mercoledì 30 marzo 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 262



YOUCAT Domanda n. 262 - Parte V. Quali sono le condizioni necessarie per un matrimonio cristiano sacramentale?


(Risposta Youcat – ripetizione) Per un matrimonio sacramentale sono necessari tre elementi: a) il libero consenso; b) il desiderio di un legame esclusivo destinato a durare tutta la vita; c) l'essere disposti a ricevere dei figli. L'elemento più profondo in un matrimonio cristiano è tuttavia la coscienza della coppia di essere immagine vivente dell'amore fra Cristo e la Chiesa.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1654) I coniugi ai quali Dio non ha concesso di avere figli, possono nondimeno avere una vita coniugale piena di senso, umanamente e cristianamente. Il loro matrimonio può risplendere di una fecondità di carità, di accoglienza e di sacrificio.  

Per meditare

(Commento Youcat) La richiesta dell'unità e dell'indissolubilità del matrimonio è diretta in primo luogo contro la Poligamia, in cui il Cristianesimo riconosce un grave insulto contro l'amore e i diritti umani; è diretta anche contro quello che si potrebbe definire «poligamia successiva», ovvero una successione di legami amorosi non vincolanti che non giungono ad un unico grande e definitivo «sì». La richiesta di fedeltà coniugale implica l'essere disposti ad un legame destinato a durare tutta la vita e che esclude altre relazioni d'amore oltre al matrimonio. La richiesta di essere disposti alla fecondità significa che una coppia cristiana è aperta alla nascita dei figli che Dio desidera donarle. Le coppie che non hanno figli sono chiamate da Dio a diventare feconde in altri modi. Un matrimonio in cui uno di questi tre elementi viene escluso non avviene realmente.

 (Commento CCC) (CCC 1652) “Per sua indole naturale, l'istituto stesso del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione e alla educazione della prole e in queste trovano il loro coronamento”: [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48] “I figli sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori. Lo stesso Dio che disse: “Non è bene che l'uomo sia solo” (Gen 2,18 ) e che “creò all'inizio l'uomo maschio e femmina” (Mt 19,4), volendo comunicare all'uomo una certa speciale partecipazione nella sua opera creatrice, benedisse l'uomo e la donna, dicendo loro: “Crescete e moltiplicatevi” (Gen 1,28). Di conseguenza la vera pratica dell'amore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce, senza posporre gli altri fini del matrimonio, a questo tendono che i coniugi, con fortezza d'animo, siano disposti a cooperare con l'amore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 50].    

(Prossima domanda: Perché il matrimonio è indissolubile?)

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