domenica 22 gennaio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 359 – Parte IV.



YOUCAT Domanda n. 359 – Parte IV. Perché Dio vuole che consideriamo santo il suo nome?


(Risposta Youcat – ripetizione) Dire a qualcuno il proprio nome è un segno di fiducia. Poiché Dio ci ha rivelato il suo nome, si rende conoscibile e tramite questo nome ci permette di avvicinarci a lui. Dio è verità assoluta: chi invoca la verità col suo vero nome, ma la usa per una falsa testimonianza, commette un grave peccato.     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2149) Le imprecazioni, in cui viene inserito il nome di Dio senza intenzione di bestemmia, sono una mancanza di rispetto verso il Signore. Il secondo comandamento proibisce anche l'uso magico del nome divino. “Il nome di Dio è grande laddove lo si pronuncia con il rispetto dovuto alla sua grandezza e alla sua Maestà. Il nome di Dio è santo laddove lo si nomina con venerazione e con il timore di offenderlo” [Sant'Agostino, De sermone Domini in monte, 2, 5, 19: PL 34, 1278]. 

Per meditare

(Commento Youcat) Non si può pronunciare il nome di Dio senza timore reverenziale; lo conosciamo solo perché egli si è rivelato a noi, e il suo nome è veramente la chiave per accedere al cuore dell'Onnipotente. Per questo è veramente un grave peccato offendere Dio, imprecare o fare false promesse nel suo nome; il secondo comandamento è quindi un comandamento che protegge tout court ciò che è «santo». Luoghi, cose, nomi o persone che vengono toccati da Dio sono «santi»; la sensibilità per ciò che è santo si chiama venerazione.

(Commento CCC) (CCC 2150) Il secondo comandamento proibisce il falso giuramento. Fare promessa solenne o giurare è prendere Dio come testimone di ciò che si afferma. E' invocare la veracità divina a garanzia della propria veracità. Il giuramento impegna il nome del Signore. “Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome” (Dt 6,13). (CCC 2151) Astenersi dal falso giuramento è un dovere verso Dio. Come Creatore e Signore, Dio è la norma di ogni verità. La parola umana è in accordo con Dio oppure in opposizione a lui che è la stessa verità. Quando il giuramento è veridico e legittimo, mette in luce il rapporto della parola umana con la verità di Dio. Il giuramento falso chiama Dio ad essere testimone di una menzogna.     

(Continua la domanda: Perché Dio vuole che consideriamo santo il suo nome?)

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