Continua ogni giorno il commento alle Letture della Sacra Scrittura, delle sante Messe di tutti i giorni: Domeniche, Solennità, Feste, e giorni feriali.

Spirito e Vita

domenica 31 dicembre 2017

1º Gennaio - Maria SS. Madre di Dio: Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore


1º Gennaio - Maria SS. Madre di Dio: Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore


L’Anno Nuovo inizia sotto la protezione della  Beata Vergine Maria, che la Chiesa venera nel grande mistero di Santissima Madre di Dio. Questa solennità conclude la settimana di celebrazioni natalizie e, in molte parti del mondo, coincide con l’inizio del Nuovo Anno.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Nm 6, 22-27: “22Il Signore parlò a Mosè e disse: 23"Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: "Così benedirete gli Israeliti: direte loro: 24Ti benedica il Signore e ti custodisca .25Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. 26Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace". 27Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò"”.


Gal 4, 4-7: “Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. 6E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: "Abbà! Padre!". 7Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio”.


Lc 2, 16-21: “In quel tempo [i pastori] 16andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. 21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo”. 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


Nell’Ottava di Natale e nel giorno d’inizio dell’anno nuovo, la liturgia celebra la “Solennità di Maria Santissima Madre di Dio”. Le letture bibliche riguardano la Santissima Vergine Madre di Dio e il Santissimo Nome di Gesù. La solennità conclude le celebrazioni del Natale e, in molte parti del mondo, segna l’inizio del Nuovo Anno.

Le sue letture e orazioni approfondiscono ulteriormente identità e aspetti del Santo Bambino e il titolo di Maria Madre di Dio, in greco Theotokos. Il Santo Bambino è considerato nella sua autentica realtà di “Vero Dio e Vero uomo” e di “Salvatore”. Il titolo “Madre di Dio” riguarda Cristo nelle sue nature divina e umana. Il Figlio di Dio, essendo il “Salvatore”, ricevette solennemente e pubblicamente il nome: “Gesù”, ossia “Dio salva” o “Salvezza di Dio”. Tale nome era stato indicato dall’Angelo, prima del suo concepimento. I nomi di Salvatore e Redentore si manifestarono in pienezza, quando il Signore Gesù Cristo, sulla Croce, versò tutto il suo sangue per la nostra salvezza e redenzione.

L’antico rito della circoncisione celebrava l’ingresso del nuovo nato nel popolo di Dio. Per Gesù preannunciò, in modo profetico, quello che poi disse ai suoi Apostoli nell’ultima cena: “il sangue della nuova ed eterna alleanza che sarà versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.

L’altro tema di questa liturgia è il rapporto di Maria con la storia della nostra salvezza. Il suo primo rapporto è di Madre di Dio, di Gesù o Figlio di Dio che ricevette da Lei la natura umana. Il secondo rapporto è di Madre della Chiesa, ossia del Corpo mistico di Cristo, di cui noi credenti siamo membra. Maria è Madre della Chiesa con l’esempio, l’intercessione e le suppliche a nostro favore.

Da quando la solennità di Madre di Dio fu fissata all’inizio dell’anno, essa segna anche quest’evento, del quale fede e liturgia sottolineano i significati spirituali. Uno è ringraziare Dio per tutte le grazie e le benedizioni generosamente elargite nell’anno conclusosi. L’altro è chiedere grazie e benedizioni per poter collaborare, per tutto il Nuovo Anno, alla perenne missione di Cristo, sull’esempio di Maria.

La venuta del  Figlio di Dio fattosi uomo per noi, infatti, è l’evento decisivo di tutti i tempi e inaugura il tempo nuovo nel quale il Signore libera il tempo da ogni limite effimero e fugace, dal decorso inesorabile, dalla decadenza e dalla morte. Gesù ha inaugurato i tempi lunghi della misericordiosa pazienza divina, nei quali ci converte e ci trasforma in costruttori di ciò che è eterno e non perisce. La sua grazia ci trasforma in discepoli operosi e in testimoni dell’intramontabile, che non avrà mai fine. Dio, infatti, ci ha creati per l’eterno, per ciò che supera tutti i tempi e perdura oltre ogni tempo.

Ogni giorno, quindi, dobbiamo collaborare con Cristo, che rinnova tutto e costruisce realtà sempre inedite, impensate, mai viste prima. Il Padre Creatore sparge a piene mani semi di vita eterna in noi, lungo il tempo, superando la nostra immaginazione più ardita e le nostre speranze più audaci. Solo la fede incrollabile, la speranza più ferma e la carità inesauribile percepiscono le dimensioni autentiche del nostro tempo divino-umano.

Con Cristo siamo divenuti eternità, mentre senza Cristo tutto invecchia, muore e perisce. Solo in Cristo rinasciamo, risorgiamo e viviamo per sempre. Grazie a lui il nostro futuro eterno è già iniziato, è già presente e ci fa vivere la  sua stessa vita eterna.  

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


Nella solennità della Santissima Madre di Dio, la liturgia propone due orazioni iniziali. La prima chiede: “O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i doni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita, Cristo tuo Figlio”.

La seconda invoca: “Padre buono, che in Maria Vergine e madre, benedetta fra tutte le donne, hai stabilito la dimora del tuo Verbo fatto uomo tra noi, donaci il tuo Spirito, perché tutta la nostra vita nel segno della tua benedizione si renda disponibile ad accogliere il tuo dono”.

Nell’orazione delle offerte chiediamo: “O Dio, che nella tua provvidenza dai inizio e compimento a tutto il bene che è nel mondo, fa’ che in questa celebrazione della divina Maternità di Maria gustiamo le primizie del tuo amore misericordioso per goderne felicemente i frutti”.

Con l’Eucaristia concludiamo: “Con la forza del sacramento che abbiamo ricevuto guidaci, Signore, alla vita eterna, perché possiamo gustare la gioia senza fine con la sempre Vergine Maria, che veneriamo madre del Cristo e di tutta la Chiesa”.  

Gualbero Gismondi ofm

sabato 30 dicembre 2017

Domenica dopo Natale - Santa Famiglia: Sarà chiamato Nazareno



Domenica dopo Natale -  Santa Famiglia: Sarà chiamato Nazareno


La Santa Famiglia vive una vita dall’apparenza molto semplice. Ma proprio tale semplicità ne fa il modello di vita per tutte le famiglie.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Sir 3, 2-6. 12-14:2Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole. 3Chi onora il padre espia i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita. 4Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. 5Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. 6Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre. 12Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. 13Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore. 14L'opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa”.

Col 3, 12-21: “Fratelli, 12Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, 13sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. 14Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. 15E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie! 16La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. 17E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre. 18Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. 19Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. 20Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. 21Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino”.

Mt 2, 13-15. 19-23: 13I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo". 14Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio. 19Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino". 21Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. 22Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea 23e andò ad abitare in una città chiamata Nazareth, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: “Sarà chiamato Nazareno”. 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


Nella domenica dopo il Natale si celebra la festa della Santa Famiglia. Le prime letture bibliche descrivono le virtù della vita familiare. Una, tratta dal libro sapienziale Siracide, descrive i comportamenti dei figli verso i genitori. I figli giovani devono obbedienza, rispetto e amore. I figli adulti devono ai genitori, anziani o infermi: amore, rispetto, soccorso, assistenza, aiuti e attenzioni. 
Il verbo più usato dal Siracide, è “onorare”, ossia lo stesso verbo usato dal Signore nel Decalogo, o dieci comandamenti della Legge. Per gli atteggiamenti di amore, aiuto concreto, rispetto e assistenza, il Signore promise ai figli le sue benedizioni. 
La seconda lettura, è dalla lettera di S. Paolo ai Colossesi (3, 12-21). Essa raccomanda gli atteggiamenti e sentimenti da tenere nella vita familiare: tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità, sopportazione reciproca, perdono, riconoscenza, riconciliazione e gratitudine. S. Paolo raccomanda di viverli nel nome del Signore. 
Matteo, nel suo Vangelo mostra come la Santa Famiglia di Gesù subì le tragiche condizioni dei profughi di ogni tempo e luogo, che avvengono anche oggi. Sono molti, infatti, i costretti ad abbandonare le proprie case, vederle distrutte, perdere il lavoro, separarsi da parenti e amici, essere strappati agli affetti più cari, abbandonare le loro condizioni di vita, essere privati di tutte le cose essenziali, dover fuggire di nascosto e di notte. Pensiamo anche all’ansia di sottrarsi a quelli che vorrebbero ucciderci, dover vivere sotto l’incubo di persecuzioni, repressione e terrore. 
Anche Gesù, Maria e Giuseppe subirono tutto questo. Fuggirono in Egitto in piena notte perché Erode cercava Gesù per ucciderlo. Morto Erode, anche il ritorno fu tragico, perché Archelao, figlio e successore di Erode, era altrettanto crudele e malvagio. Ancora un angelo suggerì a Giuseppe di rifugiarsi a Nazareth, povero villaggio, nel quale il Figlio di Dio visse a lungo, tanto da essere chiamato “Nazareno”. 
La Santa Famiglia di Nazareth è modello di umiltà, semplicità e ogni altra virtù domestica. È necessario ricordarlo oggi, in cui la famiglia è sottoposta alle più dure sfide e più pesanti aggressioni in molte parti del mondo. Il segreto della famiglia di Nazareth sta nell’obbedienza al Padre celeste. Giuseppe gli obbedì salvando Gesù e Maria dapprima in Egitto, poi in Galilea. Maria e Giuseppe obbedirono presentando Gesù al Tempio e accompagnandolo a Gerusalemme per le feste ebraiche. Gesù obbedì in tutto ai suoi genitori terreni, pur ricordando il dovere di occuparsi del Padre Celeste. 
Nella Lettera ai Colossesi troviamo i valori, atteggiamenti e sentimenti di ogni famiglia cristiana autentica: pace, gioia, tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, sopportazione, perdono e riconciliazione. Vertice di tutto è l’amore, o carità perfetta. Segreto di tutto è conservare sempre ogni Parola di Dio nel proprio cuore, meditarla e viverla, come fece Maria. 
Grazia, fede e amore, consentono di fare tutto nel nome del Signore. Chiediamo, per tutte le famiglie, le virtù che fanno vivere ogni famiglia come la Santa Famiglia di Nazareth.   

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


Questa domenica ha due orazioni. La prima chiede: “O Dio, nostro Padre, che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti insieme nella tua casa, possiamo godere la gioia senza fine. 
La seconda dice: “O Dio, nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio, generato prima dell’aurora del mondo, divenisse membro della umana famiglia, ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita, perché i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore, e i figli crescano in sapienza, età e grazia, rendendo lode al tuo santo nome.

Nella preghiera sulle offerte chiediamo: “Accogli, Signore, questo sacrificio di salvezza e, per intercessione della Beata Vergine Madre e di San Giuseppe, fa’ che le nostre famiglie vivano nella tua amicizia e nella tua pace.

La preghiera conclusiva chiede: “Padre misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, donaci di seguire gli esempi della santa Famiglia, perché dopo le prove di questa vita siamo associati alla sua gloria in cielo.

venerdì 29 dicembre 2017

YOUCAT Domanda n. 493 - Parte II. Quali sono i segni distintivi della preghiera cristiana?



YOUCAT Domanda n. 493 - Parte II. Quali sono i segni distintivi della preghiera cristiana?


(Risposta Youcat - ripetizione) La preghiera cristiana avviene in atteggiamento di fede, speranza e carità; è perseverante e si uniforma al volere di Dio.   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2662) La Parola di Dio, la Liturgia della Chiesa, le virtù della fede, della speranza e della carità sono fonti della preghiera.

Per meditare

(Commento Youcat) Il cristiano che prega esce da sé e allo stesso momento entra in un atteggiamento di fiducia nell'unico Signore e Dio; al tempo stesso ripone in lui tutta la propria speranza, e sa che Egli lo ascolta, lo capisce, lo accoglie e lo porta alla perfezione. San Giovanni Bosco disse una volta: «Per riconoscere il volere di Dio sono necessarie tre condizioni; pregare, restare in attesa e lasciarsi consigliare». Infine, la preghiera cristiana è sempre espressione di un amore che deriva dall'amore di Cristo e che cerca l'amore divino.

(Commento CCC) (CCC 2658) “La speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). La preghiera, plasmata dalla vita liturgica, tutto attinge all'amore con cui siamo amati in Cristo e che ci concede di rispondervi amando come lui ci ha amati. L'amore è la sorgente della preghiera; chi vi attinge, tocca il culmine della preghiera: “Vi amo, o mio Dio, e il mio unico desiderio è di amarvi fino all'ultimo respiro. Vi amo, o mio Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandovi, che vivere senza amarvi. Vi amo, Signore, e la sola grazia che vi chiedo è di amarvi eternamente. […] Mio Dio, se la mia lingua non può ripetere, ad ogni istante, che vi amo, voglio che il mio cuore ve lo ripeta tutte le volte che respiro” [San Giovanni Maria Vianney, Oratio, in B. Nodet, Le  Curé d'Ars. Sa pensée-son coeur (Le Puy 1966) p. 45]. 

(Prossima domanda: Come può la mia vita quotidiana essere una scuola di preghiera?)

giovedì 28 dicembre 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 493. I - e Ss. Martiri Innocenti




YOUCAT Domanda n. 493 - Parte I. Quali sono i segni distintivi della preghiera cristiana?


(Risposta Youcat) La preghiera cristiana avviene in atteggiamento di fede, speranza e carità; è perseverante e si uniforma al volere di Dio.  

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2656) Si entra nella preghiera come si entra nella liturgia: per la porta stretta della fede. Attraverso i segni della sua presenza, è il volto del Signore che cerchiamo e desideriamo, è la sua parola che vogliamo ascoltare e custodire. 

Per meditare

(Commento Youcat) Il cristiano che prega esce da sé e allo stesso momento entra in un atteggiamento di fiducia nell'unico Signore e Dio; al tempo stesso ripone in lui tutta la propria speranza, e sa che Egli lo ascolta, lo capisce, lo accoglie e lo porta alla perfezione. San Giovanni Bosco disse una volta: «Per riconoscere il volere di Dio sono necessarie tre condizioni; pregare, restare in attesa e lasciarsi consigliare». Infine, la preghiera cristiana è sempre espressione di un amore che deriva dall'amore di Cristo e che cerca l'amore divino.

(Commento CCC) (CCC 2657) Lo Spirito Santo, che ci insegna a celebrare la liturgia nell'attesa del ritorno di Cristo, ci educa a pregare nella speranza. A loro volta, la preghiera della Chiesa e la preghiera personale alimentano in noi la speranza. In modo particolarissimo i Salmi, con il loro linguaggio concreto e ricco, ci insegnano a fissare la nostra speranza in Dio: “Ho sperato, ho sperato nel Signore, ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido” (Sal 40,2). “Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo” (Rm 15,13).    

(Continua la domanda: Quali sono i segni distintivi della preghiera cristiana?)


Ogni giorno pubblichiamo il “Commento quotidiano alle letture bibliche delle S. Messe” e i commenti al “Catechismo dei giovani (Youcat) fino al loro completamento.

28 dicembre SS. Martiri Innocenti

Le diverse liturgie di oriente e occidente celebrano questa festa in ricordo degli infanti e dei lattanti che il tiranno e sanguinario re Erode fece crudelmente assassinare per timore di perdere il suo trono.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


1Gv 1,5-2,2: Figlioli miei, 5Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c'è tenebra alcuna. 6Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. 7Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. 8Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. 2,1Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. 2È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.


Mt 2,13-18: 13I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo". 14Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio. 16Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. 17Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: 18Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più”.

Meditiamo con lo Spirito Santo


Il Vangelo di Matteo narra i fatti che portarono alla strage degli Innocenti. I bambini innocenti di Betlemme, assassinati dal tiranno Erode dominato dalla follia del potere, ricordano una quantità di fatti che precedettero, nella storia della salvezza: l’uccisione dei bambini maschi ordinata dal faraone, le stragi attuate dagli Assiri, poi dai Babilonesi, fino a quelle riferite nei libri dei Maccabei
La tragedia di Gesù bambino, rappresenta tutte le vittime innocenti, i perseguitati, i profughi, gli ultimi, schiacciati dai poteri violenti e da tutte le ingiustizie e gli egoismi dell’umanità. 
San Giuseppe, uomo giusto, ha il compito di proteggere Gesù dalla furiosa tempesta scatenata contro lui dall’ira e la crudeltà di Erode. Riuscirà, quindi, a ricondurlo sano e salvo nella “terra d’Israele” dove, sulla croce, adempirà fino in fondo alla sua missione e passione di salvezza e di redenzione dell’umanità. 
La prima lettura, dalla prima lettera di Giovanni, è particolarmente utile per comprendere il mistero della morte dei Santi Innocenti. Anch’essi, infatti, con il loro martirio, sia pure inconsapevole, partecipano al mistero della croce di Cristo che ha redento il mondo, e attestano la grazia e la comunione dei santi, i grandi tesori di cui dispone la Chiesa. 
Essi che vissero e morirono nella luce di Gesù, insegnano anche a noi a vivere e morire nella luce di Colui che ha redento, salvato e illuminato il mondo con la sua passione e morte. 
La lettera di Giovanni, quindi, sviluppa il tema della luce annunciando, anzitutto, che “Dio è luce e in lui non c'è tenebra alcuna”. Quanto egli compie è luce per tutti. Erode, con quelli che camminano nelle tenebre, non vivendo nella verità, sono bugiardi e non sono in comunione di vita, ma di morte. 
Anche noi, se diciamo di essere senza peccato o di non aver peccato, inganniamo noi stessi e la verità di Cristo non è in noi. Camminiamo, invece, nella luce di Cristo, quando riconosciamo e confessiamo i nostri peccati. Allora il Signore perdona i nostri peccati e ci purifica da ogni iniquità. 
Il sangue del Figlio di Dio, infatti, purifica da ogni peccato e pone in comunione con lui e col prossimo. Gesù Cristo, vittima di espiazione dei peccati di tutto il mondo, è sempre nostro avvocato presso il Padre.   

Riflessione 


Perché quei bambini innocenti uccisi crudelmente sono considerati santi? 

Perché la tragedia di Gesù bambino cercato a morte è un segno di tutti i perseguitati?

Quando e come Gesù versò il suo sangue per salvare e redimere l’umanità?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


Signore nostro Dio, che oggi nei santi Innocenti sei stato glorificato non a parole, ma con il sangue, concedi anche a noi di esprimere nella vita la fede che professiamo con le labbra”.