Spirito e Vita

lunedì 19 febbraio 2018

Commento CCC a YouCat Domanda n. 509 – Parte I. + Lunedì 1ª sett. di Quaresima



YOUCAT Domanda n. 509 – Parte I. La preghiera non è forse una fuga di fronte alla realtà?


(Risposta Youcat) Chi prega non fugge di fronte alla realtà, ma piuttosto apre gli occhi su tutta la realtà e riceve da Dio onnipotente la forza di resistere di fronte ad essa.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2730) Positivamente, la lotta contro il nostro io possessivo e dominatore è la vigilanza, la sobrietà del cuore. Quando Gesù insiste sulla vigilanza, essa è sempre relativa a lui, alla sua venuta nell'ultimo giorno ed ogni giorno: “Oggi”. Lo Sposo viene a mezzanotte; la luce che non deve spegnersi è quella della fede: “Di Te ha detto il mio cuore: cercate il suo Volto” (Sal 27,8). 

Per meditare

(Commento Youcat) La preghiera è come il distributore di benzina da cui si riceve gratuitamente energia per lunghi viaggi e per sfide estreme; pregare non estranea dalla realtà, ma aiuta a penetrare più a fondo in essa; non ruba tempo, ma raddoppia quello che ancora rimane e lo colma di significato.

(Commento CCC) (CCC 2731) Un'altra difficoltà, specialmente per coloro che vogliono sinceramente pregare, è l'aridità. Fa parte dell'orazione nella quale il cuore è insensibile, senza gusto per i pensieri, i ricordi e i sentimenti anche spirituali. E' il momento della fede pura, che rimane con Gesù nell'agonia e nella tomba. “Il chicco di grano, […] se muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). Se l'aridità è dovuta alla mancanza di radice, perché la Parola è caduta sulla pietra, il combattimento rientra nel campo della conversione [Lc 8,6; 8,13].    

(Continua la domanda: La preghiera non è forse una fuga di fronte alla realtà?) 


Lunedì


La prima lettura ricorda i comportamenti di giustizia che il Signore insegnò al suo popolo degli inizi come Legge dell’Antica Alleanza. Il Vangelo presenta i comportamenti dell’amore o carità che Gesù insegna al suo popolo come Legge della Nuova Allenza.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Lv 19, 1-2.11-18: 1Il Signore parlò a Mosè e disse: 2"Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: "Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. 11Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo. 12Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore. 13Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. 14Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore. 15Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. 16Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore. 17Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. 18Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.

Mt25, 31-46: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 31“Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". 37Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". 40E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". 44Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". 45Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna".

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il fondamento della Legge dell’Antica Alleanza, data da Dio agli Israeliti, per mezzo di Mosè, è: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo”. Attorno a quest’esigenza di santità si muovono tutte le altre. 
In primo luogo vi sono i  mali e i peccati da evitare: non rubare, né usare inganno o menzogna a danno del prossimo, non giurare il falso; non opprimere né spogliare il prossimo di ciò che è suo; non trattenere il salario del bracciante fino al mattino dopo; non commettere ingiustizia in giudizio né trattare con parzialità il povero o fare preferenze al potente; non spargere calunnie fra il popolo, né cooperare alla morte del prossimo; non covare odio, né vendicarsi, né serbare rancore contro il prossimo. 
Vengono poi i comportamenti giusti da attuare sempre. Essi comportano il dovere di rimproverare il prossimo, quando è necessario, per non caricarsi dei suoi peccati. Vi è poi il giudicare il prossimo con giustizia e amarlo come se stessi. 
Per ben quattro volte le proibizioni e i comandamenti sono introdotti o conclusi dalla solenne motivazione: “Io sono il Signore”. Anche tutti i rapporti: personali, sociali, giuridici ed economici vanno compiuti santamente dice il Signore: “perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo”. 
Nel Vangelo, Gesù perfeziona l’Antica Legge con i precetti dell’amore concreto e della carità operosa verso il prossimo, che sono tipici della Legge della Nuova Allenza: dar da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete, accogliere chi è straniero, vestire chi è nudo, visitare chi è malato o in carcere. 
Gesù considera fatto a lui tutto quello che facciamo anche a uno solo di questi suoi fratelli più piccoli, e considera negato a lui tutto quello che non facciamo a uno solo di essi. Tutti i giusti che attuano l’amore e la carità verso il prossimo, andranno alla vita eterna, gli altri, invece, andranno al supplizio eterno.

Riflessione 


Qual è il fondamento della Legge dell’Alleanza data a Israele nell’Antico Testamento?

Qual è il fondamento della Legge della Nuova Alleanza dataci da Gesù?

Perché Gesù considera fatto a lui ciò che facciamo a uno solo dei suoi fratelli più piccoli?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Convertici a te, o Padre, nostra salvezza, e formaci alla scuola della tua sapienza, perché l’impegno quaresimale lasci una traccia profonda nella nostra vita”.

sabato 17 febbraio 2018

1ª Dom di Quaresima B: Ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti



1ª Dom di Quaresima B: Ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti


L’orazione di questa prima Domenica di Quaresima invoca dal Signore la capacità di ascoltare la sua parola, per poter disporre i nostri cuori a una vera conversione.

Ascoltiamo la Parola


Gen 9, 8-15: 8Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: 9"Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, 10con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca, con tutti gli animali della terra. 11Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra". 12Dio disse: "Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. 13Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra. 14Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi, 15ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne.

1Pt 3, 18-22: Carissimi 18Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. 19E nello spirito andò a portare l'annuncio anche alle anime prigioniere, 20che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua. 21Quest'acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. 22Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

Mc 1, 12-15: In quel tempo, 2lo Spirito sospinse Gesù nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo".

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


La prima lettura presenta l’alleanza di Dio con Noè. La prima alleanza Dio l’aveva fatta con Adamo, creato a sua immagine e somiglianza, che però la infranse. 
Dio paziente e misericordioso, ne fece una seconda, con Noè, chiamata “noaica”, e “universale”, perché estesa a tutte le “nazioni”, ossia a tutta l’umanità peccatrice, per tutte le generazioni. 
A queste “alleanze” seguirono quelle stipulate col patriarca Abramo e infine coll’intero popolo sul monte Sinai. 
Dio promise a Noè, figli e  discendenti: “ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra". 
Nella seconda lettura, S. Pietro ricorda ai primi cristiani l’alleanza con Noè e Dio che, nella sua magnanimità, pazientò mentre si fabbricava l'arca, che salvò dall'acqua solo poche persone. 
L’acqua del battesimo di Gesù Cristo, invece, salva tutti, conferendo la sua grazia, in virtù della risurrezione di lui, giusto per gli ingiusti, messo a morte nel corpo per i nostri peccati, ma sempre vivo nello Spirito. 
Il Vangelo presenta Gesù che, attuando la salvezza, respinge le tentazioni di Satana e vive in mezzo alle bestie selvatiche mentre gli angeli lo servono. Questa bellissima immagine indica l’armonia che il Padre aveva creato per Adamo ed Eva, ossia per l’intera umanità, aspettandosi obbedienza. 
Il Signore e Creatore, infatti, aveva preordinato tutto ciò che portava pace in tutta la terra, nel creato e fra cielo e terra. Col peccato originale Adamo impedì tutto ciò. 
Il nuovo Adamo, ossia Gesù Cristo, con la sua obbedienza al Padre ha riportato il regno di Dio vicino a noi e a nostra portata. Ora Gesù, salito alla destra del Padre, esercita la sua sovranità su tutti gli angeli e le potenze del cielo. 
Per ricondurci tutti a Dio e nel suo Regno c’insegna come pentirci dei nostri peccati, convertirci, credere nella sua parola e nel suo Vangelo. 

Riflessione 


Che cosa promise Dio a Noè e ai suoi figli? 

Perché Cristo è morto una volta per sempre per i nostri peccati, giusto per gli ingiusti? 

Che cosa proclamava Gesù nella Galilea?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa


Dio paziente e misericordioso, che rinnovi nei secoli la tua alleanza con tutte le generazioni, disponi i nostri cuori all’ascolto della tua parola, perché in questo tempo che tu ci offri si compia in noi la vera conversione”.

venerdì 16 febbraio 2018

Commento CCC a YouCat Domanda n. 508 – Parte II. + Venerdì dopo le ceneri.



   

YOUCAT Domanda n. 508 – Parte II. Perché talvolta, durante la preghiera, non si sente nulla o si prova addirittura una sorta di avversione contro la preghiera?


(Risposta Youcat – ripetizione) La distrazione durante la preghiera, La sensazione di vuoto o di aridità interiore o addirittura l'avversione contro la preghiera sono esperienze che fa chiunque preghi; perseverare con fedeltà è in questi casi già una preghiera.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2729) La difficoltà abituale della nostra preghiera è la distrazione. Può essere relativa alle parole e al loro senso, nella preghiera vocale; può invece riguardare, più profondamente, colui che preghiamo, nella preghiera vocale (liturgica o personale), nella meditazione e nella preghiera contemplativa. Andare a caccia delle distrazioni equivarrebbe a cadere nel loro tranello, mentre basta tornare al nostro cuore: una distrazione ci rivela ciò a cui siamo attaccati, e questa umile presa di coscienza davanti al Signore deve risvegliare il nostro amore preferenziale per lui, offrendogli risolutamente il nostro cuore, perché lo purifichi. Qui si situa il combattimento: nella scelta del Padrone da servire [Mt 6,21.24].    

Per meditare

(Commento Youcat) È noto che santa Teresa di Lisieux non riuscì per un lungo periodo di tempo a sentire la benché minima traccia dell'amore di Dio; poco prima della morte, durante la notte la sorella Celine andò a trovarla e la trovò con le mani conserte. «Che fai? Dovresti cercare di dormire», le disse Celine. «Non ci riesco, soffro troppo. Però prego» fu la risposta di Teresa. «E cosa dici a Gesù?». «Io non gli dico niente, lo amo».  

(Commento CCC) (CCC 2736) Siamo convinti che “nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare” (Rm 8,26)? Chiediamo a Dio “i beni convenienti”? Il Padre nostro sa di quali cose abbiamo bisogno, prima che gliele chiediamo [Mt 6,8], ma aspetta la nostra domanda perché la dignità dei suoi figli sta nella loro libertà. Pertanto è necessario pregare con il suo Spirito di libertà, per poter veramente conoscere il suo desiderio [Rm 8,27]. 

(Prossima domanda: La preghiera non è forse una fuga di fronte alla realtà?)


Venerdì dopo le Ceneri


Il Signore dice a Isaia di annunciare che ciò che rende validi digiuno, elemosine e preghiere sono la carità e l’amore. Gesù risponde ai discepoli di Giovanni Battista e ai farisei che i suoi discepoli non possono far lutto né digiunare finché lo sposo, ossia lui stesso, è con loro.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Is 58,1-9: Così dice il Signore: 1Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce come il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati. 2Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: 3"Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?". Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. 4Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. 5È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore? 6Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? 7Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? 8Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. 9Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!".

Mt 9, 14-15: In quel tempo, 14si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: "Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?". 15E Gesù disse loro: "Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.

Meditiamo con lo Spirito Santo


In ogni pratica penitenziale e religiosa vi è il pericolo che s’introducano orgoglio ed egoismo. Per questo Isaia annuncia che digiuno, elemosine e preghiere sono validi soltanto come espressioni di carità e amore. 
Il popolo chiede giudizi giusti e vuole la vicinanza di Dio, ma non compie opere buone, col pretesto che Dio non le vede né le conosce. 
Il Signore risponde, elencando i loro peccati. Nei giorni di digiuno curano i propri affari, angariano i loro operai, litigano e altercano, si colpiscono con pugni iniqui e fanno gungere in alto un gran chiasso. Inoltre, osano chiamare digiuno e gesti graditi al Signore esteriorità come piegare il capo come un giunco o usare sacco e cenere per letto. 
Il Signore, invece, vuole come digiuno: sciogliere le catene inique, affrancare dai legami ingiusti, liberare gli oppressi, spezzare ogni schiavitù, dividere il pane con gli affamati, introdurre in casa miseri e senza tetto, vestire chi è nudo, non trascurare i propri parenti. 
Solo facendo ciò, la loro luce sorgerà come aurora, le loro ferite rimargineranno, la giustizia camminerà davanti a loro e la gloria del Signore li seguirà. 
Allora, quando invocheranno o imploreranno aiuto, il Signore risponderà: "Eccomi!". 
Nel Vangelo Gesù eleva il discorso sul digiuno e le pratiche penitenziali a un livello ancora più elevato. I suoi amici e gli invitati alle sue nozze non possono far lutto né digiuno poiché egli, che è lo sposo, è vicino. Li faranno quando lo sposo sarà loro tolto. Con queste parole Gesù allude alla propria morte in croce, alla quale, però, seguirà la sua risurrezione. 

Riflessione 


Quali condizioni rendono validi e graditi a Dio il digiuno, le elemosine e le preghiere? 

Qual è il digiuno che il Signore vuole vamente?  

Perché i suoi amici e gli invitati alle sue nozze non devono né possono digiunare?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammno penitenziale, perché all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito”.

giovedì 15 febbraio 2018

Commento CCC a YouCat Domanda n. 508 – Parte I. + Giovedì dopo le ceneri.



YOUCAT Domanda n. 508 – Parte I. Perché talvolta, durante la preghiera, non si sente nulla o si prova addirittura una sorta di avversione contro la preghiera?


(Risposta Youcat) La distrazione durante la preghiera, la sensazione di vuoto o di aridità interiore o addirittura l'avversione contro la preghiera sono esperienze che fa chiunque preghi; perseverare con fedeltà è in questi casi già una preghiera.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2735) Una constatazione dovrebbe innanzi tutto sorprenderci. Quando lodiamo Dio o gli rendiamo grazie per i suoi benefici in generale, noi non ci preoccupiamo affatto di sapere se la nostra preghiera gli è gradita. Invece abbiamo la pretesa di vedere il risultato della nostra domanda. Qual è, dunque, l'immagine di Dio che motiva la nostra preghiera: un mezzo di cui servirci oppure il Padre del Signore nostro Gesù Cristo? 

Per meditare

(Commento Youcat) È noto che santa Teresa di Lisieux non riuscì per un lungo periodo di tempo a sentire la benché minima traccia dell'amore di Dio; poco prima della morte, durante la notte la sorella Celine andò a trovarla e la trovò con le mani conserte. «Che fai? Dovresti cercare di dormire», le disse Celine. «Non ci riesco, soffro troppo. Però prego» fu la risposta di Teresa. «E cosa dici a Gesù?». «Io non gli dico niente, lo amo».  

(Commento CCC) (CCC 2737) “Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri” (Gc 4,2-3; 1,5-8; 4,1-10; 5,16). Se noi chiediamo con un cuore diviso, adultero [Gc 4,4], Dio non ci può esaudire, perché egli vuole il nostro bene, la nostra vita. “O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi?” (Gc 4,5). Il nostro Dio è “geloso” di noi, e questo è il segno della verità del suo amore. Entriamo nel desiderio del suo Spirito e saremo esauditi: “Non rammaricarti se non ricevi subito da Dio ciò che gli chiedi; egli vuole beneficiarti molto di più, per la tua perseveranza nel rimanere con lui nella preghiera” [Evagrio Pontico, De oratione, 34: PG 79, 1173]. Egli vuole “che nella preghiera si eserciti il nostro desiderio, in modo che diventiamo capaci di ricevere ciò che egli è pronto a darci” [Sant'Agostino, Epistula 130, 8, 17: PL 33, 500].

(Continua la domanda: Perché talvolta, durante la preghiera, non si sente nulla o si prova addirittura una sorta di avversione contro la preghiera?) 


Giovedì dopo le Ceneri


La prima lettura ricorda all’uomo che Dio lo ha creato libero, quindi, può scegliere di agire secondo il volere divino oppure fuori e contro esso. Rimane, perciò, responsabile del proprio bene o male. Nel Vangelo Gesù annuncia a tutti quanti lo seguono che salveranno la propria vita. 

Ascoltiamo la Parola di Dio


Dt 30, 15-20: Mosè parlò al popolo e disse: 15“Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. 16Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. 17Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. 19Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, 20amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe".

Lc 9, 22-25: In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 22"Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno".23Poi, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. 24Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. 25Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?

Meditiamo con lo Spirito Santo


Con un linguaggio tipicamente biblico, Mosè spiega al popolo ciò che Dio gli chiede: amarlo, seguire la sua voce, servirlo, camminare nelle sue vie, osservare i suoi comandamenti, leggi e norme, soprattutto non servire né prostrarsi ad altri dèi. 
Dio non costringe nessuno, ma mostra qual è la via della vita e delle benedizioni divine, descrivendola con immagini significative, come: abitare in pace nella propra terra, godere una lunga vita, avere ampia discendenza. 
Invece, allontanarsi dalla sua volontà, non ascoltarlo, volgersi indietro, separare il proprio cuore da lui, significa percorrere le vie di morte e di maledizione, perire, non avere vita lunga, non vivere in pace nel paese in cui il Signore ci ha fatto entrare. 
Come ha giurato ai nostri padri: Abramo, Isacco e Giacobbe, Dio sarà sempre la fonte di ogni nostro bene. 
Il Vangelo presenta Gesù che dichiara ai suoi discepoli ciò che lo attende: soffrire molto, essere rifiutato da anziani, capi dei sacerdoti e scribi, venir messo a morte. Il terzo giorno, però, risorgerà. 
A tutti dice chiaramente che chi vuole seguirlo deve rinnegare se stesso, prendere la sua croce ogni giorno e andar dietro a lui, perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa sua, la salverà. 
Infine propone a tutti la domanda decisiva: quale vantaggio abbiamo a guadagnare anche il mondo intero, se perdiamo o roviniamo noi stessi? Questa domanda ci pone sulla strada giusta, perché ci mette in guardia dalle illusioni delle vie facili e dei vantaggi e successi immediati. 
La salvezza è una via faticosa per noi, come fu faticosa la vita di Gesù, che soffrì e fu ingiustamente ucciso. Solo morendo così, però, poteva risorgere. Infatti, il terzo giorno risuscitò veramente, non solo per se stesso ma per far risorgere tutti noi. 
Seguendolo, quindi, non sbagliamo né sbaglieremo mai: ma viviamo, moriamo, risorgeremo e vivremo per sempre con lui.  

Riflessione 


Perché seguire la volontà di Dio è per tutti la via della vita e delle benedizioni?

Perché Gesù rivela ai discepoli che soffrirà, sarà rifiutato, ucciso e il terzo giorno risorgerà?

Perché Gesù dice: “chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua?”

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Ispira le nostre azioni, Signore, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento.