giovedì 17 marzo 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 259



YOUCAT Domanda n. 259 - Parte III. Qual è la differenza fra il sacerdozio universale di tutti i fedeli e quello ministeriale?


(Risposta Youcat – ripetizione) Con il battesimo, Cristo ha fatto di noi un regno di Dio e «sacerdoti di Dio Padre» (Ap 1, 6). Per effetto del sacerdozio universale ogni cristiano è chiamato ad operare nel mondo in nome di Dio e a trasmettergli Benedizione e grazia. Nel cenacolo e in occasione della missione degli Apostoli, Cristo ha donato ad alcuni un santo mandato per il servizio ai fedeli; questi Sacerdoti consacrati rappresentano Cristo come pastori del suo popolo e come capo del suo corpo, la Chiesa.

 Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1550) Questa presenza di Cristo nel ministro non deve essere intesa come se costui fosse premunito contro ogni debolezza umana, lo spirito di dominio, gli errori, persino il peccato. La forza dello Spirito Santo non garantisce nello stesso modo tutti gli atti dei ministri. Mentre nell'amministrazione dei sacramenti viene data questa garanzia, così che neppure il peccato del ministro può impedire il frutto della grazia, esistono molti altri atti in cui l'impronta umana del ministro lascia tracce che non sono sempre il segno della fedeltà al Vangelo e che di conseguenza possono nuocere alla fecondità apostolica della Chiesa.

Per meditare

(Commento Youcat) La stessa parola Sacerdote, utilizzata contemporaneamente per due cose che sono differenti «per essenza e non solo per grado» (Concilio Vaticano II, LG), dà spesso luogo a fraintendimenti. Da una parte dovremmo sentire che tutti noi battezzati siamo «sacerdoti», poiché viviamo in Cristo e partecipiamo a tutto quello che egli è e compie. Perché allora non invochiamo in continuazione la Benedizione su questo mondo? Dall'altro lato dobbiamo riscoprire il dono di Dio alla sua Chiesa, cioè i sacerdoti ministeriali, che rappresentano il Signore stesso fra noi.

(Commento CCC) (CCC 1551) Questo sacerdozio è ministeriale. “Questo ufficio che il Signore ha affidato ai pastori del suo popolo è un vero servizio” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 24]. Esso è interamente riferito a Cristo e agli uomini. Dipende interamente da Cristo e dal suo unico sacerdozio ed è stato istituito in favore degli uomini e della comunità della Chiesa. Il sacramento dell'Ordine comunica “una potestà sacra”, che è precisamente quella di Cristo. L'esercizio di tale autorità deve dunque misurarsi sul modello di Cristo, che per amore si è fatto l'ultimo e il servo di tutti [Mc 10,43-45; 1Pt 5,3 ]. “Il Signore ha esplicitamente detto che la sollecitudine per il suo gregge era una prova di amore verso di lui” [San Giovanni Crisostomo, De sacerdotio, 2, 4: PG 48, 635; cf. Gv 21,15-17]. 

(Continua la domanda: Qual è la differenza fra il sacerdozio universale di tutti i fedeli e quello ministeriale?)