giovedì 17 maggio 2007

Matteo 22,34-40 Il più grande comandamento

Il più grande comandamento
(Mt 22,34-40) Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: "Maestro qual è il più grande comandamento della legge?". Gli rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti". (CCC n. 2055) [...] Il Decalogo deve essere interpretato alla luce di questo duplice ed unico comandamento della carità, pienezza della Legge (Mt 22,37-40; Dt 6,5; Lv 19,18). (CCC n. 1822) La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. (CCC n.1823) Gesù fa della carità il comandamento nuovo (Gv 13,34). Amando i suoi "sino alla fine" (Gv 13,1) egli manifesta l'amore che riceve dal Padre. Amandosi gli uni gli altri, i discepoli imitano l'amore di Gesù, che essi ricevono a loro volta. Per questo Gesù dice: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15,9). E ancora "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" (Gv 15,12). (CCC n. 1824) La carità, frutto dello Spirito e pienezza della Legge, osserva i comandamenti di Dio e del suo Cristo: "Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore" (Gv 15,9-10).

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