venerdì 22 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 230 – Parte III.




YOUCAT Domanda n. 230 - Parte III. Che cos'è la penitenza?


(Risposta Youcat - ripetizione) La penitenza significa rimediare a un peccato commesso; non può avvenire solo a livello cerebrale, ma deve esprimersi in gesti di amore e nell'impegno nei confronti del prossimo; la penitenza si compie anche con la preghiera, il digiuno e l'aiuto spirituale e materiale ai poveri.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 545) Gesù invita i peccatori alla mensa del Regno: “Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”(Mc 2,17) [1Tm 1,15]. Li invita alla conversione, senza la quale non si può entrare nel Regno, ma nelle parole e nelle azioni mostra loro l'infinita misericordia del Padre suo per loro [Lc 15,11-32] e l'immensa “gioia [che] ci sarà in cielo per un peccatore convertito” (Lc 15,7). La prova suprema di tale amore sarà il sacrificio della propria vita “in remissione dei peccati” (Mt 26,28).

Per meditare

(Commento Youcat) La penitenza viene spesso fraintesa; non significa imprecare contro se stessi o lo scrupolo morale; non è neppure un lungo rimuginare su quanto si è malvagi; la penitenza ci libera e ci dà il coraggio di ricominciare di nuovo.

(Commento CCC) (CCC 1439) Il dinamismo della conversione e della penitenza è stato meravigliosamente descritto da Gesù nella parabola detta “del figlio prodigo” il cui centro è “il padre misericordioso” (Lc 15,11-24): il fascino di una libertà illusoria, l'abbandono della casa paterna; la miseria estrema nella quale il figlio viene a trovarsi dopo aver dilapidato la sua fortuna; l'umiliazione profonda di vedersi costretto a pascolare i porci, e, peggio ancora, quella di desiderare di nutrirsi delle carrube che mangiavano i maiali; la riflessione sui beni perduti; il pentimento e la decisione di dichiararsi colpevole davanti a suo padre; il cammino del ritorno; l'accoglienza generosa da parte del padre; la gioia del padre: ecco alcuni tratti propri del processo di conversione. L'abito bello, l'anello e il banchetto di festa sono simboli della vita nuova, pura, dignitosa, piena di gioia che è la vita dell'uomo che ritorna a Dio e in seno alla sua famiglia, la Chiesa. Soltanto il cuore di Cristo, che conosce le profondità dell'amore di suo Padre, ha potuto rivelarci l'abisso della sua misericordia in una maniera così piena di semplicità e di bellezza. (Fine)  

(Prossima domanda: Quali premesse di base sono necessarie in un cristiano perché nel sacramento della penitenza si abbia la remissione dei peccati?)