sabato 13 maggio 2017

5ª Domenica di Pasqua A: Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me



5ª Domenica di Pasqua A: Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me


Questa domenica e la prossima ci preparano alla conclusione del Tempo Pasquale, che si attua col ritorno di Cristo al Padre, nell’Ascensione, e con la venuta dello Spirito Santo su noi e tra noi, nella Domenica della Pentecoste. Le letture bibliche passano dalla celebrazione della Risurrezione alla preparazione spirituale di questi eventi.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


At 6,1-7: 1In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. 2Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. 3Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. 4Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola". 5Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. 6Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.7E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.


1Pt 2,4-9: Carissimi, 4Avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. 6Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d'angolo , scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso .7Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d'angolo8e sasso d'inciampo, pietra di scandalo Essi v'inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. 9Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.


Gv 14,1-12: 1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via".5Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?". 6Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". 8Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". 9Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


Questa domenica comincia a prepararci alla venuta dello Spirito Santo sulla Chiesa e nel mondo, che celebreremo la domenica di Pentecoste. Domenica prossima celebriamo l’Ascensione, ossia il glorioso ritorno di Cristo al Padre. In queste domeniche, le letture bibliche richiamano la nostra attenzione su due misteri fondamentali: l’Ascensione o salita di Cristo al cielo e la Pentecoste o discesa dello Spirito Santo su di noi. I Vangeli fanno lo stesso richiamo, mediante alcune parti del discorso di Gesù nell’Ultima Cena. 
La liturgia sottolinea il ruolo eucaristico dello Spirito Santo nel cammino della Chiesa, passando dalla celebrazione della Risurrezione alla riflessione spirituale sulla Pentecoste. Le letture passano dagli aspetti entusiasmanti e gioiosi della Risurrezione di Cristo, alle concrete difficoltà che i seguaci del Risorto, e in particolare la sua Chiesa, dovranno affrontare per restare fedeli alla loro testimonianza. Tali difficoltà sono non solo quelle esterne alla Chiesa, ma anche quelle interne alla sua comunità. 
La Chiesa cristiana si definisce “cattolica”, ossia “universale” perché unisce persone di ogni lingua, popolo, nazione e costume, come avevano già preannunciato i profeti. Dalla Risurrezione di Gesù in poi si formò una comunità di persone che vivevano insieme, unite dall’unica fede nel Risorto. Esse provenivano sempre più da diversissime tradizioni culturali, politiche, sociali e religiose di tutto il mondo. Ciascuna portava con sé le più diverse abitudini, esigenze ed esperienze. Cominciarono, quindi, a emergere tensioni e incomprensioni. 
Nella prima lettura, la tensione deriva dall’assistenza quotidiana ai poveri. Questo impegno, insieme spirituale e sociale, nel corso della storia cristiana diviene sovente cruciale, con punte gravi e drammatiche. Qui la comunità compie una scelta esemplare, affidando questo compito a persone piene di Spirito Santo e di Sapienza, affinché gli Apostoli possano dedicarsi al servizio della preghiera e della Parola. La proposta mette tutti d’accordo e molti aderiscono alla Chiesa che si moltiplica grandemente. La lettura mette in luce come lo Spirito Santo sia già all’opera. La seconda lettura, dalla prima lettera di San Pietro, sottolinea che la Chiesa è l’edificio e Cristo è la sua “pietra angolare” che lo compagina e lo sostiene, unendo fra loro tutte le pietre vive, ossia i credenti. In esso, tutti sono “pietre vive”, stirpe eletta,  sacerdoti regali, gente santa, luci meravigliose che proclamano le ammirevoli opere di Dio e, in particolare, la salvezza operata dal Risorto
Il Vangelo riferisce l’ultimo discorso nel quale Gesù rivelò le realtà più intime e preziose di sé e della sua opera. In esse ci disse che sarebbe ritornato al Padre, per prepararci un posto accanto a lui. Lo può fare, perché è totalmente nel Padre e il Padre è totalmente in lui. Le sue parole sono le parole del Padre. Chi conosce lui conosce il Padre. Chi crede in Lui compirà le stesse opere da lui compiute, e anche maggiori. Tutto ciò possiamo e dobbiamo crederlo con la massima certezza, perché Gesù è l’unica via, verità e vita che porta al Padre, al quale nessuno può giungere  se non per mezzo di lui.    

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   


Nello spirito di questa domenica, la prima orazione ricorda la generosa benevolenza del Padre perché ci ha donato non solo il Salvatore ma anche lo Spirito Santo: “O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e la vita eterna”.


La seconda orazione chiede che possiamo divenire realmente sacerdozio regale, popolo santo, tempio della sua gloria: “O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa’ che aderendo a lui, pietra vita, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria”.


L’orazione sui doni e quella finale chiedono al Signore di testimoniare la sua verità nella nostra vita e di passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova: “O Dio, in questo scambio di doni ci fa partecipare alla comunione con te, unico sommo bene, concedi che la luce della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita”. “Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova”.