Spirito e Vita

sabato 19 gennaio 2019

II Domenica Tempo Ordinario C: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela"


II Domenica Tempo Ordinario C: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela"


Isaia usa le immagini nuziali per esprimere la profonda unione di Dio col suo popolo, che ha salvato e redento. Il Vangelo presenta la festa nuziale in cui Gesù, cambiando l’acqua in vino,  anticipa il momento di compiere segni, manifestare la sua gloria e suscitare la fede in lui.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


(Is 62, 1-5): 1Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. 2Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà. 3Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. 4Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. 5Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.  

(1Cor 12, 4-11):  Fratelli, 4vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 8a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; 9a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; 10a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. 11Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.  

(Gv 2, 1-11): In quel tempo, 1vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". 4E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". 5Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". 6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto". Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora". 11Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Meditiamo con lo Spirito Santo  


Nella prima lettura, il profeta Isaia usa alcune immagini gioiose e gloriose, per descrivere grandi realtà divine: il re glorioso, ossia il Signore, che celebra le nozze con la sua sposa; Gerusalemme, sulla quale fa’ sorgere la giustizia e risplendere la salvezza; genti e re che vedranno questa giustizia e la sua gloria. 
Il Signore porrà in Sion la sua delizia, la chiamerà col nome nuovo “Mia Gioia” e le donerà corona sfolgorante e diademi splendidi. Dio stringe col suo nuovo popolo, la sua Chiesa, la Nuova Alleanza di salvezza. 
In essa, mediante la grazia donataci nel suo Figlio Gesù, nostro Salvatore e Redentore, attuerà un rapporto d’amore paterno e di amicizia divina con ogni persona. 
La seconda lettura mostra che i doni indicati nella prima sono realtà spirituali e soprannaturali. Il primo di essi è lo Spirito Santo che opera tutto in tutti, unica fonte di: carismi e ministeri: sapienza; conoscenza; fede; guarigioni; miracoli; profezie; discernimento degli spiriti; dono delle lingue e loro interpretazione. 
Con essi il Signore edifica continuamente la sua Chiesa. 
Il Vangelo presenta la festa di nozze a Cana, ove Gesù muta l’acqua in vino. 
Maria, sua madre, si accorge che gli sposi non hanno più vino e ne parla a Gesù. Egli le fa presente che non è ancora giunta l’ora di compiere “segni”, manifestare la sua gloria e suscitare la fede nei suoi discepoli. È l’intervento di Maria, quindi, che spinge Gesù ad anticiparli. 
Ella ottiene tale anticipo con la sua intercessione, che continua sempre per tutta l’umanità e per ciascuno di noi. 
Ella ci dice: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". La Madre di Dio ha fatto fino in fondo tutto quello che Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo le ha detto. Per questo tutte le generazioni la chiamano beata. Imitiamola anche noi per essere beati.

Riflessione


Che cosa significano le immagini del re vittorioso e glorioso e di Gerusalemme sua sposa?

Quali sono i doni preziosi che il Signore fa al suo popolo e a quanti hanno fede in lui?

Che cosa c’insegna l’intercessione di Maria che fa “anticipare l’ora” del suo Figlio?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


O Dio, che nell’ora  della croce hai chiamato l’umanità a unirsi a Cristo, sposo e Signore, fa’ che in questo convito domenicale la santa Chiesa sperimenti la forza trasformatrice del suo amore, e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne”.

venerdì 18 gennaio 2019

Venerdì 1ª settimana Tempo Ordinario


Venerdì 1ª settimana Tempo Ordinario


Nella Scrittura il termine “riposo” indica: pace e comunione con Dio e i fratelli, beatitudine e vita eterna. Esso fu sempre promesso da Dio al suo popolo. Il Vangelo mostra Gesù dedito al bene sia spirituale che fisico dell’uomo. La sua grazia risana peccatori e malati.

Ascoltiamo la Parola 


(Eb 4, 1-5.11): Fratelli, 1dovremmo avere il timore che, mentre rimane ancora in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. 2Poiché anche noi, come quelli, abbiamo ricevuto il Vangelo: ma a loro la parola udita non giovò affatto, perché non sono rimasti uniti a quelli che avevano ascoltato con fede. 3Infatti noi, che abbiamo creduto, entriamo in quel riposo, come egli ha detto: Così ho giurato nella mia ira: non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. 4Si dice infatti in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere. 5E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! 5.11Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

(Mc 2,1-12): Gesù 1entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. 3Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. 4Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati".  6Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: 7"Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". 8E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? 9Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? 10Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, 11dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua". 12Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


Nella Scrittura il termine “riposo” indica una quantità di beni spirituali che già nell’Antica Alleanza, Dio promise molte volte al suo popolo. Essi comprendevano: la pace e la comunione con Lui e con i fratelli, la beatitudine e la vita eterna.  
La Lettera agli Ebrei mostra gran sollecitudine perché non accada che anche nel nuovo popolo di Dio alcuni se ne escludano. 
Nell’antico popolo di Dio, infatti, quelle promesse non giovarono affatto a quanti, pur avendole udite, non ascoltavano con fede la parola del Signore. 
Nessuno di noi, quindi, se ne escluda, commettendo gli stessi peccati d’incredulità e disobbedienza. Anche noi, infatti, pur avendo ricevuto le parole e le promesse del Vangelo, dobbiamo credervi per entrare nel “riposo” di Dio. 
Il Vangelo mostra Gesù sempre assiduo nell’annunciare la Parola e guarire gli ammalati. La folla è tale che alcuni, perché possa guarire un paralitico, fanno un’apertura nel tetto e lo calano davanti a lui. 
Gesù ammirato per la loro fede dice al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati". Gli scribi allora pensano che Gesù bestemmi, perché solo Dio può perdonare i peccati. 
Gesù, che legge nei loro cuori, domanda loro se sia più facile perdonare i peccati o guarire un paralitico. 
Poi, perché tutti sappiano che ha il potere di perdonare i peccati dice, al paralitico: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. 
Subito il paralitico si alza e fa quanto gli dice Gesù. Tutta la folla è meravigliata ed entusiasta, e loda Dio: dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!”. 
Queste parole saranno ripetute molte altre volte dalle folle sempre più meravigliate.

Riflessione


Che cosa significa la promessa di Dio al suo popolo, di “entrare nel suo riposo”?

Perché nella “Antica Alleanza” alcuni non entrarono nel riposo promesso da Dio? 

Perché Gesù dice al paralitico: Àlzati, prendi la tua barella e cammina” e questi obbedisce?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


Dio della libertà e della pace, che nel perdono dei peccati ci doni il segno della creazione nuova, fa’ che tutta la nostra vita riconciliata nel tuo amore, diventi lode e annunzio della tua misericordia”.

giovedì 17 gennaio 2019

Giovedì 1ª settimana Tempo Ordinario


Giovedì 1ª settimana Tempo Ordinario


La prima lettura ripete l’invito dell’antico Salmo a non indurire il cuore alla voce del Signore e ci esorta a non ostinarci nei peccati, ma ad aver fiducia in lui. Il Vangelo mostra Gesù che guarisce un povero lebbroso che gli chiede di purificarlo.

Ascoltiamo la Parola 


(Eb 3, 7-14): Fratelli, 7come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, 8non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, il giorno della tentazione nel deserto, 9dove mi tentarono i vostri padri mettendomi alla prova, pur avendo visto per quarant'anni le mie opere. 10Perciò mi disgustai di quella generazione e dissi: hanno sempre il cuore sviato. Non hanno conosciuto le mie vie. 11Così ho giurato nella mia ira: non entreranno nel mio riposo. 12Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. 13Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. 14Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall'inizio.

(Mc 1, 40-45): In quel tempo, 40venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!". 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!". 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: "Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro". 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


La prima lettura ricorda come molte volte, nell’Antico Testamento, Israele indurì il proprio cuore alla voce del Signore, ribellandosi ai suoi inviti, tentandolo ripetutamente nel deserto e mettendolo alla prova in mille modi, pur avendo sperimentato per quarant'anni i suoi interventi benefici e le sue opere salvifiche. 
Quella generazione dal cuore sviato non conosceva le sue vie, ma lo disgustò al punto di suscitarne l’ira, per cui non entrò nel suo riposo. 
La Lettera agli Ebrei perciò invita il nuovo popolo di Dio a non avere un cuore perverso e senza fede, che lo allontani dal Dio vivente. Raccomanda, invece, di esortarci a vicenda ogni giorno, per non lasciarci sedurre dal peccato né ostinarci in esso, essendo ormai diventati partecipi di Cristo. 
Il Vangelo mostra un povero lebbroso che supplica Gesù di purificarlo: "Se vuoi, puoi purificarmi!". La Legge proibiva di toccare e avvicinare i lebbrosi. Gesù, invece, sentendone compassione, lo avvicina, lo tocca e gli dice: "Lo voglio, sii purificato!"
guarendolo all’istante. 
Gli comanda poi di non parlarne a nessuno, ma di mostrarsi al sacerdote e fare ciò che Mosè ha prescritto. 
Il lebbroso, invece, proclama ovunque quanto il Signore gli ha fatto, tanto che Gesù non può più entrare pubblicamente in una città, per l’entusiasmo delle folle, ma deve rimanerne fuori e fermarsi in luoghi deserti. Nonostante ciò, le folle continuano ad accorrere da ogni parte per venire a lui.

Riflessione 


Che cosa dice la Lettera agli Ebrei sul comportamento dell’antico popolo di Dio nel deserto?

Che cosa chiede a Gesù il lebbroso che lo supplicava in ginocchio?

Sentendone compassione, che cosa dice e che cosa fa Gesù nei suoi confronti?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati, che nel tuo Figlio unigenito ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole verso coloro che gemono nell’oppressione e nel pianto, ascolta il grido della nostra preghiera: fa’ che tutti gli uomini riconoscano in lui la tenerezza del tuo amore di Padre e si mettano in cammino verso di te”.

mercoledì 16 gennaio 2019

Mercoledì 1ª settimana Tempo Ordinario


Mercoledì 1ª settimana Tempo Ordinario 


Gesù Salvatore universale sperimentò tutti i limiti e le sofferenze umane, compresa la morte. Per questo la sua misericordia non ci abbandona mai. Anche il Vangelo lo mostra mentre guarisce molti, affetti da varie malattie.

Ascoltiamo la Parola 


(Eb 2, 14-18): Fratelli, 14poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, 15e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. 16Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. 17Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. 18Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

(Mc 1, 29-39): In quel tempo, Gesù, 29uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. 32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. 35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: "Tutti ti cercano!". 38Egli disse loro: "Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!". 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


La Lettera agli Ebrei ricorda che Cristo divenne partecipe della nostra vita umana per ridurre all'impotenza il potere del demonio e della morte. 
Mediante la sua morte redentrice Gesù ci ha liberati non solo dalla morte ma anche dal timore di essa, di cui tutti eravamo schiavi. 
Egli, sommo sacerdote misericordioso, si rese simile a tutti noi, suoi fratelli in tutto, allo scopo di espiare i nostri peccati, diventando degno di fede in tutte le cose che riguardano Dio. 
Infatti, Egli è in grado di venire in aiuto in tutto a quelli che subiscono la prova, proprio perchè egli stesso si sottomise alla prova e soffrì personalmente. 
Gesù, infatti, in tutta la sua vita, si è continuamente chinato sulle nostre miserie e necessità. 
Il Vangelo mostra la concretezza di questa realtà. Egli entra nella casa di Pietro e ne guarisce la suocera prendendola per mano. Ella si alza e si mette subito a servire lui e gli Apostoli. 
Dopo il tramonto tutta la città si riunisce davanti alla porta della casa e gli portano tutti i malati e gli indemoniati. 
Gesù guarisce quanti sono affetti da malattie e scaccia numerosi demòni. Non permette loro, però, spiriti di menzogna, di riconoscerlo. 
Nonostante le fatiche, al mattino molto presto, quando è ancora buio, si alza e si ritira da solo in un luogo deserto a pregare. 
La sua forza, infatti risiede tutta nella sua costante unione col Padre. I suoi discepoli lo cercano e appena lo trovano gli dicono: "Tutti ti cercano!". 
Gesù, però, risponde che deve andare anche negli altri villaggi ad annunciare il vangelo, perché è venuto per questo. 
Percorre, quindi, tutta la Galilea, predicando nelle sinagoghe e scacciando demòni. Egli è il vero sommo sacerdote, misericordioso, che non ci lascia mai soli e ci sana.

Riflessione


In che modo il Figlio di Dio divenne partecipe della nostra natura umana?

Perché Gesù guarisce molti affetti da differenti malattie e scaccia numerosi demòni?

Perché Gesù si alzava molto al presto mattino e si ritirava  in luoghi deserti a pregare?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto”.