lunedì 31 ottobre 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 342 - Parte II.



YOUCAT Domanda n. 342 - Parte II. Siamo tutti destinati a diventare «santi»?


(Risposta Youcat – ripetizione) Sì. Il senso della nostra vita è quello di unirci nell'amore a Dio e di corrispondere completamente al suo volere. Dobbiamo quindi permettere a Dio «di vivere la sua vita in noi» (Madre Teresa): questo significa essere «santi».        

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2014) Il progresso spirituale tende all'unione sempre più intima con Cristo. Questa unione si chiama “mistica”, perché partecipa al mistero di Cristo mediante i sacramenti - “i santi misteri” - e, in lui, al mistero della Santissima Trinità. Dio ci chiama tutti a questa intima unione con lui, anche se soltanto ad alcuni sono concesse grazie speciali o segni straordinari di questa vita mistica, allo scopo di rendere manifesto il dono gratuito fatto a tutti.     

Per meditare

(Commento Youcat) Ogni uomo si pone la domanda: «Chi sono e perché esisto, in che modo posso raggiungere me stesso?». In base alla risposta della fede, è in primo luogo con la Santità che l'uomo raggiunge lo scopo per cui Dio l'ha creato, ed è con essa in primo Luogo che l'essere umano raggiunge l'armonia con se stesso e con il proprio Creatore; La santità non è però una perfezione che si raggiunge da soli, ma è un'unione con l'amore incarnato, che è Cristo. Chi ottiene nuova vita a questo modo trova se stesso e diviene santo.  

(Commento CCC) (CCC 2015) Il cammino della perfezione passa attraverso la croce. Non c'è santità senza rinuncia e senza combattimento spirituale [2Tm, 4]. Il progresso spirituale comporta l'ascesi e la mortificazione, che gradatamente conducono a vivere nella pace e nella gioia delle beatitudini: “Colui che sale non cessa mai di andare di inizio in inizio; non si è mai finito di incominciare. Mai colui che sale cessa di desiderare ciò che già conosce” [San Gregorio di Nissa, In Canticum, homilia 8: PG 44, 941].     

(Continua la domanda: Siamo tutti destinati a diventare «santi»?)

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