martedì 2 febbraio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 235



 

YOUCAT Domanda n. 235 - Ci si può confessare anche quando non si sono commessi peccati mortali?


(Risposta Youcat) La confessione è un grande dono di guarigione e di più profonda unione con il Signore anche quando non ci si dovrebbe confessare in senso stretto.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1458 a) Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa [Concilio di Trento: DS, 1680; CIC canone 988, § 2]. In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito.

Per meditare

(Commento Youcat) A Taizé, nei ritiri e convegni cattolici, durante le giornate mondiali della gioventù si vedono da tutte le parti giovani che si riconciliano con Dio. I cristiani che prendono sul serio il proposito di seguire Gesù cercano anche la gioia che deriva da un nuovo radicale inizio con Dio. I santi stessi si confessavano regolarmente, quando era possibile: ne avevano bisogno per crescere nell'umiltà e nell' amore, e per lasciarsi toccare dalla luce sanante di Dio fino nel più remoto angolo della loro anima.

(Commento CCC) (CCC 1458 b) Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui [Lc 6,36]: “Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. […] Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla Luce” [Sant'Agostino, In Johannis evangelium tractatus, 12, 13: PL 35, 1491]. 

(Prossima domanda: Perché solo i sacerdoti possono rimettere i peccati?)

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