Lc 21, 7-19 Dolori e persecuzioni

(Lc 21, 7-19) Dolori e persecuzioni
[7] Gli domandarono: "Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?". [8] Rispose: "Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. [9] Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine". [10] Poi disse loro: "Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, [11] e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. [12] Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. [13] Questo vi darà occasione di render testimonianza. [14] Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; [15] io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. [16] Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; [17] sarete odiati da tutti per causa del mio nome. [18] Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. [19] Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”. (CCC 674) La venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia [Rm 11,31] al riconoscimento di lui da parte di “tutto Israele” (Rm 11,26; Mt 23,39) a causa dell'“indurimento di una parte” (Rm 11,25) nell'incredulità [Rm 11,20] verso Gesù. San Pietro dice agli Ebrei di Gerusalemme dopo la Pentecoste: “Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti” (At 3,19-21). E san Paolo gli fa eco: “Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione se non una risurrezione dai morti?” (Rm 11,15). “La partecipazione totale” degli Ebrei (Rm 11,12) alla salvezza messianica a seguito della partecipazione totale dei pagani [Rm 11,25; Lc 21,24] permetterà al Popolo di Dio di arrivare “alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13) nella quale “Dio sarà tutto in tutti” (1Cor 15,28). (CCC 676) L’impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può esser portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”, [Congregazione per la Dottrina della Fede, Decreto del 19 luglio 1944, De Millenarismo: DS, 3839] soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato “intrinsecamente perverso [Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris, che condanna il “falso misticismo” di questa “contraffazione della redenzione degli umili”; Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 20-21, [Ap 19,1-9].

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