martedì 28 giugno 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 301



YOUCAT Domanda n. 301 - Come si diventa prudenti?


(Risposta Youcat) Si diventa prudenti quando si impara a discernere ciò che è essenziale da ciò che non lo è, quando si impara a prefiggersi scopi corretti e a scegliere i mezzi migliori per raggiungerli.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1806 a) La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. L'uomo “accorto controlla i suoi passi” (Prv 14,15). “Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera” (1Pt 4,7). La prudenza è la “retta norma dell'azione”, scrive san Tommaso [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, 47, 2] sulla scia di Aristotele. Essa non si confonde con la timidezza o la paura, né con la doppiezza o la dissimulazione.

Per meditare

(Commento Youcat) La virtù della prudenza è quella che per così dire guida tutte le altre virtù; è la capacità di riconoscere ciò che è giusto; chi desidera condurre una vita di bontà deve sapere che cos'è il «bene» e deve riconoscerne il valore, come il mercante del Vangelo «trovata una perla di grande valore va, vende tutti i suoi averi e la compra» (Mt 13, 46); è proprio l'uomo prudente che può regolare giustizia, fortezza e la giusta temperanza per compiere il bene.

(Commento CCC) (CCC 1806 b) E' detta “auriga virtutum” - cocchiere delle virtù: essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura. E' la prudenza che guida immediatamente il giudizio di coscienza. L'uomo prudente decide e ordina la propria condotta seguendo questo giudizio. Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare. (CCC 1835) La prudenza dispone la ragione pratica a discernere, in ogni circostanza, il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per attuarlo.  

(Prossima domanda: Come si fa a comportarsi giustamente?)