sabato 17 ottobre 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 192 - Parte III.



 

YOUCAT Domanda n. 192 - Parte III. Può la Chiesa modificare e rinnovare la liturgia?


(Risposta Youcat ripetizione) Ci sono parti modificabili e parti immodificabili della Liturgia. Immodificabile è tutto ciò che è di origine divina, come ad esempio le parole di Gesù in occasione dell’ultima cena. Accanto a queste ci sono parti modificabili, che la Chiesa talvolta deve addirittura modificare. Il mistero di Cristo deve essere annunciato, celebrato e vissuto in tutti i tempi; per questo la liturgia deve corrispondere allo spirito e alla cultura di tutti i popoli.     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1203) Le tradizioni liturgiche, o riti, attualmente in uso nella Chiesa sono il rito latino (principalmente il rito romano, ma anche i riti di certe Chiese locali, come il rito ambrosiano o di certi Ordini religiosi) e i riti bizantino, alessandrino o copto, siriaco, armeno, maronita e caldeo. “Il sacro Concilio, in fedele ossequio alla tradizione, dichiara che la santa Madre Chiesa considera con uguale diritto e onore tutti i riti legittimamente riconosciuti, e vuole che in avvenire essi siano conservati e in ogni modo incrementati” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 4].

Per meditare

(Commento Youcat) Gesù ha raggiunto tutto l’uomo, la sua mente e il suo intelletto, il suo cuore e la sua volontà; esattamente questo è quello che egli vuole anche nella  Liturgia. Per questo essa ha in Africa aspetti diversi da quelli che ha in Europa, nelle case per anziani ha tratti diversi che nelle giornate mondiali della gioventù e nelle parrocchie diversi che nei conventi. Ma deve essere sempre riconoscibile che si tratta dell’unica liturgia dell’unica Chiesa diffusa in tutto il mondo.  

(Commento CCC) (CCC 1205) “Nella liturgia, e segnatamente in quella dei sacramenti, c'è una parte immutabile, perché di istituzione divina, di cui la Chiesa è custode, e ci sono parti suscettibili di cambiamento, che essa ha il potere, e talvolta anche il dovere, di adattare alle culture dei popoli recentemente evangelizzati” [Giovanni Paolo II, Lett. ap. Vicesimus quintus annus, 16; Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 21]. (CCC 1208) Le diverse tradizioni liturgiche, o riti, legittimamente riconosciuti, in quanto significano e comunicano lo stesso mistero di Cristo, manifestano la cattolicità della Chiesa. (Continua)  

(Continua la domanda: Può la Chiesa modificare e rinnovare la liturgia?)

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