Mc 10, 17-22 L’uomo ricco
(Mc 10, 17-22) L’uomo ricco
[17] Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?". [18] Gesù gli disse: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. [19] Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre". [20] Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza". [21] Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi". [22] Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. (CCC 2556) Il distacco dalle ricchezze è indispensabile per entrare nel Regno dei cieli. “Beati i poveri in spirito”. (CCC 2557) Il vero desiderio dell'uomo è: “Voglio vedere Dio”. La sete di Dio è estinta dall'acqua della vita eterna [Gv 4,14]. (CCC 2547) Il Signore apostrofa i ricchi, perché trovano la loro consolazione nell'abbondanza dei beni (Lc 6,24). “Il superbo cerca la potenza terrena, mentre il povero in spirito cerca il Regno dei cieli” [Sant'Agostino, De sermone Domini in monte, 1, 1, 3: PL 34, 1232]. L'abbandono alla Provvidenza del Padre del cielo libera dall'apprensione per il domani [Mt 6,25-34]. La fiducia in Dio prepara alla beatitudine dei poveri. Essi vedranno Dio. (CCC 2548 Il desiderio della vera felicità libera l'uomo dallo smodato attaccamento ai beni di questo mondo, per avere compimento nella visione e nella beatitudine di Dio. “La promessa di vedere Dio supera ogni felicità. Nella Scrittura, vedere equivale a possedere. Chi vede Dio, ha conseguito tutti i beni che si possano concepire” [San Gregorio di Nissa, Orationes de beatitudinibus, 6: PG 44, 1265A].