Mc 13, 1-4 Gesù annunzia la rovina del tempio
Marco capitolo 13°
(Mc 13, 1-4) Gesù annunzia la rovina del tempio[1] Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: "Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!". [2] Gesù gli rispose: "Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta". [3] Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: [4] "Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?". (CCC 586) Lungi dall'essere stato ostile al Tempio [Mt 8,4; 23,21; Lc 17,14; Gv 4,22] dove ha dato l'essenziale del suo insegnamento, [Gv 18,20] Gesù ha voluto pagare la tassa per il Tempio associandosi a Pietro, [Mt 17,24-27] che aveva posto come fondamento di quella che sarebbe stata la sua Chiesa [Mt 16,18]. Ancor più, egli si è identificato con il Tempio presentandosi come la dimora definitiva di Dio in mezzo agli uomini [Gv 2,21; Mt 12,6]. Per questo la sua uccisione nel corpo [Gv 2,18-22] annunzia la distruzione del Tempio, distruzione che manifesterà l'entrata in una nuova età della storia della salvezza: “È giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre” (Gv 4,21) [Gv 4,23-24; Mt 27,51; Eb 9,11; Ap 21,22].