venerdì 9 dicembre 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 354 – Parte I.



YOUCAT Domanda n. 354 – Parte I. Si possono costringere gli uomini alla fede in Dio?


(Risposta Youcat) Nessuno può costringere alla fede altre persone, neppure i propri figli, come nessuno può essere costretto a non credere; l'uomo può scegliere la fede solo in piena libertà. I cristiani però sono chiamati ad aiutare gli altri uomini con le loro parole e con il loro esempio a trovare la via verso la fede.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2106) “Che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza, né impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità alla sua coscienza privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 2]. Tale diritto si fonda sulla natura stessa della persona umana, la cui dignità la fa liberamente aderire alla verità divina che trascende l'ordine temporale. Per questo “perdura anche in coloro che non soddisfano all'obbligo di cercare la verità e di aderire ad essa” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 2].     

Per meditare

(Commento Youcat)Il papa Giovanni Paolo II afferma: «L'annunzio e la testimonianza di Cristo... non violano la libertà. La fede esige la libera adesione dell'uomo, ma deve essere proposta» (Enciclica Redemptoris missio del 1990, nr. 8).

 (Commento CCC) (CCC 2137) L'uomo deve “poter professare liberamente la religione sia in forma privata che pubblica” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 15]. (CCC 2107) “Se, considerate le circostanze peculiari dei popoli, nell'ordinamento giuridico di una società viene attribuito ad una comunità religiosa uno speciale riconoscimento civile, è necessario che nello stesso tempo a tutti i cittadini e comunità religiose venga riconosciuto e rispettato il diritto alla libertà in materia religiosa” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 6].     

(Continua la domanda: Si possono costringere gli uomini alla fede in Dio?)

martedì 6 dicembre 2016

Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria: 8 dicembre



Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria: 8 dicembre


Ascoltiamo la Parola di Dio 


Gen 3, 9-15.20: “9Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?". 10Rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto". 11Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?". 12Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". 13Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".14Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.15Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno"”.

Ef 1, 3-6. 11-12:“3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità 5predestinandoci a essere per lui  figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà,6a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. 11In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà -12a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo”.



Lc 1, 26-38: “In quel tempo l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: "Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te".29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".34Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". 35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio". 38Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei”.

Meditiamo con lo Spirito Santo


È con grande gioia che la Chiesa celebra questa festa della Beata Vergine Maria, che ogni anno s’intreccia col tempo dell’Avvento. La Santissima Madre di Dio è il modello più attraente di adesione alla volontà del Padre, vissuta con la massima fedeltà. La liturgia, quindi, oggi ringrazia il Padre perché in Maria il suo piano di salvezza, e di redenzione dell’umanità dal peccato, si è realizzato nel modo più bello e completo. Cominciando dal suo concepimento, ha reso Maria, da sempre e per sempre, l’Immacolata Concezione e la Piena di Grazia
Il Padre colmò di grazia e di Spirito Santo, fin dal primo istante della sua esistenza, Colei che doveva essere la Madre del suo Figlio Unigenito: Gesù Cristo. La preservò dal peccato originale e la rese immune da ogni altro peccato. 
Il mistero del peccato originale è quello della ribellione a Dio, compiuto fin dagli inizi da Adamo ed Eva, i progenitori dell’umanità, e da loro trasmesso a tutta la discendenza umana. 
Dio, infinito amore e verità, ci aveva creatri santi e immacolati nel suo amore, suoi figli e suoi amici, con tutto il bene che ne derivava. L’invidia del demonio, però, fece accettare alla coppia originaria la tentazione di poter diventare come Dio, contro di Lui, e di costruire la propria vita senza di Lui
Questo progetto umano che nega Dio sommo Bene, Amore e Verità, ha prodotto ogni male, odio, egoismo e menzogna, sfociando nel peccato, nel dolore e nella morte. Da allora, oggi e sempre, esso corrompe i tempi e le generazioni, imprigionando l’uomo e l’umanità nelle loro sofferenze, lacerazioni, mali, colpe individuali e sociali. 
La tragica sfiducia verso Dio, considerato nemico e rivale dell’uomo, ha sconvolto i rapporti fra l’uomo e la donna, l’umanità e la natura, il suolo e l’ambiente, ha causato gli abusi sulla creazione che producono catastrofi e disastri ambientali ed ecologici. Nei rapporti umani ha prodotto guerre fratricide, rivoluzioni, terrorismo, violenze, corruzioni, sfruttamenti e ingiustizie. Tutta la storia umana dimostra il fallimento delle illusioni e delle pretese di vivere “come se Dio non ci fosse”. 
Da questo triste scenario di morte e desolazione ci liberò e sollevò la decisione di Dio che: dove aveva vinto il peccato trionfasse la grazia. L’infinito amore di Dio rifulse nei suoi grandi progetti di alleanza, salvezza, redenzione, pace, riconciliazione e santificazione dell’umanità. Con essi l’ultima e decisiva parola rimane sempre al bene e non al male; alla vita e non alla morte; all’amore che si dona totalmente  e non alla violenza e all’egoismo; alla verità e non alla falsità e la menzogna. 
Tutto questo il Padre lo ha realizzato in Cristo, nuovo Adamo e Maria nuova Eva. La loro obbedienza d’amore alla volontà del Padre, ha vinto ogni male e peccato. Nell’Immacolata Concezione il Padre ha dato a ogni creatura umana l’esempio e il modello di adesione piena e convinta ai suoi progetti e alla sua volontà divina
Nella liturgia dell’Immacolata Concezione le scritture mostrano le vittorie della salvezza sulla caduta, della santità sul peccato, della vita sulla morte. Dimostrano che la vittoria definitiva sul male fu attuata dal Padre, mediante suo Figlio e la sua Santa Madre Maria. 
Maria fu preservata dal peccato originale e da ogni altro peccato perché in Lei doveva incarnarsi Gesù Cristo,  Signore di ogni santità. La lettera agli Efesini afferma che il mistero dell’Immacolata, riguarda tutta l’umanità. Tutti, infatti, siamo stati scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a Dio, nella carità, predestinati a essere suoi figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel suo Figlio amato. 
Che cosa possiamo desiderare di più? Fin dall’eternità, il Padre unì a Maria e a quanti credono nel suo Figlio: la grazia, la vita eterna, la santità, la Risurrezione, la beatitudine e la gloria. La solennità dell’Immacolata ci conferma che questo è già il nostro presente e sarà il nostro splendido futuro. Da ciò deriva il nostro dovere di contribuire a far accogliere da tutta l’umanità lo splendido progetto d'amore e di felicità che le Persone Divine ci hanno preparato. 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


La prima orazione ci fa chiedere al Padre, per l’intercessione della Vergine Immacolata, di potergli andare incontro in santità e purezza di spirito: “O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine  hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito”.

Nell’offrire a Dio il nostro sacrificio di salvezza ricordiamoci di chiedere sempre al Padre che, per l’intercessione della Vergine Immacolata, possiamo essere liberati da ogni colpa: “Accetta, Signore, il sacrificio di salvezza che ti offriamo nella festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria e come noi la riconosciamo preservata per tua grazia da ogni macchia di peccato, così, per sua intercessione, fa’ che siamo liberati da ogni colpa”.

Per guarire dalle ferite delle colpe dalle quali il Padre preservò l’Immacolata Concezione chiediamo al Signore che operi pienamente in noi il sacramento che abbiamo ricevuto: “Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, guarisca in noi le ferite di quella colpa da cui, per singolare privilegio, hai preservato la beata Vergine Maria, nella sua Immacolata Concezione”. 

P. Gualberto Gismondi ofm

Commento CCC a YouCat Domanda n. 353 – Parte V.



YOUCAT Domanda n. 353 – Parte V. Perché adorare Dio?


(Risposta Youcat – ripetizione) Adoriamo Dio perché egli esiste, e perché onorarlo e adorarlo sono la risposta adeguata alla sua presenza. «Il Signore tuo Dio adorerai, e a lui solo renderai culto» (Mt 4, 10).     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2105) Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda l'uomo individualmente e socialmente. E' “la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l'unica Chiesa di Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 1]. Evangelizzando senza posa gli uomini, la Chiesa si adopera affinché essi possano “informare dello spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture della comunità” [Conc. Ecum. Vat. II, Apostolicam actuositatem, 13] in cui vivono. Il dovere sociale dei cristiani è di rispettare e risvegliare in ogni uomo l'amore del vero e del bene. Richiede loro di far conoscere il culto dell'“unica vera religione che sussiste nella Chiesa cattolica ed apostolica” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 1]. I cristiani sono chiamati ad essere la luce del mondo [Conc. Ecum. Vat. II, Apostolicam actuositatem, 13]. La Chiesa in tal modo manifesta la regalità di Cristo su tutta la creazione e in particolare sulle società umane [Leone XIII, Lett. enc. Immortale Dei; Pio XI, Lett. enc. Quas primas].      

Per meditare

(Commento Youcat) Adorare Dio è nell'interesse dell'uomo, perché lo rende libero dal servizio alle potenze di questo mondo. Quando non viene più adorato Dio, quando egli non è più il Signore della vita e della morte, altri ne prendono il posto e mettono a repentaglio la dignità umana.

 (Commento CCC) (CCC 2135) “Adora il Signore Dio tuo” (Mt 4,10). Adorare Dio, pregarlo, rendergli il culto che a lui è dovuto, mantenere le promesse e i voti che a lui si sono fatti, sono atti della virtù della religione, che esprimono l'obbedienza al primo comandamento.     

(Prossima domanda: Si possono costringere gli uomini alla fede in Dio?)

lunedì 5 dicembre 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 353 – Parte IV.



YOUCAT Domanda n. 353 – Parte IV. Perché adorare Dio?


(Risposta Youcat – ripetizione) Adoriamo Dio perché egli esiste, e perché onorarlo e adorarlo sono la risposta adeguata alla sua presenza. «Il Signore tuo Dio adorerai, e a lui solo renderai culto» (Mt 4, 10).     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2103) La Chiesa riconosce un valore esemplare ai voti di praticare i consigli evangelici [CIC canone 654]: “Si rallegra la Madre Chiesa di trovare nel suo seno molti uomini e donne, che seguono più da vicino l'annientamento del Salvatore e più chiaramente lo mostrano, abbracciando la povertà nella libertà dei figli di Dio e rinunciando alla propria volontà: essi, cioè, in ciò che riguarda la perfezione, si sottomettono a un uomo per Dio, al di là della stretta misura del precetto, al fine di conformarsi più pienamente a Cristo obbediente” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 42]. In certi casi, la Chiesa può, per congrue ragioni, dispensare dai voti e dalle promesse [CIC canoni 692. 1196-1197].     

Per meditare

(Commento Youcat) Adorare Dio è nell'interesse dell'uomo, perché lo rende libero dal servizio alle potenze di questo mondo. Quando non viene più adorato Dio, quando egli non è più il Signore della vita e della morte, altri ne prendono il posto e mettono a repentaglio la dignità umana.    

 (Commento CCC) (CCC 2104) “Tutti gli uomini sono tenuti a cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, ad abbracciarla e custodirla” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 1]. E' un dovere che deriva dalla “stessa natura” degli uomini [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 2]. Non si contrappone ad un “sincero rispetto” per le diverse religioni, le quali “non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini” [Conc. Ecum. Vat. II, Nostra aetate, 2], né all'esigenza della carità, che spinge i cristiani “a trattare con amore, prudenza e pazienza gli uomini che sono nell'errore o nell'ignoranza circa la fede” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 14].  

(Continua la domanda: Perché adorare Dio?)