Spirito e Vita

martedì 23 luglio 2019

23 luglio: S. Brigida religiosa, patrona d’Europa


23 luglio: S. Brigida religiosa, patrona d’Europa


S. Brigida, nata nel 1303 presso Uppsala in Svezia, da genitori nobili, sposò il principe Ulfi dal quale ebbe otto figli. Col marito divenne Terziaria Francescana. Per un certo tempo dovette servire a corte il re di Svezia. Morto il marito ed esaurita la missione di sposa e madre, meditò nell’austerità i misteri della Passione del Signore, i dolori e le glorie della Vergine Maria ed ebbe visioni di Cristo. Dettò le sue “Rivelazioni” e illuminazioni in otto volumi. Fondò l’Ordine delle Brigidine che poi sua figlia Caterina, anch’essa santa, perfezionò. Spinta da Cristo a servire l’Europa e la Chiesa, inviò messaggi ai sovrani di Francia e Inghilterra, e al papa Clemente VI per correggerne i difetti, indire il Giubileo del 1350 e ritornare a Roma da Avignone. S’impegnò per un’Europa unita e in pace sotto la guida spirituale dal papa. Pellegrinò ai vari santuari italiani e nel 1372 visitò i luoghi dove visse Gesù. Morì a Roma nel 1373. Fu dichiarata: santa il 1391, patrona di Svezia il 1891, compatrona d’Europa il 1999 da S. Giovanni Paolo II.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


(Gal 2,19-20): Fratelli, 19mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, 20e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

(Gv 15,1-8): In quel tempo disse Gesù ai suoi discepoli: 1"Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Meditiamo con lo Spirito Santo


La prima lettura descrive bene l’itinerario spirituale di S. Brigida. 
La sua vita spirituale fu esemplare, sia nelle difficoltà della corte regale di Svezia, cui dovette partecipare alcuni anni, sia nella serenità della famiglia con un marito fortemente religioso. 
Insieme, essi trasmisero ai numerosi figli le virtù cristiane, tanto che anche una figlia, Caterina, divenne santa. 
Le parole della prima lettura: “non vivo più io, ma Cristo vive in me” e vivo “nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” esprimono la grande esperienza spirituale della santa che visse come mistica e contemplativa e come persona di vita attiva. 
Essa, infatti, esortava i re e lo stesso papa a riportare l’Europa, dilaniata dalla “guerra dei trent’anni”, a vivere unita e in pace, sotto la guida spirituale dal papa. 
Arricchita dal Signore di elevati doni mistici, ebbe visioni di Cristo di cui meditava sempre i misteri della Passione, e i dolori e le glorie della Beatissima Vergine Maria. 
In S. Brigida si realizzarono pienamente le promesse di Gesù ricordate nel Vangelo di oggi: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto” e, in particolare: “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli”.

Riflessione 


In quali diverse condizioni svolse santa Brigida la sua vita?

In quali misteri soprattutto S. Brigida approfondì la sua fede e il suo amore a Cristo?

Per quali impegni, opere e interventi fu proclamata compatrona d’Europa?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


O Dio, che hai guidato santa Brigida nelle varie condizioni della sua vita e nella contemplazione della passione del tuo Figlio, le hai rivelato la sapienza della croce, concedi a noi di cercare te in ogni cosa, seguendo fedelmente la tua chiamata”.

lunedì 22 luglio 2019

22 luglio: festa di S. Maria Maddalena


22 luglio: festa di S. Maria Maddalena 


Oggi la liturgia festeggia S. Maria Maddalena come una di coloro che maggiormente amarono Gesù Cristo. Dopo la sua conversione fu sempre presente e sul Calvario rimase sotto la Croce insieme alla Madre Maria e a S. Giovanni.

Ascoltiamo la Parola di Dio


(Ct 3,1-4a): Così dice la sposa: «1Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l’amore dell’anima mia; l’ho cercato, ma non l’ho trovato. 3Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: Avete visto l’amore dell’anima mia?». 4Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia.

(2Cor 5,14-17): Fratelli, 14L’amore del Cristo infatti ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. 15Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. 16Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. 17Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.

(Gv 20,1-2.11-18): 1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 11Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.


Meditiamo con lo Spirito Santo


Maria Maddalena è fra quante amarono maggiormente Gesù. Dopo la sua conversione lo seguì sempre. Al Calvario fu sotto la Croce insieme a Maria Madre di Gesù e l’apostolo Giovanni. 
Il Signore premiò il suo amore perseverante rendendola la prima a conoscere ed annunciare la sua resurrezione agli apostoli. Ne fece così l’apostola degli apostoli
Gesù la chiama per nome risvegliandola dal suo immenso dolore. Ella risponde con amore: «Maestro!» divenendo da umile penitente la prima testimone del trionfo del Figlio di Dio Crocifisso e Risorto. 
Il riguardo di Gesù per lei, è tale, che le si presenta ancora prima di salire e presentarsi al Padre. 
Le dice infatti: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. 
Dopo averla chiamata in modo generico “donna”, senza esserne riconosciuto, quando la chiama per nome lei lo riconosce in modo speciale. 
Durante il Giubileo della Misericordia (2016), Papa Francesco elevò la celebrazione di santa Maria Maddalena a festa liturgica. 
S Paolo spiega bene la potenza trasformante dell’amore di Gesù Cristo, rilevando come Egli è morto per tutti, perché tutti non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. 
Di qui la consegenza: non guardiamo più nessuno alla maniera umana, perché se abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. 
In Cristo, infatti, siamo stati resi nuove creature, perché le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove. 
Possiamo perciò proclamare al mondo, nella gioia, il Signore risorto, nell’attesa di contemplarlo accanto al Padre nella gloria, perché ormai siamo anche noi figli ed eredi della Risurrezione di Gesù.

Riflessione


Perché Maria Maddalena è ricordata fra quanti amarono maggiormente Gesù?

Che cosa significa non guardare più nessuno alla maniera umana?

Perché i credenti in Cristo sono figli ed eredi della Risurrezione?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


Dio onnipotente ed eterno, il tuo Figlio ha voluto affidare a Maria Maddalena il primo annunzio della gioia pasquale; fa’ che per il suo esempio e la sua intercessione proclamiamo al mondo il Signore risorto, per contemplarlo accanto a te nella gloria”.

sabato 20 luglio 2019

16ª Domenica C Tempo Ordinario: di una cosa sola c'è bisogno


16ª Domenica C Tempo Ordinario: di una cosa sola c'è bisogno


Questa domenica indica i nostri migliori atteggiamenti verso di Dio. Abramo accoglie con amore e premura i visitatori misteriosi e offre loro ciò che ha di meglio. Nel Vangelo, Maria, lascia tutto per ascoltare la parola del Signore. Il Signore li loda e li ricompensa.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


(Gen 18, 1-10): In quei giorni, 1il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. 2Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, 3dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. 4Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. 5Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo". Quelli dissero: "Fa' pure come hai detto". 6Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: "Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce". 7All'armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. 8Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono. 9Poi gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda". 10Riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio".

(Col 1, 24-28): Fratelli, 24sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. 25Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, 26il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. 27A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. 28È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.

(Lc 10, 38-42): In quel tempo, 38mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò . 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: "Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". 41Ma il Signore le rispose: "Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta".

Meditiamo con lo Spirito Santo  


Il Signore ci visita, ci viene incontro e nulla gli è più gradito del nostro ascolto e della nostra accoglienza. 
La prima lettura mostra Abramo che, appena vede i misteriosi personaggi nei quali intuisce Dio, corre loro incontro, si prostra fino a terra e prepara cibo e ristoro. 
Egli stesso porta l’acqua perche si rinfreschino, offre focacce, il vitello tenero, panna e latte fresco. Li assiste in tutto, stando rispettosamente in piedi. 
Essi gli promettono, a lui vecchio e senza figli, che entro un anno avrà il figlio tanto desiderato e atteso. 
Il Vangelo presenta  Gesù che, entrato in un villaggio, è ospite di una donna, Marta, la cui sorella Maria, si siede ai piedi del Signore per ascoltarne la parola. 
Marta, distolta da molti servizi per l'ospite, chiede a Gesù di dirle che l’aiuti. Il Signore però le risponde “Marta tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. 
La sola cosa e la parte migliore che precede ogni altra è ascoltare Gesù, che s’intrattiene con noi e ci manifesta se stesso e i suoi misteri. Che cosa può esserci di meglio che ascoltarlo? 
L’ascolto di Gesù, infatti, illumina, alimenta e sostiene tutta la nostra vita, ogni nosto impegno e ogni nostra scelta. Per questo precede ogni cosa. 
Se non lo ascoltiamo non riusciamo a far nulla, perché solo la sua parola è luce, verità e forza per tutte le esigenze della nostra vita. 
Maria ha compreso questa necessità, perché ha capito che tutto, in noi, dipende dalla Parola divina. 
S. Paolo spiega il valore di questa scelta. Portare a compimento la parola di Dio è la missione affidataci. 
Sofferenze e patimenti completano quelli di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa. 
Cristo in noi, è la speranza della nostra gloria. È questo il mistero nascosto da secoli e generazioni, e ora manifestato a tutti noi per farcene conoscere la gloriosa ricchezza. 
È questo dono e mistero che dobbiamo annunciare con la nostra vita, per ammonire e istruire con sapienza ogni prsona e renderla perfetta in Cristo.

Riflessione


Chi sono e chi rappresentano i tre uomini in piedi presso Abramo?

Qual è il mistero nascosto da secoli e generazioni, ora manifestato da Dio ai suoi santi?

Qual è la cosa sola di cui c'è bisogno, indicata da Gesù a Marta e a Maria?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Padre sapiente e misericordioso, donaci un cuore umile e mite, per ascoltare la parola del tuo Figlio che risuona ancora nella Chiesa, radunata nel suo nome, e per accoglierlo e servirlo come ospite nella persona dei nostri fratelli”.

Sabato 15ª settimana – Tempo Ordinario


Sabato 15ª settimana  – Tempo Ordinario 


Il Signore veglia sugli Israeliti e li fa uscire dall’Egitto, perciò per il popolo di Dio questa sarà notte di veglia in onore del Signore per tutte le generazioni. Nel Vangelo i farisei tengono consiglio contro Gesù per farlo morire, ma egli continua a guarire e a donare giustizia e salvezza.

Ascoltiamo la Parola 


(Es 12, 37-42): In quei giorni, 37gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini adulti, senza contare i bambini. 38Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e greggi e armenti in mandrie molto grandi. 39Fecero cuocere la pasta che avevano portato dall'Egitto in forma di focacce azzime, perché non era lievitata: infatti erano stati scacciati dall'Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio. 40La permanenza degli Israeliti in Egitto fu di quattrocentotrent'anni. 41Al termine dei quattrocentotrent'anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del Signore uscirono dalla terra d'Egitto. 42Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dalla terra d'Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione.

(Mt 12,14-21): In quel tempo, 14i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. 15Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti 16e impose loro di non divulgarlo, 17perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 18“Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. 19Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. 20Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; 21nel suo nome spereranno le nazioni”  .

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


La prima lettura descrive la gran notte in cui il Signore vegliò sugli Israeliti e, dopo quattrocentotrent'anni di permanenza in Egitto, li liberò per sempre dalla schiavitù e oppressione dei faraoni. 
Il popolo uscì portando con sé greggi e armenti. Come provvista di viaggio portò pane “azzimo”, ossia non lievitato e cotto in focacce. 
In onore del Signore che lo ha liberato, Israele celebra per sempre questa notte di veglia. Dio, però, in Gesù Cristo Salvatore e Redentore, ha esteso a tutta l’umanità i suoi doni di salvezza, libertà e giustizia elargiti allora a Israele, perché tutti siamo suo popolo e suoi figli. 
Oggi il Vangelo mostra i farisei congiurare perfidamente per uccidere Gesù, che dona salvezza e pace alle folle e guarisce tutti i malati. 
Gesù comanda di non divulgare questi prodigi da lui compiuti per obbedire alla volontà del Padre, che pone ogni compiacimento nel suo Figlio Unigenito. 
Il Padre ha posto in lui il suo Spirito, perché annunci la salvezza a tutte le nazioni. Perciò Gesù, suo servo obbediente, non contesta, non grida, né alza la voce, perché è venuto a salvare tutti. 
Finché la sua giustizia non trionferà, Egli non spezzerà le canne incrinate né spegnerà le fiammelle tremolanti. 
Queste immagini indicano la sua infinita bontà, misericordia e delicatezza verso tutti. Per questo tutte le nazioni, ossia l’intera umanità, sperano nel suo nome.

Riflessione 


Che cosa fu per Dio la notte in cui fece uscire il suo popolo dalla terra d'Egitto?

Che cosa dice Dio del suo servo, per mezzo del profeta Isaia? 

Perché Dio pone il suo Spirito sopra il suo servo?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito, la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che continui a seminare nei solchi dell’umanità, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno”.