si arrende, ma ribatte che anche i cani si sfamano con le briciole che cadono dalla mensa dei padroni. 
La conclusione è splendida. Gesù, pieno d’ammirazione, loda a gran voce, perché tutti lo sentano, la gran fede della cananea: "Donna, grande è la tua fede!” e guarisce all’istante la figlia. In più, Gesù non attribuisce il suo miracolo alla propria potenza divina, ma alla fede della donna pagana: “Avvenga per te come desideri”. 
L’apparente durezza di Gesù aveva come scopo d’insegnare a tutti a pregare e aver fede. Il suo gesto mostra  che bontà, fede e fiducia in lui sono possibili anche ai pagani e ai non credenti. Nessuno li disprezzi. Gesù dà un grande esempio per l’atteggiamento cristiano: apertura totale di fede; amore e rispetto di ogni persona; non giudicare, discriminare, disprezzare. Egli, infatti, non esclude nessuno, ma invita e accoglie tutti nella sua Chiesa e alla sua mensa eucaristica, per donare pienamente grazia, benedizione e salvezza.        

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


L’orazione principale chiede al Padre di darci l’accondiscendenza, mitezza e umiltà del suo diletto Figlio, per poter testimoniare con parole e opere il suo amore eterno e fedele: “O Padre, che nell’accondiscendenza del tuo Figlio mite e umile di cuore hai compiuto il disegno universale di salvezza, rivestici dei suoi sentimenti, perché rendiamo continua testimonianza con le parole e con le opere al tuo amore eterno e fedele”.


Immensa generosità di Dio. Egli, infatti, nello scambio di doni fra noi e lui, prima ci dà tutto quello che dobbiamo offrirgli, poi, in più ci dona anche se stesso: “Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso”.


Nell’Eucaristia il Signore ci fa partecipare alla vita di Cristo, rendendoci immagine del suo Figlio e coeredi della sua gloria nel cielo: “O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo”.      

GUALBERTO GISMONDI  ofm

venerdì 18 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 448



YOUCAT Domanda n. 448 - Parte II. Povertà e sottosviluppo sono un destino ineluttabile?


(Risposta Youcat - ripetizione) La terra che Dio ci ha donato è ricca, ed è in grado di offrire a tutti cibo e spazio a sufficienza; eppure ci sono intere regioni, paesi e continenti in cui gli uomini non hanno neppure ciò che è più necessario per vivere. Questa sperequazione nel mondo affonda le sue radici in complessi motivi storici, ma non è ineluttabile. I paesi ricchi hanno l'obbligo morale di risollevare dalla povertà gli stati sottosviluppati per mezzo di sostegni allo sviluppo e con la creazione di giuste condizioni economiche e commerciali.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2439) Le nazioni ricche hanno una grave responsabilità morale nei confronti di quelle che da se stesse non possono assicurarsi i mezzi del proprio sviluppo o ne sono state impedite in conseguenza di tragiche vicende storiche. Si tratta di un dovere di solidarietà e di carità; ed anche di un obbligo di giustizia, se il benessere delle nazioni ricche proviene da risorse che non sono state equamente pagate.

Per meditare

(Commento Youcat) Sul nostro pianeta vivono 1,4 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 1 euro al giorno; soffrono per la carenza di cibo e spesso anche di acqua potabile e in genere non hanno accesso all'istruzione e all'assistenza medica. È stato valutato che ogni giorno più di 25.000 persone muoiono a causa della denutrizione, e molte di queste sono bambini  

(Commento CCC) (CCC 2425) La Chiesa ha rifiutato le ideologie totalitarie e atee associate, nei tempi moderni, al “comunismo” o al “socialismo”. Peraltro essa ha pure rifiutato, nella pratica del “capitalismo”, l'individualismo e il primato assoluto della legge del mercato sul lavoro umano [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 10; 13; 44]. La regolazione dell'economia mediante la sola pianificazione centralizzata perverte i legami sociali alla base; la sua regolazione mediante la sola legge del mercato non può attuare la giustizia sociale, perché “esistono numerosi bisogni umani che non hanno accesso al mercato” [Centesimus annus, 34]. E' necessario favorire una ragionevole regolazione del mercato e delle iniziative economiche, secondo una giusta gerarchia dei valori e in vista del bene comune.

(Prossima domanda: Qual è il significato dei poveri per i cristiani?)

giovedì 17 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 448



YOUCAT Domanda n. 448 - Parte I. Povertà e sottosviluppo sono un destino ineluttabile?


(Risposta Youcat) La terra che Dio ci ha donato è ricca, ed è in grado di offrire a tutti cibo e spazio a sufficienza; eppure ci sono intere regioni, paesi e continenti in cui gli uomini non hanno neppure ciò che è più necessario per vivere. Questa sperequazione nel mondo affonda le sue radici in complessi motivi storici, ma non è ineluttabile. I paesi ricchi hanno l'obbligo morale di risollevare dalla povertà gli stati sottosviluppati per mezzo di sostegni allo sviluppo e con la creazione di giuste condizioni economiche e commerciali.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2437) A livello internazionale, la disuguaglianza delle risorse e dei mezzi economici è tale da provocare un vero “fossato” tra le nazioni [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 14]. Da una parte vi sono coloro che possiedono e incrementano i mezzi dello sviluppo, e, dall'altra, quelli che accumulano i debiti.

Per meditare

(Commento Youcat) Sul nostro pianeta vivono 1,4 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 1 euro al giorno; soffrono per la carenza di cibo e spesso anche di acqua potabile e in genere non hanno accesso all'istruzione e all'assistenza medica. È stato valutato che ogni giorno più di 25.000 persone muoiono a causa della denutrizione, e molte di queste sono bambini  

(Commento CCC) (CCC 2438) Varie cause, di natura religiosa, politica, economica e finanziaria danno oggi “alla questione sociale […] una dimensione mondiale” [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 9]. Tra le nazioni, le cui politiche sono già interdipendenti, è necessaria la solidarietà. E questa diventa indispensabile allorché si tratta di bloccare “i meccanismi perversi” che ostacolano lo sviluppo dei paesi meno progrediti [Ibid., 17; 45]. A sistemi finanziari abusivi se non usurai [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 35], a relazioni commerciali inique tra le nazioni, alla corsa agli armamenti si deve sostituire uno sforzo comune per mobilitare le risorse verso obiettivi di sviluppo morale, culturale ed economico, “ridefinendo le priorità e le scale di valori, in base alle quali si decidono le scelte” [Ibid., 28].  

(Continua la domanda: Povertà e sottosviluppo sono un destino ineluttabile?)