giovedì 27 settembre 2012

Gaudium et spes n. 40 e commento CCC



40. Mutua relazione tra Chiesa e mondo.

La Chiesa diffonde sul mondo la luce e la vita divina

[n. 40c] Tale compenetrazione di città terrena e città celeste non può certo essere percepita se non con la fede; resta, anzi, il mistero della storia umana, che è turbata dal peccato fino alla piena manifestazione dello splendore dei figli di Dio. Ma la Chiesa, perseguendo il suo proprio fine di salvezza, non solo comunica all'uomo la vita divina; essa diffonde anche in qualche modo sopra tutto il mondo la luce che questa vita divina irradia, e lo fa specialmente per il fatto che risana ed eleva la dignità della persona umana, consolida la compagine della umana società e conferisce al lavoro quotidiano degli uomini un più profondo senso e significato. Così la Chiesa, con i singoli suoi membri e con tutta intera la sua comunità, crede di poter contribuire molto a umanizzare di più la famiglia degli uomini e la sua storia.
(CCC 748) “Cristo è la luce delle genti, e questo sacro Concilio, adunato nello Spirito Santo, ardentemente desidera che la luce di Cristo, riflessa sul volto della Chiesa, illumini tutti gli uomini, annunziando il Vangelo a ogni creatura” [Conc. Vat. II, Cost dogm. Lumen gentium, 1]. Con queste parole si apre la “Costituzione dogmatica sulla Chiesa” del Concilio Vaticano II. Con ciò il Concilio indica che l'articolo di fede sulla Chiesa dipende interamente dagli articoli concernenti Gesù Cristo. La Chiesa non ha altra luce che quella di Cristo. Secondo un'immagine cara ai Padri della Chiesa, essa è simile alla luna, la cui luce è tutta riflesso del sole. (CCC 749) L'articolo sulla Chiesa dipende anche interamente da quello sullo Spirito Santo, che lo precede. “In quello, infatti, lo Spirito Santo ci appare come la fonte totale di ogni santità; in questo, il divino Spirito ci appare come la sorgente della santità della Chiesa” [Catechismo Romano, 1, 10, 1]. Secondo l'espressione dei Padri, la Chiesa è il luogo “dove fiorisce lo Spirito” [Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 35]. (CCC 750) Credere che la Chiesa è “Santa” e “Cattolica” e che è “Una” e “Apostolica” (come aggiunge il Simbolo niceno-costantinopolitano) è inseparabile dalla fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Nel Simbolo degli Apostoli professiamo di credere la santa Chiesa (“Credo […] Ecclesiam”), e non nella Chiesa, per non confondere Dio con le sue opere e per attribuire chiaramente alla bontà di Dio tutti i doni che egli ha riversato nella sua Chiesa [Catechismo Romano, 1, 10, 22].