giovedì 23 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 377 – Parte II



YOUCAT Domanda n. 377 – Parte II. Quando bisogna negare la propria obbedienza allo Stato?


(Risposta Youcat – ripetizione) Nessuno può seguire disposizioni provenienti da parte dello Stato che contraddicano le leggi divine.       

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2244) Ogni istituzione si ispira, anche implicitamente, ad una visione dell'uomo e del suo destino, da cui deriva i propri criteri di giudizio, la propria gerarchia dei valori, la propria linea di condotta. Nella maggior parte delle società le istituzioni fanno riferimento ad una certa preminenza dell'uomo sulle cose. Solo la Religione divinamente rivelata ha chiaramente riconosciuto in Dio, Creatore e Redentore, l'origine e il destino dell'uomo. La Chiesa invita i poteri politici a riferire i loro giudizi e le loro decisioni a tale ispirazione della verità su Dio e sull'uomo. Le società che ignorano questa ispirazione o la rifiutano in nome della loro indipendenza in rapporto a Dio, sono spinte a cercare in se stesse oppure a mutuare da una ideologia i loro riferimenti e il loro fine e, non tollerando che sia affermato un criterio oggettivo del bene e del male, si arrogano sull'uomo e sul suo destino un potere assoluto, dichiarato o non apertamente ammesso, come dimostra la storia [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 45-46].

Per meditare

(Commento Youcat) L’Apostolo Pietro ci invita all'obbedienza allo Stato, ma non in maniera incondizionata: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini» (At 5, 29). Se lo Stato stabilisse regole o adottasse misure razziste, sessiste o lesive del diritto alla vita, un cristiano è tenuto in coscienza a negare la propria obbedienza, a sottrarsi alla cooperazione ed eventualmente ad opporre anche la propria resistenza.  

(Commento CCC) (CCC 2257) Ogni società ispira i propri giudizi e la propria condotta ad una visione dell'uomo e del suo destino. Al di fuori della luce del Vangelo su Dio e sull'uomo, è facile che le società diventino totalitarie.

(Continua la domanda: Quando bisogna negare la propria obbedienza allo Stato?)