mercoledì 16 marzo 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 259



YOUCAT Domanda n. 259 - Parte II. Qual è la differenza fra il sacerdozio universale di tutti i fedeli e quello ministeriale?


(Risposta Youcat – ripetizione) Con il battesimo, Cristo ha fatto di noi un regno di Dio e «sacerdoti di Dio Padre» (Ap 1, 6). Per effetto del sacerdozio universale ogni cristiano è chiamato ad operare nel mondo in nome di Dio e a trasmettergli Benedizione e grazia. Nel cenacolo e in occasione della missione degli Apostoli, Cristo ha donato ad alcuni un santo mandato per il servizio ai fedeli; questi Sacerdoti consacrati rappresentano Cristo come pastori del suo popolo e come capo del suo corpo, la Chiesa.

 Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1548) Nel servizio ecclesiale del ministero ordinato è Cristo stesso che è presente alla sua Chiesa in quanto Capo del suo Corpo, Pastore del suo gregge, Sommo Sacerdote del sacrificio redentore, Maestro di Verità. E' ciò che la Chiesa esprime dicendo che il sacerdote, in virtù del sacramento dell'Ordine, agisce “in persona Christi capitis” - in persona di Cristo Capo: [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 10; 28; Id., Sacrosanctum concilium, 33; Id., Christus Dominus, 11; Id., Presbyterorum ordinis, 2; 6] “E' il medesimo Sacerdote, Cristo Gesù, di cui realmente il ministro fa le veci. Costui se, in forza della consacrazione sacerdotale che ha ricevuto, è in verità assimilato al Sommo Sacerdote, gode della potestà di agire con la potenza dello stesso Cristo che rappresenta (“virtute ac persona ipsius Christi”) [Pio XII, Lett. enc. Mediator Dei]. Cristo è la fonte di ogni sacerdozio: infatti il sacerdote della Legge [antica] era figura di lui, mentre il sacerdote della nuova Legge agisce in persona di lui” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 22, 4, c].   

Per meditare

(Commento Youcat) La stessa parola Sacerdote, utilizzata contemporaneamente per due cose che sono differenti «per essenza e non solo per grado» (Concilio Vaticano II, LG), dà spesso luogo a fraintendimenti. Da una parte dovremmo sentire che tutti noi battezzati siamo «sacerdoti», poiché viviamo in Cristo e partecipiamo a tutto quello che egli è e compie. Perché allora non invochiamo in continuazione la Benedizione su questo mondo? Dall'altro lato dobbiamo riscoprire il dono di Dio alla sua Chiesa, cioè i sacerdoti ministeriali, che rappresentano il Signore stesso fra noi.   

(Commento CCC) (CCC 1549) Attraverso il ministero ordinato, specialmente dei Vescovi e dei sacerdoti, la presenza di Cristo quale Capo della Chiesa è resa visibile in mezzo alla comunità dei credenti [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 21]. Secondo la bella espressione di sant'Ignazio di Antiochia, il Vescovo è “typos tou Patros”, come l'immagine vivente di Dio Padre [Sant'Ignazio di Antiochia, Epistula ad Trallianos, 3, 1; Epistula ad Magnesios, 6, 1].    

(Continua la domanda: Qual è la differenza fra il sacerdozio universale di tutti i fedeli e quello ministeriale?)

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