giovedì 30 agosto 2012

Gaudium et spes n. 34 e commento CCC


34. Il valore dell'attività umana.

L’esercizio del proprio lavoro prolunga l'opera del Creatore

[n. 34c] Ciò vale anche per gli ordinari lavori quotidiani. Gli uomini e le donne, infatti, che per procurarsi il sostentamento per sé e per la famiglia esercitano il proprio lavoro in modo tale da prestare anche conveniente servizio alla società, possono a buon diritto ritenere che con il loro lavoro essi prolungano l'opera del Creatore, si rendono utili ai propri fratelli e donano un contributo personale alla realizzazione del piano provvidenziale di Dio nella storia (59).
Note: (59) Cf. GIOVANNI XXIII, Encicl. Pacem in terris: AAS 55 (1963), p. 297.

(CCC 564) Con la sua sottomissione a Maria e a Giuseppe, come pure con il suo umile lavoro durante i lunghi anni di Nazaret, Gesù ci dà l'esempio della santità nella vita quotidiana della famiglia e del lavoro. (CCC 1609) Nella sua misericordia, Dio non ha abbandonato l'uomo peccatore. Le sofferenze che derivano dal peccato, i dolori del parto [Gen 3,16], il lavoro “con il sudore del tuo volto” (Gen 3,19), costituiscono anche dei rimedi che attenuano i danni del peccato. Dopo la caduta, il matrimonio aiuta a vincere il ripiegamento su di sé, “l'egoismo”, la ricerca del proprio piacere, e ad aprirsi all'altro, all'aiuto vicendevole, al dono di sé.  

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