domenica 12 giugno 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 298



YOUCAT Domanda n. 298 - Parte II. Chi agisce male, ma in buona coscienza, è colpevole di fronte a Dio?


(Risposta Youcat – ripetizione) No. Quando ci si è esaminati e si è raggiunto un giudizio sicuro, bisogna in ogni caso seguire la propria voce interiore, anche col rischio di commettere un'azione sbagliata.

 Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1793) Se - al contrario - l'ignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso dalla persona non può esserle imputato. Nondimento resta un male, una privazione, un disordine. E' quindi necessario adoperarsi per correggere la coscienza morale dai suoi errori.  (CCC 1801) La coscienza morale può rimanere nell'ignoranza o dare giudizi erronei. Tali ignoranze e tali errori non sempre sono esenti da colpevolezza.

Per meditare

(Commento Youcat) Il male che viene commesso per un giudizio sbagliato prodotto dalla coscienza in buona fede non ci rende colpevoli di fronte a Dio. Nella stessa misura in cui bisogna seguire la propria coscienza, bisogna però anche tenere presente che, richiamandosi ad una presunta coscienza, nel corso della storia, si sono commessi omicidi, torture e inganni.  

(Commento CCC) (CCC 1794) La coscienza buona e pura è illuminata dalla fede sincera. Infatti la carità “sgorga”, ad un tempo, “da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera” (1Tm 1,5; 3,9; 2Tm 1,3; 1Pt 3,21; At 24,16): “Quanto più prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi sociali si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16]. (CCC 1802) La Parola di Dio è una luce sui nostri passi. La dobbiamo assimilare nella fede e nella preghiera e mettere in pratica. In tal modo si forma la coscienza morale.  

(Prossima domanda: Che cosa si intende con «virtù»?)

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